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13 gennaio 2010

L'opposizione la trionferà

L'opposizione di governo

    Per paradosso dissento dalla mappa di Ilvo Diamanti "Pdl, il non partito senza opposizione". La mia teoria è che una mente acuta infilata tra i Bondi si sia inventato l'opposizione di governo. L'idea è questa: tu hai il potere e vuoi assicurarti che la tua parte politica prevalga anche alle prossime elezioni. Di fatto questo non è mai accaduto nella seconda repubblica: né Berlusconi né Prodi sono successi a se stessi. Cinque (nel caso di Prodi meno) anni di governo e promesse non mantenute hanno fatto sempre sì che la gente poi votasse altrove con rinnovata credulità. Votava, pertanto, l'opposizione.
     Bene, hanno creato l'opposizione interna, quella di governo. L'avversario principale di Berlusconi appare Fini (che non viene da lontano, è il cofondatore dello stesso partito). Il Giornale di proprietà di Berlusconi contrabbanda ogni mattina questa (ir)realtà attaccandolo. La versione cartacea di questa testata se fa un titolo contro il governo comincia con "Fini:", mica con altri. Hanno coperto anche gli opposti estremismi contrabbandando la Lega come "portatrice di istanze sociali, popolari", quindi di sinistra e offrendo la Destra per quel che è: un rigurgito col rossetto.
    Et voilà. Bersani e Casini? Vanno a farsi i complimenti reciproci da Fazio.
    Vi dicono: ma no, è una lotta per la successione, intanto vi preparate alle esequie per tre anni e nessuno schiatta, poi qualcuno voterà Fini per opporsi a Berlusconi, Lega perché così vedranno (non votava Lega pure Veronica?) e Altan sarà sempre lì con l'ombrello pronto a un centimetro dalle chiappe e il fumetto che dice: "Cipputi, l'opposizione ha trionfato, cuntent?".

    E non credo di potere avere altro da aggiungere....



4 gennaio 2010

Passate parola



17 novembre 2009

Dialogare coi muri: anche basta, grazie!

    Riporto un mio commento (piuttosto incazzato) al post di Alessandro Gilioli su Piovono Rane in cui si dimostra (e si che non ne sentivo il bisogno), ancora una volta, quanto barbari stiamo diventando.  Però, saldamente aggrappati ai simboli del cristianesimo che tanto la sostanza rappresentata da quei simboli ce la siamo fumata.
    Io non ho più la forza di dire niente a ’sti bipedi. I 99 Posse scrissero quanto segue: “mannaggia / ’o sango spierzo e chi non t’è maie muorto emigrato / o t’è muorto e t’ ’o sì pure scurdato” (ed è solo per rispetto del titolare di questo spazio che ometto l’epiteto che costituisce il verso successivo). Ebbene (anzi, male) sono passati più di undici anni da quella canzone ed è solo tutto peggiorato. Ogni cosa che mi viene in mente in proposito non ha più la forza di venire fuori: a che serve parlare coi muri? Magari qualcuno meno fiaccato di me può suggerire qualcosa di efficace. Ah, giusto per non essere frainteso: non è (non può essere!), questa, una dichiarazione di resa; è solo che non ho più la forza di provare a parlare coi muri: coi muri ci si possono fare altre cose (me ne vengono un paio in particolare…) e, chi cerca trova. Magari una solida lingua comune tramite la quale, finalmente, intendersi.
    Ah, qui da me posso essere esplicito e quindi: "coglione" era il verso successivo e i muri si buttano giù o ci si piscia contro (o tutt'e due le cose, in qualsisi ordine).



18 luglio 2009

Può interessare?

    Da La Repubblica del 17 luglio 2009, pagina 38
L'amaca
Letta d' un fiato l' impressionante inchiesta di Alberto Statera sul vergognoso mercato delle tessere nel Pd campano (Repubblica di ieri), mi sono chiesto quale giornale di destra, o filogovernativo, pubblicherebbe qualcosa di lontanamente simile a proposito del Pdl. La risposta, purtroppo, è secca: nessuno lo farebbe, perché i media di quell' area hanno la stessa identica funzione di "cingolo di trasmissione", ovvero di strumento di propaganda, di un organo di partito. Zero critiche sostanziali. Tutti gli sforzi concentrati nell' esaltazione del Capo e nel dileggio del nemico perdente, sport nel quale gli italiani sono maestri indiscussi. Il pauroso squilibrio mediatico di questo paese, al di là delle sue cause strutturali (conflitto di interessi), è tutto qui: una sinistra ipercritica, o normalmente critica, parla di sé senza alcuna indulgenza. Una destra gongolante e spesso incolta (è antipatico ripeterlo, ma la realtà chiede rispetto) si loda senza timore di imbrodarsi. E' un vero peccato, perché le occasioni per riflettere su se stessi non andrebbero mai perdute. Per esempio, una bella inchiesta sul disgustoso e ridicolo traffico di candidature di escort, ganze e mantenute nel centrodestra, con la successiva nemesi delle escluse vindici, per quei giornalie peri loro lettori sarebbe un bel bagno di verità. Sempre che la verità interessi qualcosa.  MICHELE SERRA
    Ecco, appunto, quando non riesco ad aggiungere, a togliere, a puntualizzare o ad indignarmi, bene, allora sottoscrivo.



6 luglio 2009

Convergenze trasversali

    Venerdi, a lavoro, chissà come, mi ritrovo a parlare di politica con un tizio.  Sappiamo entrambi da che parte stiamo e sappiamo entrambi che per molti versi (forse tutti) le nostre posizioni sono assolutamente inconciliabili.  Ma siamo due brave persone (lui decisamente di più) e ci stimiamo come tali, per cui, muovendoci delicatamente su un tappeto di rispetto reciproco, capita che l'argomento politico non sia tabù.  E capita che, tra contumelie e facezie (le mie, lo ammetto senza alcuna ombra di pentimento, pesantissime) io gli chieda come è possibile che una brava persona, onesta e rispettosa delle regole quale lui è, possa accettare di finire nello stesso partito del papi.  E' incazzatissimo sul punto e, come tanti altri, ha votato Lega (amen).  Chissà mai se troverò qualcuno che mi sappia spiegare la genialata di Fini.  Mi restituisce (secondo lui) la pariglia dell'orgoglio ferito rinfacciandomi che la sinistra ha fatto campagna elettorale su gossip e Noemi e D'Addario e che, se saltasse Berlusconi, non c'è un'alternativa di governo di centro-sinistra.  Poi abbiamo da fare ognuno il nostro e, come spesso capita, i discorsi (ma lo erano?) finiscono un po' dove capita e quasi mai ricomanciano; mai da dove sono stati interrotti.
    Domenica, a casa con ospiti.  Mi ritrovo a parlare di politica con il lui della coppia.  Non abbiamo capito da che parte, rispettivamente, stiamo.  Mi sa che lo destabilizzo parecchio.  Lui dice che è di centro-sinistra. Mi sbaglierò: più verso il centro, ascendente Dio Patria Famiglia Posto fisso Certezze Posizione del missionario (quest'ultima è solo un mio sospetto; su tutto il resto: deduzioni logiche).  E attacca tutta una fillippica a base di "clandestini" e "sicurezza" e "pensioni".  In amicizia e senza contumelie (che 'sto quì è permaloso e un po'!) gliele smonto una per una citando fatti, informandolo (e però, ciccio, una connessione internet ce l'hai) e facendo tutte le ricostruzioni storiche del caso; gli scodello dati, date e cifre.  Si, era parecchio destabilizzato, poverino.  Ma era per il suo bene (?).  A quel punto, forse in seguito alla destabilizzazione e al disorientamento, devo essergli apparso politicamente avverso o non so cosa ma mi parte con "il garantismo della sinistra" e "la campagna elettorale a base di gossip e Noemi"....  Meno male che è venuto pronto in tavola!
    Qualche considerazione (contingente e non), a questo punto mi è venuta fuori (nauseandomi alquanto).
  • Quanto è pervasiva e invasiva la disinformazione in questo paese.  Ed evidentemente non è sufficiente avere una connesione internet se poi la usi per gingillarti con le cazzate (nel caso in questione manco con la gnocca: sicuramente, per lui, sarebbe destabilizzante) o solo per scaricare col mulo.  Di conseguenza, riguardo allo sciopero dei blog del prossimo 14 Luglio, resto convinto della bontà dell'iniziativa e mi fido dell'intuizione di Gilioli, ma hanno indubbiamente ragione gli scettici che si dicono convinti che bisogna, semmai, alzare la voce e cercare di farsi sentire da quanta pù gente possibile, se no è solo parlarsi addosso. Ad ogni modo, credo che le due cose non si annullino, anzi.
  • Su "L'amaca" dello scroso 27 Giugno, Michele Serra scriveva: «In seguito alle note vicissitudini del signor B, la situazione è più o meno questa: le due Italie sono sempre più divise. Si fanno sempre più risoluti e acidi i pro e i contro. Da un lato si spregia e si deride il satrapo vanitoso e scostumato. Dall' altro si difende con foga il martire di un laido complotto. Mai nessuno, nemmeno negli anni non sereni e perfino sanguinari delle ideologie contrapposte, aveva spaccato l' Italia così profondamente, e forse così irrimediabilmente. Comunque la si pensi, il bilancio dell' evo di B è un bilancio di lacerazione. E' come se fosse riuscito a catalizzare il peggio e il meglio (a seconda del punto di vista). Democristiani e comunisti litigavano, ma convivevano. Peppone e don Camillo si bastonavano, ma si rispettavano. A me, con un berlusconiano, non viene neanche più in mente di litigare, e a lui non viene in mente di litigare con me. Domina un silenzio tignoso, una radicale ostilità che non riguarda solo più la politica, riguarda la maniera di intendere la vita, i rapporti con il prossimo, la misura delle cose. Lui è troppo presuntuoso per accorgersene: ma il risultato di vent' anni di sorrisi, vanterie e promesse è un popolo rotto in due.».  Ecco, ho la pessima impressione che la lacerazione sia ancora più profonda e trasversale, e che abbia infiltrato ogni "crepa" disponibile, in maniera subdola e del tutto inconsapevole.  Fuor di metafora: ne ha rincoglioniti veramente parecchi!
  • Mi sovviene che alcuni dei discorsi fatti domenica scorsa, a qualla stessa persona li avevo già fatti non troppo tempo addietro.  Ne era uscito, al solito, destabilizzato ma mi disse che, porca miseria, lo avevano imbarcato di cazzate (parole sue testuali).  Se ne deduce che ri-rincoglionire gli smemorati è operazione assai facile.  Dubito in un qualche vaccino.
  • Ironicamente, ma mica poi tanto, mi chiedo se sono in fondo a un qualche tipo di pendenza che da destra e da sinistra me li fa "rotolare" addosso (giacchè non sono gli unici che mi sono capitati e che continuano a capitarmi) o se davvero siamo circondati.
    E, a proposito, qual'era la campagna elettorale del PD?

P.S.  Secondo entrambi, Ignazio Marino è troppo estremista.  Che sia un segno?



11 maggio 2009

Passate parola


sfoglia     dicembre        giugno

L'ALBATRO Sovente, per diletto, i marinai catturano degli albatri, grandi uccelli marini che seguono, indolenti compagni di viaggio, il bastimento scivolante sopra gli abissi amari. Appena li hanno deposti sulle tavole, questi re dell'azzurro, goffi e vergognosi, miseramente trascinano ai loro fianchi le grandi, candide ali, quasi fossero remi. Com'è intrigato, incapace, questo viaggiatore alato! Lui, poco addietro così bello, com'è brutto e ridicolo. Qualcuno irrita il suo becco con una pipa mentre un altro, zoppicando, mima l'infermo che prima volava. E il Poeta, che è avvezzo alle tempeste e ride dell'arciere, assomiglia in tutto al principe delle nubi: esiliato in terra, fra gli scherni, non può per le sue ali di gigante avanzare di un passo. Charles Baudelaire - I fiori del male


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