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20 gennaio 2010

"...un problema tra la politica e la sanità..."

    Già, e il Pd, quel Pd che abbiam provato a cambiare non fa' eccezione.
    Se le cose stanno come si legge nell'articolo di Mario Gerevini sul Corrire della sera di oggi (qui la risosta di Marino), odio doverlo dire ma non vedo come ci possa essere possibilità di cambiamento.  So che, dal canto mio, dovrei solo tacere: ho mollato qualche tempo fa' e per la seconda volta.
    Non posso fare altro che  ammirare i tanti come Giuseppe Civati e lo stesso Ignazio Marino che ancora e ancora e ancora vedono nel Pd la possibilità di diventare qualcosa di diverso dal carrozzone che continua (ancora e ancora e ancora) ad essere.
    D'altronde sia le primarie degli iscritti che quelle aperte a tutti hanno decretato che Bersani doveva essere il segretario.  E Bersani non è solo Bersani ma tutta una serie di persone (molte delle quali anche validissime) con una precisa identità culturale e politica che conosce solo quel modo di fare politica.  Neanche io, credo ai complotti; semmai, credo che ci sia molto di peggio del complotto: c'è un mucchio di gente (ovunque, mica solo nel Pd) più realista del re, quelli che "pagherebbero per vendersi" (cit) e quelli che venderebbero le ceneri della madre per compiacere.
    Al di la del bene e del male, resta il fatto che la politica e la sanità manco dovrebbero vedersi col binocolo: se proprio devo correre il rischio, tendenzialmente mi fido di più di chi ha pronunciato il giuramento di Ippocrate dopo (si spera) regolare corso di laurea piuttosto che di chi, se va bene, ha giurato su una Costituzione che probabilmente manco ha mai letto.



13 gennaio 2010

L'opposizione la trionferà

L'opposizione di governo

    Per paradosso dissento dalla mappa di Ilvo Diamanti "Pdl, il non partito senza opposizione". La mia teoria è che una mente acuta infilata tra i Bondi si sia inventato l'opposizione di governo. L'idea è questa: tu hai il potere e vuoi assicurarti che la tua parte politica prevalga anche alle prossime elezioni. Di fatto questo non è mai accaduto nella seconda repubblica: né Berlusconi né Prodi sono successi a se stessi. Cinque (nel caso di Prodi meno) anni di governo e promesse non mantenute hanno fatto sempre sì che la gente poi votasse altrove con rinnovata credulità. Votava, pertanto, l'opposizione.
     Bene, hanno creato l'opposizione interna, quella di governo. L'avversario principale di Berlusconi appare Fini (che non viene da lontano, è il cofondatore dello stesso partito). Il Giornale di proprietà di Berlusconi contrabbanda ogni mattina questa (ir)realtà attaccandolo. La versione cartacea di questa testata se fa un titolo contro il governo comincia con "Fini:", mica con altri. Hanno coperto anche gli opposti estremismi contrabbandando la Lega come "portatrice di istanze sociali, popolari", quindi di sinistra e offrendo la Destra per quel che è: un rigurgito col rossetto.
    Et voilà. Bersani e Casini? Vanno a farsi i complimenti reciproci da Fazio.
    Vi dicono: ma no, è una lotta per la successione, intanto vi preparate alle esequie per tre anni e nessuno schiatta, poi qualcuno voterà Fini per opporsi a Berlusconi, Lega perché così vedranno (non votava Lega pure Veronica?) e Altan sarà sempre lì con l'ombrello pronto a un centimetro dalle chiappe e il fumetto che dice: "Cipputi, l'opposizione ha trionfato, cuntent?".

    E non credo di potere avere altro da aggiungere....



11 gennaio 2010

Passate parola



4 gennaio 2010

Passate parola



28 dicembre 2009

Passate parola



21 dicembre 2009

Passate parola



Qui il link all'articolo di Edmondo Berselli su La Repubblica di oggi.



11 dicembre 2009

Condivido e pubblico

1001 Piazza: Libera informazione



Entro il 31 dicembre 2009, verra’ ridiscusso il cosiddetto decreto Pisanu che introdusse, dopo l’attentato a Londra nel 2005, una normativa stringente sull’accesso a Internet.

Tra queste, quelle piu’ clamorose riguardano il wi-fi, per la cui concessione i pubblici esercizi dovranno chiedere l’autorizzazione alla Questura e concedere l’accesso soltanto dopo che l’utente avra’ presentato documento di identificazione e verra’ registrato. Vi e’ anche l’obbligo di custodire i dati del traffico, perche’ questi possano essere a disposizione delle autorità.

Per fare una comparazione, il numero di accessi Wi-Fi in Francia è 5 volte di più, nonostante si sia tentato di recuperare il gap grazie alle politiche attuate da alcune provincie e amministrazioni locali.

Nel frattempo e' come al solito la rete ad organizzarsi e 100 persone fra blogger, giornalisti, professori e giuristi hanno sottoscritto la "Carta dei Cento".

Alle «Mille piazze per l'alternativa» promosse dal Pd per il prossimo fine settimana, abbiamo pensato che fosse il caso di aggiungerne una: la 1001esima, una piazza telematica che trovate qui.
La rete è uno spazio di vera libertà, anche in Italia. L’accesso a internet deve essere un diritto per tutti i cittadini, come proposto da Zapatero in Spagna, come promesso ai cittadini finlandesi dal proprio governo.
I controlli e le misure di sicurezza non devono impedire la libera circolazione delle idee sul web. Il decreto Pisanu e altre
iniziative del governo fanno pensare che a qualcuno la libertà e la democrazia della rete non piacciano: noi sosteniamo, invece, che si deve protestare contro ogni bavaglio legislativo alla rete italiana. Vi invitiamo a manifestare il vostro sostegno alla rete libera, alla diffusione della banda larga e al superamento del digital divide, intervenendo sulla piazza telematica di www.millepiazze.blogspot.com e condividendo questo messaggio attraverso il vostro blog e le vostre pagine nei socialnetwork. Per una nazione libera e unita anche sul web.



1 dicembre 2009

Out da party

    Carissime compagne, carissimi compagni, io ci ho provato, per la seconda volta.  E per la seconda volta, mollo qui.  Speravo nella possibilità che questo PD avesse delle potenzialità: ho smesso.  Lo so, è un mio limite: abbraccio con affetto chi ci crede ancora.  Io però non ce la faccio a portare in tasca la tessera di questo partito a cui non riesco più a dire nulla e dal quale non voglio più sentir dire nulla.  Specie se sono delle puttanate marca leone come quelle sul diritto di certuno a difendersi dai processi o amenità tipo se non fossi presidente del pd andrei al no Berlusconi day.
    Buon viaggio e, "mi sia consentito" (cito il vostro amichetto così magari vi piace di più), vi dedico una canzone scritta trentacinque anni fa' (la mia età) e pubblicata in album formidabile: tutta per voi e un po' anche per me... 

    Il presente post, se non si era capito, vale come dimissioni e, se il regolamentone non prevede le dimissioni a mezzo blog, beh, non me ne frega un cazzo!



9 novembre 2009

Ancora una

Alla fine dello scorso gennaio la Camera ha respinto una mozione (presentata da esponenti del Pd, dell’Idv e dell’Udc) per far dimettere il sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino, accusato da sei pentiti – come aveva scritto “L’espresso” – di fiancheggiare il clan camorrista dei Casalesi.

Nella mozione si ricordavano le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, l’inchiesta della Procura di Napoli, i presunti patti elettorali tra l’esponente di Forza Italia e i boss di Casal di Principe. “A prescindere dall’eventuale responsabilità penale dell’onorevole Cosentino, su cui farà piena luce la magistratura”, recitava la mozione, “è evidente come la sua permanenza nelle funzioni di Sottosegretario di Stato leda gravemente non solo il prestigio del Governo italiano, ma anche e soprattutto la dignità del Paese; ragioni di opportunità e di precauzione dovrebbero indurre il Governo ad evitare che una persona sottoposta ad indagini per così gravi delitti, espressivi di una collusione tra politica e sodalizi criminosi, in attesa di dimostrare la sua piena innocenza, possa continuare ad esercitare le proprie funzioni di Governo, peraltro in un ruolo così delicato, concernente tra l’altro la funzionalità del Cipe”.

La mozione impegnava il Governo ad invitare l’onorevole avvocato Nicola Cosentino a rassegnare le dimissioni da Sottosegretario di Stato per l’economia e le finanze.

La mozione non è passata perché, se la maggioranza di centrodestra ha difeso compatta il sottosegretario, molti esponenti del Partito democratico si sono astenuti, mentre altri hanno preferito uscire dall’aula e non votare.

Tra l’altro, date le molte assenze nelle file del Pdl, se il Pd avesse votato compattamente per la sua mozione questa avrebbe avuto ottime possibilità di passare. In 22 erano assenti, altri sette risultavano in missione. Alcuni dei presenti sono addirittura rientrati subito dopo la bocciatura, e hanno ripreso a votare altre risoluzioni.

Hanno votato contro gli onorevoli: Capano e Sposetti.

Si sono astenuti gli onorevoli: Bachelet, Cuperlo, Parisi, La Forgia, Bernardini, Madia, Mantini, Maran, Boccia, Capodicasa, Concia, Coscioni, Ferrari, Giachetti, Ginefra, Marini, Mecacci, Recchia, Sarubbi, Schirru, Tempestini, Turco Maurizio, Vannucci, Viola, Zamparutti Zunino.

Non hanno partecipato al voto, nonostante in giornata fossero presenti in aula, gli onorevoli: Tenaglia (ministro ombra della giustizia), Calearo, Fioroni, Gasbarra, Lanzilotta, Letta Enrico, Morassut, Bobba, Sereni, Vassallo, Merloni, Boffa, Bonavitacola, Bressa, Bucchino, Carra, Castagnetti, Corsini,Cuomo, D’Antona, De Pasquale, De Torre, Fadda, Ferranti, Fiano, Fiorio, Genovese, Giacomelli, Giovannelli, Gozi, Losacco, Lovelli, Lulli, Marantelli, Margiotta, Mosca, Murer, Narducci, Pedoto, Piccolo, Rosato, Russo, Samperi, Scarpetti, Servodio, Testa, Vaccaro, Vassallo, Vernetti, Vico.

Erano assenti gli onorevoli: Veltroni, Bersani, Colannino, D’Alema, Lusetti, Melandri, Pistelli, Touad, Ventura, Gentiloni, Beltrandi, Calvisi, Cenni, Colombo Furio, Damiano, Gaglione, Luongo, Lusetti, Marroccu, Melis, Motta, Portas, Tullo, Calipari.

(Le inchieste de L’espresso su Cosentino & Co: 1, 2, 3, 4).

[Alessandro Gilioli - Piovono Rane]

    Ancora una, compagni (un caz) parlamentari del PD; una sola.  Così, perchè son generoso e stanco e in tv c'è Marco Paolini e non ho voglia di incazzarmi e perdermelo.  Ma, ancora una e la mia tessera torna indietro.  I quindici euri ve li potete tenere.



29 ottobre 2009

E anche stavolta ci ha detto male

    Muore la pecora, muore l'agnello, muoiono il bue e l'asinello, muore la gente piena di guai...
    Politicamente, eh!



25 ottobre 2009

Effettivamente c'è da vergognarsi

    Ora che siamo andati a votare (Marino) e i seggi delle primarie sono chiusi, posso scriverlo, che è quattro giorni che ce l'ho in canna: chi l'ha scritta, sta puttanata colossale?  Chi ha permesso che venisse recapitata agli iscritti? 

    Conoscere e sapere?  Allora, quest'altra volta, la dichiarazione d'amore incondizionata per il partito, fermiamola al primo punto.  Tutto il resto è tranquillamente rubricabile alle voce corazzata potemkin secondo Fantozzi: una cagata pazzesca.  Tutto il resto è ragionevolmente demolibile senza sforzo anche perchè, in più casi non c'entra una mazza.
    Perchè dobbiamo sempre farci del male?  Perchè c'è sempre chi dimentica che un bel tacer non fu mai scritto?  Perchè tutto deve sempre ricordare Tafazzi?
    Perchè la mia tessera è sempre più pericolosamente vicina alla pattumiera?


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25 ottobre 2009

Dell'inculenza



24 ottobre 2009

Bravo pirla (odio i compulsivi)

    Per avere mentito.
    Per avere dimostrato di quanta poca lungimiranza eri munito (e quanta poca ne avesse chi ti mise in lista) e infatti la manfrina ha retto per meno di un giorno.
    Per avere dimostrato ancora una volta quanto sia pericolosa la compulsività.
    Per averci fatto fare l'ennesima, indecorosa e inevitabile figura di merda.
    Il resto erano (anche letteralmente) cazzi tuoi.  Quanto sopra (anche letteralmente) sono nostri.
    Ora va'.  Prova a reincollare i cocci coi tuoi cari e ti auguro di riuscire in questa disperata impresa.  Però va'; e, cortesemente, non farti mai più vedere.
    Ah, e dimettiti!


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19 ottobre 2009

Votaignazio votaignazio votaignazio votaignazio


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18 ottobre 2009

Eccoli, infine


sfoglia     dicembre        giugno

L'ALBATRO Sovente, per diletto, i marinai catturano degli albatri, grandi uccelli marini che seguono, indolenti compagni di viaggio, il bastimento scivolante sopra gli abissi amari. Appena li hanno deposti sulle tavole, questi re dell'azzurro, goffi e vergognosi, miseramente trascinano ai loro fianchi le grandi, candide ali, quasi fossero remi. Com'è intrigato, incapace, questo viaggiatore alato! Lui, poco addietro così bello, com'è brutto e ridicolo. Qualcuno irrita il suo becco con una pipa mentre un altro, zoppicando, mima l'infermo che prima volava. E il Poeta, che è avvezzo alle tempeste e ride dell'arciere, assomiglia in tutto al principe delle nubi: esiliato in terra, fra gli scherni, non può per le sue ali di gigante avanzare di un passo. Charles Baudelaire - I fiori del male


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