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19 gennaio 2010

Punto su punto

    «Mandiamoli a casa loro»
I luoghi comuni e i pregiudizi. Il prontuario di risposta immediata è a vostra disposizione nella versione 1.0. Raccoglieremo altre idee (e altre informazioni), seguiremo le vostre indicazioni e lo manderemo a tutti i circoli del Pd. Partecipate anche voi, per noi è importante.

    Oserei dire: da interiorizzare!



16 gennaio 2010

United colors of strikers


    Ancora non so dove ma so quando e tanto mi basta per esserci.



15 gennaio 2010

Hai visto mai che poi si immedesimano...

    Viste le posizioni della Lega in tema di razza ho il legittimo sospetto che il de cuius abbia avuto la bella pensata che certi testi (scritti da autori di certe razze, poi) è meglio che non vengano fatti leggere.
    La scusa del sesso, poi,  viene sempre buona e trova fin troppo facile sponda negli abbondanti  e abboccanti bacchettoni e parrucconi italici.
    Solo che, magari mi sbaglio e faccio la figura del ciuccio, però io quel libro l'ho letto parecchi anni addietro (almeno venti) e proprio non mi sovviene alcun "passo nel quale Anna Frank descrive in modo minuzioso e approfondito le proprie parti intime e la descrizione è talmente dettagliata da suscitare inevitabilmente turbamento in bambini della scuola elementare".  Semmai, mi ricordo un passo in cui si parla dei genitali di una gatta (ma magari era un gatto) con termini tanto ingenui e teneri che mi rimasero impressi proprio per quello: una frase, in particolare, ricordo chiaramente «...e questi sono peli sparsi...».  Della gatta.  Due bambini (Anna e lui, a spanne, credo si chiamasse Peter) che parlano dei genitali di una gatta negli anni quaranta col senso del pudore di allora.
    Ma magari mi sbaglio sul "il diario di Anna Frank" .  Sul mio leggittimo sospetto, no.  Come diceva quell'altro campione, "a pensar male....".
    L'autrice di quel libro continuava a credere «nell'intima bontà dell'uomo».
    Io no.



15 gennaio 2010

Località in cui evitare attentamente di metter piede (e spendere)

    Così, giusto per provare (almeno provare) a sentirmi meno complice.


    L'autore dell'ottimo lavoro si chiama Gino Selva.  Grazie.



12 gennaio 2010

E pure la mamma degli idioti mica scherza



11 gennaio 2010

Passate parola



9 gennaio 2010

30 o 70?

    Ancora una volta mi chiedo se questi ci sono o ci fanno e ancora una volta ammetto che l'eventuale differenza sarebbe solo accademica.  Altrove magari no.  In Italia fa uguale.
    Stavolta mi riferisco al tetto del 30% per gli stranieri in classe di cui ha parlato Gelmini (il ministro Gelmini... ancora non ci credo ma dice che è proprio ministro).
    Peccato che, almeno nelle città, i figli li si manda in una  scuola piuttosto che in un'altra soprattutto in base a motivazioni logistiche: se abito in questo quartiere manderò i miei figli a frequentare la scuola tendenzialmente più comoda e quindi vicina.  Nei piccoli centri il problema dell'eventuale scelta manco esiste visto che di scuola, se va bene ce n'è una sola.  E peccato che nelle nostre città esistono quartieri ad altissima densità di stranieri (i ghetti esistono eccome) e altri in cui manco se di passaggio gli facciamo mettere piede.
    Avrei gradito che qualcuno dell'opposizione (magari però mi è sfuggito), muovendo le sue critiche al ministro, glielo avesse fatto notare e le avesse chiesto se intende far fare un mucchio di strada in più agli studenti stranieri che dovessero restare fuori dal fatidico tetto del 30% o se intende farla fare a quelli italiani eccedenti il restante 70 (perchè se c'è un 30% ci deve essere pure un restante 70%).
    Visto l'atteggiamento fin qui tenuto dall'attuale maggioranza direi che è più che lecito pensare che propenderebbero per la prima ipotesi nel qual caso, ancora una volta, si prende una decisione che sulla carta sembra cosa buona e giusta e nella preatica serve solo a rendere la vita ancor più impossibile agli immigrati.  Che poi si incazzano perchè le corde, a tirare troppo, finisce che si spezzano.  E abbiamo pure la bella faccia di dire che passano dalla parte del torto. Dove noi italiani li mettiano a forza.



8 gennaio 2010

Grazie, signori

    Stavo giusto chiedendomi se lo sfogo dei più disperati tra i disperati non fosse il preludio di ciò a cui stiamo andando incontro.  Mi son risposto sconsolato che a noi Italiani va sempre tutto bene così come è: si sa che siamo i maestri indiscussi del tirare a campare; panem et circenses e via, verso nuovi orizzonti della smemoratezza e dell'oblio.
    Loro, che invece hanno tutto da perdere (si, è pochissimo e perciò ancora più prezioso!), che invece sanno in partenza di essere soli, che sanno di essere sconfitti in partenza, che sono abituati a tenere la testa bassa e ad essere invisibili, si incazzano e lo fanno sul serio.
    Maroni dice che è per troppa tolleranza: si, come no (vedasi post precedente sull'arrampicarsi sugli specchi, non prima di avere guardato come si chiama l'attuale legge che regola l'immigrazione e successivi "pacchetti").
    Poi, Roberto Saviano, iluminante come al solito.



14 settembre 2009

Almeno qui (per quel che può valere) nessuno è straniero


   [ Via Ciwati ]



26 agosto 2009

Un pugno nello stomaco

    Abbiamo abbassato il tiro.
    Questi sono (tra gli altri), gli effetti di una legge criminale e assassina.
    Scritta e voluta da un governo che difende la vita che ancora non è, che non potrà mai essere o che non potrà mai più essere, che inasprisce le pene (da chi, come, quando e se potranno mai essere applicate e comminate è tutt'altra storia) per chi maltratta gli "animali senzienti" e che, evidentemente considera animali non senzienti buona parte dell'umanità che è già nata e chiede aiuto e ha tutto il diritto di farlo.  Una legge criminale, assassina e meschina scritta da un governo che si definisce amico di un dittatore con "la divisa da imperatore dei metronotte" (cit) e al quale chiede aiuto per applicarla.  Una legge ancora più schifosa e fallace di quella che l'ha preceduta e alla quale pretende di dare operatività nell'ipocrita convinzione che gli uffici di colocamento che non funzionano in Patria possano funzionare presso le ambasciate di mezzo mondo.  Una legge pure copiata da quelle di quegli altri campioni di umanità dei maltesi a cui riusciamo pure a scaricar la colpa di avere respinto dalle loro acque territoriali i migranti: i "respingimenti" se li sono inventati loro.  E tutto in barba alle convenzioni internazionali.
    Questo reportage mi ha fatto male ma sono convinto che molti ne avran goduto; facessero attenzione ad esser classificati come animali senzienti.  Buona lettura.



8 luglio 2009

Europirlamentare

    C'è chi l'ha buttata sul piano sociale, chi sul piano politico, chi su quello psichiatrico.  E chi, come al solito l'ha buttata in caciara.


    E buttar via la chiave?


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permalink | inviato da albatro reloaded il 8/7/2009 alle 21:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

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L'ALBATRO Sovente, per diletto, i marinai catturano degli albatri, grandi uccelli marini che seguono, indolenti compagni di viaggio, il bastimento scivolante sopra gli abissi amari. Appena li hanno deposti sulle tavole, questi re dell'azzurro, goffi e vergognosi, miseramente trascinano ai loro fianchi le grandi, candide ali, quasi fossero remi. Com'è intrigato, incapace, questo viaggiatore alato! Lui, poco addietro così bello, com'è brutto e ridicolo. Qualcuno irrita il suo becco con una pipa mentre un altro, zoppicando, mima l'infermo che prima volava. E il Poeta, che è avvezzo alle tempeste e ride dell'arciere, assomiglia in tutto al principe delle nubi: esiliato in terra, fra gli scherni, non può per le sue ali di gigante avanzare di un passo. Charles Baudelaire - I fiori del male


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