.
Annunci online

  albatroreloaded [ "Stavo con i piedi fortemente poggiati sulle nuvole." ]
 
 
         
 


Ultime cose
Il mio profilo


AgoraVox Italia
Apogeonline
Arcoiris TV
Antonino Monteleone
Articolo 21
Beppe Grillo
Buongiorno
Byoblu
Caterpillar
Ciwati
Cloridrato di sviluppina
Condor
Daniele Martinelli
Dagospia
Decrescita felice
Diritto alla Rete
Enzo Di Frenna
Euronews
Factcheck
Freddynietzsche
Gad Lerner
Gennaro Carotenuto
Gianni Barbacetto
Giornalettismo
Gli antennati
Guardie o ladri
Guido Scorza
Il disinformatico
Internazionale
Invece
Italia dall’Estero
La deriva
L'Antefatto
La Voce
Limes
LorenzoC
Lost in politics
Manteblog
Metilparaben
Michele Serra
Micromega
Navi in bottiglia
Noise from Amerika
Openpolis
Paul the wine guy
Peace reporter
Piccola Italia
Piero Ricca
Piovono Rane
Punto Informatico
Satira preventiva
Scene digitali
Sconfini.eu
Strade sicure
Tempo reale
Toghe Rotte
Uguale per tutti
ViaEmilianet
Voglio Scendere
Wittgenstein
WWWomen

cerca
letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom





Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.
I contenuti di questo blog sono soggetti a licenza creative commons. Le immagini sono in gran parte tratte da internet: se violassero un qualche diritto d'autore siete pregati di informarmi nei commenti al post interessato e saranno rimosse al più presto. I commenti sono in moderazione: evitando di offendere chiunque possa passare di qua verranno sempre pubblicati.

Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

Wikio - Top dei blog

Pageboss

 


19 gennaio 2010

E noi paghiamo

    «... dovremmo avere il coraggio di dire che le tasse sono una cosa bellissima.
È un modo civilissimo di contribuire insieme al pagamento di beni indispensabili come la sicurezza, come la tutela dell'ambiente [...] »
Tommaso Padoa Schioppa, 7 Ottobre 2007 durante la trasmissione "in mezz'ora"
   
    Sulla seconda parte sono completamente d'accordo (sulla prima, de gustibus).
    Ora, visto che ci toccherà lavorare per 173 giorni del 2010 pro fisco contro i 172 del 2009 o, se preferite (preferite?) 4 ore al giorno per tutto l'anno e visto che i suddetti (e non solo quelli) beni indispensabili lasciano alquanto a desiderare, sono affatto lieto di segnalare un articolo uscito su "L'Espresso" del 13 Gennaio 2010 (è ancora in edicola).   
    "Silvio, quanto ci costi" di Primo Di Nicola.
    Cosi, giusto per condividere un po' di spappolamento di fegato.
    Enjoy...



10 gennaio 2010

I blog ai tempi del partito dell'ammore

    Succede che Vittorio Zucconi sul suo "Tempo reale" scriva questo:


e succede che una testa di cazzo commenti così:

....mi vien da vomitare....


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. vittorio zucconi blog tempo reale

permalink | inviato da albatro reloaded il 10/1/2010 alle 19:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


3 dicembre 2009

"No, compagni, amici, io disapprovo il passo, manca l'analisi e poi non c'ho l'elmetto"

    Luca Sofri e Vittorio Zucconi, sui rispettivi blog, ci dicono la loro sul No Berlusconi Day.  Per carità, signori, come al solito (e anche stavolta) riuscite a dire cose sensate e con prospettive interessanti, ma non è che un po' ve (e ce) la raccontate per giustificare la vostra (peraltro sacrosanta) assenza?
    Grazie, come sempre, assai: vorrà dire che correremo i rischi del caso.
    Tanto, dopo aver preso dei "travaglisti" (e sarebbe un'offesa? bah) e fascisti (questa poi, no, grazie), degli ingenui che si fanno strumentalizzare da Di Pietro (che però, tramite l'Idv, con tutti i suoi difetti, sta dando una grossa mano logistica per gestire una cosa che è letteralmente esplosa e non solo numericamente) e che esibiscono la "testata del Fatto come primo “media partner”" (e a chi rivolgersi, al Foglio, alla Gazzetta dello sport?); dopo avere saputo che si parte doppiamente sconfitti in partenza; dopo essere stati illuminati sulla preclara (mi piaceva scriverlo: preclara, lo riscrivo! Suona bene! E quando mi ricapita.  Faccio il camionista, mica il giornalista anche alla radio, io!) inutilità del chiedere le dimissioni di uno che il potere, grazie al controllo dei mass media, lo ha di fatto usurpato truccando la partita democratica (se vi pare e anche se non vi pare);  dopo esserci beccati pure le gufate (o qualcosa che ci assomiglia parecchio) sul rischio di non essere tanti quanti presumiamo e su quello di vederci rovinare la manifestazione dai "consueti e utili idioti in maschera" (e il rischio c'è, mi rendo conto e spero che se ne rendano conto quanti più possibile anche perchè, mancando il sindacato manca pure il servizio d'ordine e la maggioranza di noi no sa distinguere una "carica" da uno "schieramento"); e, infine, dopo essere stati edotti sulla totale insulsaggine della manifestazione con delle parole che son come il piombo fuso sulla pelle:
"Naturalmente, alla sera resterà un piccolo problema, quale che sia il numero di italiani in carne e ossa per la manifestazione: Berlusconi si arrenderà e andrà in esilio a Panama? Andrà finalmente in un’aula di tribunale come ogni cittadino deve fare per farsi processare e, se del caso, assolvere senza giochetti di prestigio e leggi profilattico? Dirà la verità senza buttarla in vacca raccontando barzellette sulla Mafia, di squisito gusto sul genere della barzellette sui malati di Aids che tanto gli piacevano? Il Parlamento sordo e grigio insorgerà per chiedere di discutere e di votare le leggi, anzichè inghiottirle attraverso l’imbuto da oche di Strasburgo che il governo gli caccia in gola nonostante la sua oceanica e infida maggioranza, chiamato “voto di fiducia”?"
    Tanto, dicevo, dopo quanto sopra, cosa mai avremo da perdere?
    Voi, piuttosto?  Siete proprio sicuri che le vostre (ripeto: sacrosante) assenze siano cosa buona?  Zucconi, lavori per Repubblica e Radio Capital e, se potesse, il papi chiuderebbe tutto, magari con te e gli altri giornalisti dentro e butterebbe via la chiave;  Sofri (quello giovane), tra le altre ottime cose, fai una meravigliosa trasmissione su Radio 2 e vogliono chiudervi e altrettanto voglion fare con quella di tua moglie.  Tutti e due tenete dei seguitissimi blog e sono ormai annosi gli attacchi alla rete che, per quanto numericamente di nicchia, comunque da fastidio (e il fatto che sia numericamente di nicchia non è casuale, ma frutto di precisa strategia, lo sappiamo tutti).  Se potesse, certo.  Ecco, ho paura che, avanti così, il congiuntivo imperfetto tenderà sempre più verso l'indicativo.  La speranza di noi ingenui e inguaribili idealisti e che, finchè sarà ancora possibile, sia irrinunciabile provare (almeno noi ancora ci si prova), a dire che ci siamo (pochi o molti, a questo punto, conta relativamente e comunque saremo molti, vedrete.  Scommettiamo?) e che non siamo disposti a farci mitridatizzare.
    Nel migliore dei mondi possibili, egregi e dotti signori (e, consentitemelo, amici, visto che mi accompagnate mentre lavoro e non solo) questa manifestazione non sarebbe necessaria.  Papi manco potrebbe essere eletto, in quel mondo; ma manco in un paese appena democratico.
    Evidentemente l'Italia non è ne l'uno ne l'altro.  Secondo noi.



25 giugno 2009

Mi si è incazzato il Diretur

    Qualche tempo fa mi ha fatto riflettere....
    Oggi pare che, per altra via, si sia accorto anche lui che questo non è il migliore dei mondi possibili.  Che rabbia! Come al solito, come sempre, il cretino prevale.
    Mi piecerebbe pensare che sia un qualche tipo di prova, di esperimento... Ma ha scritto: "La libertà di opinione e di espressione è una cosa troppo importante per essere affidata all’autogestione di chi non è capace di gestire neppure sè stesso e non sa fare altro che scriversi sulle scarpe.".  Parole di piombo.
    Nell'attesa (almeno di saperne un po' di più, giusto per fare tesoro della sua esperienza, anche per pararsi il culo), dosvidanye.



16 giugno 2009

Per quanto ancora?

    Mentre, su suggerimento dell'intelligentone bicamerale con banca, la maggioranza di governo (e di lotta e di tutto quello che può venire in mente) gioca all'autogolpe, forse forse le cose non stanno esattamente così.  In quanto a manovre evasive devono essere stati addestrati coi piloti da caccia...
    Provate a leggere qui, e poi qui e poi ancora qui (coi relativi link) e qui e, se lo stomaco non vi ha ancora del tutto traditi, qui e, ultimo sforzo, ascoltate qui.... Ma, se ne aveste ancora voglia, potreste aggiungere questo (è breve, giuro).
    Fatto tutto? Bravi, grazie di cuore per avere accettato i miei pessimi consigli.  Ora, a qualcuno di voi (ammesso che ci sia qualcuno oltre i miei due, tre ospiti fissi certi) è per caso venuta in mente la stessa domanda del titolo?
    A me continua a girare per la testa: per quanto ancora dovremo continuare a parlare di dittatura light? Per quanto ancora vogliamo continuare a raccontarcela?  Mi sbaglierò (e lo spero vivamente), ma a me sembra che stiano già facendo tutte le prove tecniche necessarie e stiano approntando quanto serve per eliminare ogni possibilità costituzionale di opporsi, di manifestare liberamente il proprio dissenso, di dire "non nel mio nome"; e se necessario avranno pure il territorio ben presidiato dall'esercito nelle città dove lo hanno già mandato e dalle "guardie nazionali" o ronde o come accidenti si chiameranno.  Per quanto ancora dovremo lasciarli fare?  Per quanto ancora staremo a studiare, a capire (pur perfettamente) ciò che ci succede prima di potere fare realmente qualcosa.  A scanso di equivoci: qualcosa di legale, di pacifico!  Ma che sia qualcosa in più delle petizioni, o delle manifestazioni di piazza....
    Io di soluzioni non ne ho, ovviamente.  Qalcuno ha un idea? O, semplicemente, dobbiamo (devo) continuare a chiedere: per quanto ancora?



7 maggio 2009

Grazie Vittorio

    Ok Zio d'America, ho capito la lezione.

    Ma su questo blog i commenti restano in moderazione. Solo per evitare il rischio di trovarmi, tra i commenti, qualche bestemmia. A me lasciano indifferente, ad altre persone no. Fatte salve quelle, chiunque dovesse passare da qua, continuerà a trovare ospitalità. Aggiungo che a "l’orrido trend della blogosfera nelle quale i tenutari si autoimbrodano o accettano soltanto le voci di altri corsiti che intonano le laudi del titolare o si rafforzano l’uno l’altro nei propri pre-giudizi" manco lo conoscevo. Che ingenuo che sono, meglio così.
    Grazie di tutto, direttore, le voglio bene.


sfoglia     dicembre        giugno

L'ALBATRO Sovente, per diletto, i marinai catturano degli albatri, grandi uccelli marini che seguono, indolenti compagni di viaggio, il bastimento scivolante sopra gli abissi amari. Appena li hanno deposti sulle tavole, questi re dell'azzurro, goffi e vergognosi, miseramente trascinano ai loro fianchi le grandi, candide ali, quasi fossero remi. Com'è intrigato, incapace, questo viaggiatore alato! Lui, poco addietro così bello, com'è brutto e ridicolo. Qualcuno irrita il suo becco con una pipa mentre un altro, zoppicando, mima l'infermo che prima volava. E il Poeta, che è avvezzo alle tempeste e ride dell'arciere, assomiglia in tutto al principe delle nubi: esiliato in terra, fra gli scherni, non può per le sue ali di gigante avanzare di un passo. Charles Baudelaire - I fiori del male


il mattinale

signori della corte

passparola

errata corrige


 

Scudo della Rete
La mappa del potere delle aziende quotate nella Borsa italiana

Cinque Domande

sentenze italiane sentenze europee

 

http://www.libera.it/flex/images/D.1401cad61410e4e28191/nienteregali_banner.gif