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28 dicembre 2009

Passate parola



22 dicembre 2009

Quattro amici al bar

 «Neve e gelo bloccano l'Italia.  E lo chiamano surriscaldamento del pianeta»


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22 dicembre 2009

L'intellettuale, certo

    E l'autore di questa ineffabile boiata viene considerato intellettuale?
    Ah, no, scusate e possa scusarmi l'illustrissimo professor Veneziani.  Sono io che non sono (e giammai potrò essere) all'altezza di cotanta scienzia.
    Meno male...


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21 dicembre 2009

Passate parola



Qui il link all'articolo di Edmondo Berselli su La Repubblica di oggi.



17 dicembre 2009

Guardiamo, parliamone

    L'ottimo Paolo Attvissimo, sul suo blog, liquida la faccenda:
Prima che me lo chiediate: no, non indagherò sui vari video che sostengono manipolazioni delle immagini TV e simulazioni di ferite. E non li linkerò, per non regalare pubblicità a queste scemenze totali.
    In tema di bufale (dentro e fuori internet) è un'autorità e penso che sia uno davvero bravo.  Aggiungo immediatamente che pure io penso che sia quantomeno inverosimile pensare a una messinscena.  Peraltro la fantasia spesso supera la realtà.  Peferisco però la posizione assunta da Metilparaben che posta uno dei video in questione e (essendo un blog parecchio frequentato, tipo che ora è al settimo posto nella classifica generale di Wikio e se lo merita tutto) chiede sensatamente che se ne parli: mi pare che la maggior parte dei commenti siano laicamente contrari (e, lo ripeto, pure io) alla tesi del complotto, ma parlandone vengon fuori idee interessanti.
    Comunque, credo che il modo migliore per chiarire se qualcosa che può sembrare una bufala lo sia davvero oppure no, sia proprio quello di analizzarla e "vivisezionarla": molti occhi vedono meglio di pochi.  E da prospettive diverse.  Laicamente.



17 dicembre 2009

Mo' quadra tutto

    Giornata lunga quella di ieri.  Lunga e impegnativa (e se è per quello pure oggi).  Tanto che non ero riuscito a sentire un solo gr in tutto il pomeriggio ed ero rimasto agli attriti (per usare un eufemismo) della mattina.
    Poi, stamattina, ascolto i gr e qualcosa non mi torna.  La sensazione è che ci sia aria di dialogo (e ridagli!) tra maggioranza e opposizione.  Parecchio non mi torna, mica solo qualcosa.
    Arrivo a sera e Gilioli mi spiega come e perchè:

Anche di qua c’è chi tifa Silvio

buvette

Comunque, c’è un sacco di gente che ogna sera recita una preghierina perché Silvio arrivi, se non a fine legislatura, il più in là possibile.

E non sto parlando delle impellicciate signore milanesi che cantano “Meno male che Silvio c’è”. Sto parlando di persone di sinistra e di centrosinistra.


Sto parlando cioè di alcune centinaia di deputati e senatori del Pd (e non solo) agitatissimi all’idea che davvero i finiani e gli scontenti del Pdl a un certo punto facciano cadere il governo e si vada a elezioni anticipate, magari con quel fronte democratico che Casini continua a proporre nonostante l’effetto Tartaglia.

E lo spettro che si aggira fra diversi parlamentari dell’opposizione non riguarda solo l’assenza di un leader da proporre, ma anche qualcosa di molto più pratico e terragno, di cui si ha pudore a parlare perché se lo fai ti dicono subito che sei un qualunquista e demagogo.

Eppure, piaccia o no, è di questo che si chiacchiera parecchio attorno a Montecitorio in questi giorni: della gran paura di non essere rieletti e del fatto che due anni di legislatura non garantiscono uno straccio di pensione.

Mi pare giusto che lo si dica – e fatevi un giretto tra l’hotel Nazionale e i baretti del centro, se non mi credete – anche se parlare di “casta” non è più di moda e se il delirio di un Cicchitto può farci credere che dall’altra parte, dalla nostra, ci siano solo buoni propositi.

    Come diceva qualcuno, "pace agli uomini di buona volontà".  Ecco, appunto....



16 dicembre 2009

E io pure



   

Io sto con Marco Travaglio, dalla parte dei fatti

    Contro Marco Travaglio è in atto un'aggressione violenta. A un cenno del capogruppo Pdl alla Camera, il piduista Fabrizio Cicchitto, che nel compilare la lista nera comprendente il Fatto, Santoro, Repubblica-Espresso, lo ha definito "terrorista mediatico", subito si è scatenata la canea televisiva. Da Porta a Porta, a Canale 5, a Omnibus il pestaggio di Marco si è sviluppato attraverso la falsificazione e la manipolazione di sue dichiarazioni rese dopo il ferimento di Berlusconi a Milano, in totale assenza di contraddittorio o con interventi tardivi quando ormai la scientifica azione diffamatoria era irrimediabile. I diffamatori e i picchiatori a libro paga sappiano che risponderemo colpo su colpo.
     A difesa della persona di Marco Travaglio a cui tutti i giornalisti del Fatto ribadiscono la loro più totale e affettuosa solidarietà. A difesa del suo diritto di fare giornalismo. A difesa dell'informazione e della democrazia di questo Paese, mai come oggi messa in pericolo dall'assalto dei nuovi squadristi.
Antonio Padellaro   



16 dicembre 2009

Condivido e pubblico

Solidarietà con Travaglio, il Fatto Quotidiano e il gruppo Repubblica-Espresso

Aderisci al testo di Paolo Flores d'Arcais in solidarietà con Marco Travaglio, il Fatto Quotidiano e il gruppo Repubblica-Espresso.

Le parole vili e sciagurate dell'on. Cicchitto

di Paolo Flores d'Arcais

    Facendosi vilmente scudo dell’immunità di casta, l’on. Cicchitto ha accusato Marco Travaglio, uno dei rari giornalisti-giornalisti ancora in piedi in questo paese, di essere un “terrorista mediatico”, e uno dei mandanti morali, insieme a “Il Fatto Quotidiano” e l’intero gruppo Repubblica-Espresso, dell’aggressione di uno psicolabile a Berlusconi.
    Con queste ignobili accuse il disonorevole Cicchitto ha fatto compiere alla maggioranza del malgoverno un ulteriore passo nell’imbarbarimento della lotta politica e nella campagna di odio contro la Costituzione repubblicana, le sue istituzioni, i cittadini che la difendono.
    Se ci abbassassimo alla mostruosa illogica del disonorevole Cicchitto, dovremmo accusarlo di “terrorismo parlamentare”. Cosa che non faremo. Il suo è solo piduismo, dispiegato e di regime.
    Siamo certi che chi nella maggioranza ha ancora un residuo di rispetto per i valori della democrazia liberale stigmatizzerà “senza se e senza ma” l’inqualificabile gesto che ha disonorato il parlamento italiano. Il resto è complicità.
(15 dicembre 2009)



15 dicembre 2009

Dell'odio e d'altre sciocchezze

    Siccome le parole hanno (avrebbero ancora) un senso, comincio (e che palle, sta diventando una necessità piuttosto fastidiosa) dalla definizione.  Da Wikizionario:
    odio  (Wikipedia approfondimento) m (pl: odii) sentimento di forte inimicizia nei confronti di qualcuno.
    Quindi, come evidentemente sospettavo, io Berlusconi non lo odio.  Né umanamente, né politicamente, né in nessun altro possibile senso.  Pensandoci bene, io non odio proprio nessuno.  Certo, non odiare non necessariamente implica amare.  Ci sono infinite sfumature tra quei due estremi: l'antipatia, il disprezzo, la disistima, il fastidio, l'affetto, la stima (...) e tra ogni grado ce ne sono probabilmente altri infiniti intermedi a seconda della sensibilità di ognuno. Poi c'è pure l'indifferenza che è la negazione di ogni altro possibile sentimento: se uno ti è indifferente, proprio non ce n'è; come due rette parallele, non c'è proprio possibilità di incontrarsi.
    Ecco, il signor Berlusconi Silvio mi è perfettamente indifferente, come la maggior parte degli abitanti del pianeta.  Qualcuno riesce ad essermi indifferente pur conoscendolo, gli altri non li conosco e pace; mi piacerebbe conoscerli tutti e vedere verso quanti riuscirei a restare indifferente ma questa è tutt'altra storia.  Ripeto, il signor Berlusconi Silvio non sono in grado di odiarlo (sarà un mio limite?): mi è indifferente.  Facciam parte di due mondi completamente diversi, lontani e incongruenti, per formazione, carattere, reddito, storia personale, generazione, nascita, censo, idee politiche e chissà quanto e cosa altro.  Poi, il fato può sempre metterci lo zampino e persino due rette all'apparenza così ineluttabilmente parallele potrebbero, a un tratto, convergere fino a toccarsi; ma anche questa sarebbe tutt'altra storia (e alquanto inverosimile oltreché improbabile).
    Il politico Berlusconi Silvio, naturalmente, non può essermi indifferente.  Visto che, da politico (e di quella stazza!) nonché da presidente del consiglio, si occupa anche della mia esistenza e di quelli che (quelli si) io amo (stimo, rispetto, mi sta simpatici, mi stanno antipatici....) mi informo su quello che fa e disfa e dice costruendomi la mia opinione su di lui.  E dalle opinioni nascono (credo sia fisiologico) i sentimenti.  Odio? Ma neanche per sogno.  Sono sempre stato estremamente critico con il suo operato, sono abbonato della prima ora al Fatto Quotidiano, apprezzo moltissimo Marco Travaglio e ciò che fa (il giornalista, maledizione! semplicemente il giornalista!) e, ogni lunedì, in questo blog pubblico il suo "Passaparola", spesso leggo La Repubblica e L'Unità e altrettanto spesso Il Giornale e Libero (che però potrebbero inventarsele meglio, almeno provare a renderle verosimili, le balle)  i link qui a sinistra la dicono lunga su ciò che penso del politico Berlusconi Silvio e del suo operato, penso che la libertà di espressione sia una risorsa fondamentale dell'umanità tutta,  questo stesso blog è nato dal bisogno di confrontarmi con chiunque passi di qua e voglia dire la sua comunque la pensi e dal bisogno di dire la mia visto che non mi sento per nulla rappresentato dalle forze politiche in campo (per usare un'espressione cara al nostro).
    Ebbene, nonostante quanto sopra, nonostante mi abbeveri alle "fabbriche dell'odio" dalle quali, evidentemente godendone, mi faccio quotidianamente sobillare, io, Giuseppe De Punzio, il politico Berlusconi Silvio proprio non lo odio. E manco i suoi sodali, alleati, leccaculi e reggipanza riesco a odiare.
    Direi piuttosto che mi procurano una sensazione di fastidio, lui e gli altri.  Come pestare una merda: magari talvolta bella grossa, diciamo di un elefante con la dissenteria; brutta roba, a prima vista ma poi mi laverei e via, che ci vuoi fare?  Bisogna pur continuare a stare al mondo e allora magari tutti i mammiferi proboscidati mi monterebbero sulle palle ma mica mi verrebe mai in mente di augurarmi la loro estinzione o di ammazzargi il capobranco!  E' "cosa di natura", no?  L'elefante, ancorché diarroico, ammolla in giro le sue boazze di dimesioni bibliche e a che serve odiarlo?  Lui caga, tu ti distrai e plaff...  Magari quest'altra volta fai un'altra strada che non intersechi il percorso dell'immane produttore di merde di dimensioni bibliche oppure provi a stabilire un contatto con il quadrupede proboscidato: una carezza, due noccioline, una decina di scatole di antipropulsivi....
    Già, solo che l'elefante mai si sognerebbe di accusarti di odiarlo perchè uno scimpanzè  è rimasto sommerso dalla sua boazza.  O anche il contrario: mai si sognerebbe di accusare lo scimpanzè di odiarlo perchè ci sei finito tu, sommerso nelle sue enormi deiezioni.  Peraltro, particolare non trascurabile, l'elefante manco si sogna di venirti a cagare sistematicamente davanti alla porta di casa o, chiaramente, sotto l'albero dove alloggia lo scimpanzè.  E non pensa che sei un coglione solo perchè gli preferisci gli scimpanzè (o qualsiasi altro animale). E non pensa che vuoi morto il suo capobranco solo perchè, dopo l'elefantiaco inzaccheramento ti sei un tantino alterato con il suo simile con (grossissimi) problemi intestinali.  E nemmeno per un momento si sognerà mai di tirare giù l'albero degli scimpanzè che ti stan tanto più simpatici di lui.  E non imporrà con la sua (enorme) forza a nessuno, uomo o scimpanzè che sia, cosa debba o non debba più fare,  cosa debba o non debba più dire, cosa debba o non debba più pensare, quale strada debba o non debba più percorrere...
    Solo che con l'elefante cagone, complice un'abbondante scorta di antipropulsivi, magari ci ragioni.  Con il politico Berlusconi Silvio e i suoi tracotanti alleati, complice la loro abbondantissima scorta di purganti, l'impresa pare impraticabile.
    Però resta il fatto che non provo odio per tutti loro.  Certo, se il pachiderma di cui sopra continuasse scientemente a murarmi di merda la porta di casa e mi dicesse pure che lo fa perchè un cretino con cui non ho mai avuto a che fare ha attentato al suo capobranco (a proposito, dove era finito il resto del branco mentre il cretino agiva?), beh, pur riuscendo serenamente a continuare a non odiarlo, posso altrettanto serenamente affermare (e promettere) che la specie dei pachidermi tutti comincerebbe serenamente a diventarmi antipatica.
    Se poi provasse a murare di merda anche la porta di qualcuno che stimo o che amo o a cui voglio bene o che mi è simpatico o che mi è indifferente (ma in quanto nuova vittima dell'elefantiaco merdaiolo, è molto probabile che susciterebbe immediata mia solidarietà) allora comincerei sicuramente a incazzarmi.
    Occhio, elefanti diarroici, non è nemmeno probabile che io vi possa odiare, ma non venite a cercarmi: è garantito che mi troverete.
    Non mi piaciuto nemmeno un po' ciò che ha fatto Massimo Tartaglia, mai avrei voluto accadesse e mai più vorrei che accada ad alcuno.  Però, signori e signore  e politici berlusconi, la canea che state strumentalmente scatenando contro tutto e tutti coloro che dissentono dal vostro operato e dalle vostre idee (qualora ce ne siano e, se ce ne sono, vediamole!), fà semplicemente schifo.  Non so se e quante persone la possano pensare come me ma non odiare non significa essere disponibile a farsi prevaricare.  Cito qui un esempio per tutti ma è solo un esempio, uno dei tanti.  Cicchitto, per dire, oggi ha detto, se possibile, anche di peggio:
    La consigliera provinciale della Lega Nord Francesca Carlotti scrive testualmente nella sua pagina su Facebook, in Internet, che bisogna mandare in galera Di Pietro, Travaglio, Santoro e i giornalisti di Repubblica e dell'Unità. Un suo interlocutore risponde compiaciuto: 'Arriveremo alla guerra civile e tireremo un po' di botte a quei democratici partigiani'. Campanelli d'allarme del clima che si sta diffondendo.
 
    Ecco, senza odio ma a brigante, brigante e mezzo.



14 dicembre 2009

Passate parola



13 dicembre 2009

Preparandomi al peggio

    Che gran regalo gli hai fatto.  Coi sondaggi (quelli veri, non i fantomatici suoi) in calo costante, coi fascisti più neri appena accolti in casa sua, insomma, con l'aria che tira, proprio un gran bel regalo.  Già che non diceva abbastanza di essere vittima e destinatario di odio sociale e politico....
    Però, così, a caldo.  E ovviamente mi sbaglio, eh!  Come diceva quell'altro? A pensar male...  Ecco: a pensar male, i dubbi vengono.
    Un tempo fu il cimicione: fasullissimo e gaglioffisimo.  Poi il cavalletto in testa, altra bella puttanata.  Mo' quest'altro fesso.  Proprio quando la telecamera si gira, proprio dopo le "contestazioni" (chi ci ha provato a contestarlo in piazza negli ultimi mesi racconta che è sempre impossibile avvicinarsi a meno di un isolato di distanza), proprio adesso?
    Io spero di sbagliarmi, però la storia è piena di esempi di violenza più o meno lasciata correre (se non orchestrata ad arte) che hanno fatto sfociare la tensione in qualcosa di più e di peggio.
    Ecco, mentre son tutti li' a solidarizzare, io che penso male e che, mio malgrado, spero sempre di sbagliarmi e di dovermi, un giorno, scusare, mi preparo al peggio.


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11 dicembre 2009

"Lo stesso effetto": lo schifo

10/12/2009 22:05

Gemelli diversi

Silvio Berlusconi e Fabrizio Corona. Gli appassionati del genere «cosa sta succedendo agli italiani» hanno avuto ieri due show dei campioni della categoria: due uomini che tutti vorrebbero essere, esempio estetico e morale per milioni di uomini, oggetto di desiderio per milioni di donne. Uomini che suscitano invidia, ammirazione, emulazione e che sono premiati dal consenso dei più per via di quel processo collettivo di identificazione di cui si diceva. Non c'è ironia: due modelli.
Silvio Berlusconi si è presentato a Bonn alle assise del Ppe e ad Angela Merkel e diversi altri leader europei ha raccontato in posa da aeroplano - braccia larghe, leggero ondeggiamento del busto - la vecchia barzelletta di quello che scambia lo zaino per il paracadute. Di seguito ha detto che la sinistra in Italia possiede l'80 per cento della stampa, che il paese è ostaggio del partito dei giudici di sinistra (solo quelli di primo grado, però, quelli di secondo e di terzo sono giusti e difatti lo assolvono), che la Corte costituzionale è un altro covo di comunisti perché «purtroppo» abbiamo avuto tre presidenti della Repubblica di sinistra e sono loro che li nominano, che in Italia insomma comanda il partito dei giudici ma che lui è «super» e non si farà mettere sotto, cambierà la Costituzione e sgominerà la Corte perché è uno - ha detto di sé - «forte duro e con le palle». Dell'incredibile sequenza che mescola cifre di assoluta fantasia, attacchi istituzionali e private ossessioni impressiona più di tutto la definizione autobiografica: forte duro e con le palle, non serve scomodare analisti per trovare analogie. Anche Corona ha la stessa idea di sé ma alcuni dettagli lo distinguono da Berlusconi: 1) si presenta in aula 2) non essendo ancora premier può sbottonarsi la camicia fino al quinto bottone per mostrare in pubblico i pettorali tatuati con farfalle (il capo del governo non ha le farfalle tatuate, almeno al momento non risulta: le disegna per farne gioielli da donare alle fan in assembramento spontaneo nei bagni di palazzo Grazioli). Anche Corona sta seduto a braccia larghe, ad aeroplano, anche lui mostra evidente disprezzo della magistratura. Due superman, chiaramente due superdotati. Per quei tre tristi lettori che non lo sapessero Corona è un fotografo del giro Vita Smeralda collezionista di immagini-scandalo utili al ricatto, è stato difatti per questo ieri condannato. Berlusconi invece non fotografa ma riceve sovente in omaggio filmati, foto e file audio del circuito. Quando non li riceve direttamente ne ha notizia e indica alla vittima dove trovarli. Del file con le intercettazioni Fassino-Consorte recapitato ad Arcore alla vigilia di Natale del 2005 il suo avvocato Ghedini dice che non sapeva nulla ma non è vero: vi raccontiamo quando e da chi lo ha saputo, molto tempo fa, e come si è regolato. Infine, i dettagli che distinguono i gemelli diversi: Corona è parecchio più giovane, Berlusconi parecchio più ricco. Entrambi sono impegnati a colmare con ogni mezzo le distanze. Il fotografo dei ricatti ha detto che si vergogna di essere italiano e non si può dargli torto: anche molti di noi se ne vergognano. Il premier delle barzellette ne è invece orgoglioso. Fa lo stesso effetto.



11 dicembre 2009

Ma che strano

    Ora sta a vedere che i collaboratori di giustizia sono tutti inattendibili e i mafiosi (soprattutto se smentiscono i suddetti collaboratori di giustizia) sono i depositari della verità...



11 dicembre 2009

Condivido e pubblico

1001 Piazza: Libera informazione



Entro il 31 dicembre 2009, verra’ ridiscusso il cosiddetto decreto Pisanu che introdusse, dopo l’attentato a Londra nel 2005, una normativa stringente sull’accesso a Internet.

Tra queste, quelle piu’ clamorose riguardano il wi-fi, per la cui concessione i pubblici esercizi dovranno chiedere l’autorizzazione alla Questura e concedere l’accesso soltanto dopo che l’utente avra’ presentato documento di identificazione e verra’ registrato. Vi e’ anche l’obbligo di custodire i dati del traffico, perche’ questi possano essere a disposizione delle autorità.

Per fare una comparazione, il numero di accessi Wi-Fi in Francia è 5 volte di più, nonostante si sia tentato di recuperare il gap grazie alle politiche attuate da alcune provincie e amministrazioni locali.

Nel frattempo e' come al solito la rete ad organizzarsi e 100 persone fra blogger, giornalisti, professori e giuristi hanno sottoscritto la "Carta dei Cento".

Alle «Mille piazze per l'alternativa» promosse dal Pd per il prossimo fine settimana, abbiamo pensato che fosse il caso di aggiungerne una: la 1001esima, una piazza telematica che trovate qui.
La rete è uno spazio di vera libertà, anche in Italia. L’accesso a internet deve essere un diritto per tutti i cittadini, come proposto da Zapatero in Spagna, come promesso ai cittadini finlandesi dal proprio governo.
I controlli e le misure di sicurezza non devono impedire la libera circolazione delle idee sul web. Il decreto Pisanu e altre
iniziative del governo fanno pensare che a qualcuno la libertà e la democrazia della rete non piacciano: noi sosteniamo, invece, che si deve protestare contro ogni bavaglio legislativo alla rete italiana. Vi invitiamo a manifestare il vostro sostegno alla rete libera, alla diffusione della banda larga e al superamento del digital divide, intervenendo sulla piazza telematica di www.millepiazze.blogspot.com e condividendo questo messaggio attraverso il vostro blog e le vostre pagine nei socialnetwork. Per una nazione libera e unita anche sul web.



9 dicembre 2009

Attendono istruzioni

    Giusto per capirsi subito; da Wikipedia:
Per sciopero si intende l'astensione collettiva dal lavoro di lavoratori dipendenti allo scopo di rivendicare diritti, per motivi salariali, per protesta o per solidarietà.
    Ora, se il tuo datore di lavoro non ti da ascolto o soddisafzione o non è abbastanza bravo e svelto a farti cornuto e contento, o, stavolta, non ne ha proprio voglia, tu lavoratore dipendente, giustamente, scioperi. Così quello, vedendosi toccare il suo irrinunciabile guadagno (chè il tuo è rinunciabile, fidati), finalmente ti caga.  Poi magari riesce a farti cornuto e contento comunque, ma questa è un'altra storia.
    Detto questo, un piccolo passo indietro nel tempo. Cinque anni fa', trasportavo caseari e relative materie prime e, spesso, scaricavo in uno stabilimento dove i dipendenti non facevano mai straordinario.  Un giorno mi accorgo che stavano facendo straordinario e per curiosità mi informai come mai.  Mi risposero che, visto lo sciopero previsto per l'indomani, facevano quattro ore in più oggi e quattro ore in più dopodomani, "così la produzione non ne risente".  Testuale.  Provai a spiegargli che così facevano un favore all'azienda contro cui protestavano, visto che otto ore di straordinario costavano comunque meno delle otto ore ordinarie della giornata di sciopero e che, se non incidi sulla produzione, all'azienda non crei alcun disagio.  Mi risposero, almeno in cinque, che il sindacato aveva deciso così e che non volevano correre il rischio di fare incazzare l'azienda.  Impietoso, mi complimentai per l'ignavia e continuai a male parole.
    Torniamo ai giorni nostri.  Venerdì sera, con la testa già a Roma, mi chiama il capo e mi dice che Lunedì, alla Marazzi (dove carichiamo per i clienti per cui trasportiamo) ci saranno i picchetti e non si potrà caricare.  Visto che il lavoro me lo gestisco io, valuto la situazione e, dopo che comunque avevo fatto la mia giornata, sono tornato a lavorare per cercare di limitare i danni al cliente derivanti dalla mancanza di materie prime: in pratica, faccio quella notte una parte del lavoro previsto per il lunedì successivo.  Sabato a Roma, Domenica non si lavora, e arriviamo a Lunedì: i picchetti, in effetti ci sono.  Verso le 18 mi chiama il capo dello stabilimento in questione e mi dice che i picchetti "sono andati via" e che posso andare a caricare quando voglio.  Segue notte tra Lunedì e Martedì (festivo, auguri mamma) a lavorare.  Alle 4 del mattino sto per uscire dallo stabilimento con l'ultimo (finalmente) carico e mi viene incontro uno degli "scioperanti" che mi dice di sbrigarmi che stanno per ricominciare a picchettare, se no poi non mi possono fare più uscire.  Si vede che avevo la faccia di quello-che-usciva-comunque™ e si è affrettato a chiarire che non c'era poi tanta fretta.  Al che, impietosito da tanta gentilezza, gli chiedo se quella protesta l'ha organizzata Ciccio di Nonna Papera, visto che ha creato disagio solo a noi trasportatori che, peralatro, siam già capacissimi di disagiarci per conto nostro e da soli.  Si vede che non ero abbastanza chiaro (sarà stata la stanchezza...) e gli ho spiegato che dentro lo stabilimento picchettato c'era abbastanza materie prime stoccate da andare avanti altri tre giorni per cui non han fermato un bel niente, che se blocchi per due turni, noialtri siam costretti, girando di notte, a recuperare e che le ceramiche clienti, avendo la scorta, non si sono nemmeno accorte della loro protesta.  Insomma, ho cercato di fargli capire che, se vuoi attirare l'attenzione del datore di lavoro, bisogna che danneggi lui e non i camionari.  Ho cercato: non so se ci son riuscito.  Anzi, penso di no visto che pure questi altri, come quelli di cinque anni fa', avevano ricevuto istruzioni dal sindacato.  L'ho salutato dicendogli che potevano pure tornarsene a casa visto che, essendo l'Immacolata, i camion non girano e se ne riparlava Mercoledì (oggi, ndr).
    E veniamo ad oggi: niente picchetti.   E allora ditelo. Che siete degli impiastri.
    Se a qualcuno interessa, qui la parte ufficiale della storia (forse).
    Chiudo con una preghiera per i tanti Ciccio di Nonna Papera travestiti da rsu, rsa o quel cavolo che vi pare: sveglia, maledizione, sveglia; che qui ci si fanno con tutti i calzoni!  Ci vorrà mica la zingara per capire che se vuoi far danno alla ditta bisogna che ci dai dentro sul serio?  Se quella lavora h24, tu la blocchi h24 se no stai a casa che fai più figura.  Se quella sta ferma, paga delle penali da panico ai clienti non riforniti e allora vedrai che il datore di lavoro ti caga.  O ti da' fuoco, dipende.  Però, penso che il gioco valga la candela.  O preferisci perdere comunque il lavoro senza manco provarci, però sul serio, a lottare?


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L'ALBATRO Sovente, per diletto, i marinai catturano degli albatri, grandi uccelli marini che seguono, indolenti compagni di viaggio, il bastimento scivolante sopra gli abissi amari. Appena li hanno deposti sulle tavole, questi re dell'azzurro, goffi e vergognosi, miseramente trascinano ai loro fianchi le grandi, candide ali, quasi fossero remi. Com'è intrigato, incapace, questo viaggiatore alato! Lui, poco addietro così bello, com'è brutto e ridicolo. Qualcuno irrita il suo becco con una pipa mentre un altro, zoppicando, mima l'infermo che prima volava. E il Poeta, che è avvezzo alle tempeste e ride dell'arciere, assomiglia in tutto al principe delle nubi: esiliato in terra, fra gli scherni, non può per le sue ali di gigante avanzare di un passo. Charles Baudelaire - I fiori del male


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