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"...un problema tra la politica e la sanità..."

    Già, e il Pd, quel Pd che abbiam provato a cambiare non fa' eccezione.
    Se le cose stanno come si legge nell'articolo di Mario Gerevini sul Corrire della sera di oggi (qui la risosta di Marino), odio doverlo dire ma non vedo come ci possa essere possibilità di cambiamento.  So che, dal canto mio, dovrei solo tacere: ho mollato qualche tempo fa' e per la seconda volta.
    Non posso fare altro che  ammirare i tanti come Giuseppe Civati e lo stesso Ignazio Marino che ancora e ancora e ancora vedono nel Pd la possibilità di diventare qualcosa di diverso dal carrozzone che continua (ancora e ancora e ancora) ad essere.
    D'altronde sia le primarie degli iscritti che quelle aperte a tutti hanno decretato che Bersani doveva essere il segretario.  E Bersani non è solo Bersani ma tutta una serie di persone (molte delle quali anche validissime) con una precisa identità culturale e politica che conosce solo quel modo di fare politica.  Neanche io, credo ai complotti; semmai, credo che ci sia molto di peggio del complotto: c'è un mucchio di gente (ovunque, mica solo nel Pd) più realista del re, quelli che "pagherebbero per vendersi" (cit) e quelli che venderebbero le ceneri della madre per compiacere.
    Al di la del bene e del male, resta il fatto che la politica e la sanità manco dovrebbero vedersi col binocolo: se proprio devo correre il rischio, tendenzialmente mi fido di più di chi ha pronunciato il giuramento di Ippocrate dopo (si spera) regolare corso di laurea piuttosto che di chi, se va bene, ha giurato su una Costituzione che probabilmente manco ha mai letto.

Pubblicato il 20/1/2010 alle 22.15 nella rubrica diario.

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