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Hai visto mai che poi si immedesimano...

    Viste le posizioni della Lega in tema di razza ho il legittimo sospetto che il de cuius abbia avuto la bella pensata che certi testi (scritti da autori di certe razze, poi) è meglio che non vengano fatti leggere.
    La scusa del sesso, poi,  viene sempre buona e trova fin troppo facile sponda negli abbondanti  e abboccanti bacchettoni e parrucconi italici.
    Solo che, magari mi sbaglio e faccio la figura del ciuccio, però io quel libro l'ho letto parecchi anni addietro (almeno venti) e proprio non mi sovviene alcun "passo nel quale Anna Frank descrive in modo minuzioso e approfondito le proprie parti intime e la descrizione è talmente dettagliata da suscitare inevitabilmente turbamento in bambini della scuola elementare".  Semmai, mi ricordo un passo in cui si parla dei genitali di una gatta (ma magari era un gatto) con termini tanto ingenui e teneri che mi rimasero impressi proprio per quello: una frase, in particolare, ricordo chiaramente «...e questi sono peli sparsi...».  Della gatta.  Due bambini (Anna e lui, a spanne, credo si chiamasse Peter) che parlano dei genitali di una gatta negli anni quaranta col senso del pudore di allora.
    Ma magari mi sbaglio sul "il diario di Anna Frank" .  Sul mio leggittimo sospetto, no.  Come diceva quell'altro campione, "a pensar male....".
    L'autrice di quel libro continuava a credere «nell'intima bontà dell'uomo».
    Io no.

Pubblicato il 15/1/2010 alle 21.43 nella rubrica diario.

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