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18 gennaio 2010

Passate parola


    Articolo di Salvatore Bragantini sul Corrire della Sera del 14 Gennaio 2010 .
    Intervista di Augusto Minzolini a Fabrizio Cicchitto su La Stampa del 19 Novembre 1993 .
    "Cick e Minzo, come eravamo" di Marco Travaglio su L'antefatto (da Il Fatto Quotidiano del 16 Gennaio 2010).
    Il Processo SME:  su Wikipedia ; su Corriere della Sera ; su La Repubblica .
    I Decreti Berlusconi su Wikipedia.
    La Crisi di Sigonella su Wikipedia.
    Il " Calendario dei santi laici 2010 "



11 gennaio 2010

Passate parola



4 gennaio 2010

Passate parola



28 dicembre 2009

Passate parola



21 dicembre 2009

Passate parola



Qui il link all'articolo di Edmondo Berselli su La Repubblica di oggi.



16 dicembre 2009

E io pure



   

Io sto con Marco Travaglio, dalla parte dei fatti

    Contro Marco Travaglio è in atto un'aggressione violenta. A un cenno del capogruppo Pdl alla Camera, il piduista Fabrizio Cicchitto, che nel compilare la lista nera comprendente il Fatto, Santoro, Repubblica-Espresso, lo ha definito "terrorista mediatico", subito si è scatenata la canea televisiva. Da Porta a Porta, a Canale 5, a Omnibus il pestaggio di Marco si è sviluppato attraverso la falsificazione e la manipolazione di sue dichiarazioni rese dopo il ferimento di Berlusconi a Milano, in totale assenza di contraddittorio o con interventi tardivi quando ormai la scientifica azione diffamatoria era irrimediabile. I diffamatori e i picchiatori a libro paga sappiano che risponderemo colpo su colpo.
     A difesa della persona di Marco Travaglio a cui tutti i giornalisti del Fatto ribadiscono la loro più totale e affettuosa solidarietà. A difesa del suo diritto di fare giornalismo. A difesa dell'informazione e della democrazia di questo Paese, mai come oggi messa in pericolo dall'assalto dei nuovi squadristi.
Antonio Padellaro   



16 dicembre 2009

Condivido e pubblico

Solidarietà con Travaglio, il Fatto Quotidiano e il gruppo Repubblica-Espresso

Aderisci al testo di Paolo Flores d'Arcais in solidarietà con Marco Travaglio, il Fatto Quotidiano e il gruppo Repubblica-Espresso.

Le parole vili e sciagurate dell'on. Cicchitto

di Paolo Flores d'Arcais

    Facendosi vilmente scudo dell’immunità di casta, l’on. Cicchitto ha accusato Marco Travaglio, uno dei rari giornalisti-giornalisti ancora in piedi in questo paese, di essere un “terrorista mediatico”, e uno dei mandanti morali, insieme a “Il Fatto Quotidiano” e l’intero gruppo Repubblica-Espresso, dell’aggressione di uno psicolabile a Berlusconi.
    Con queste ignobili accuse il disonorevole Cicchitto ha fatto compiere alla maggioranza del malgoverno un ulteriore passo nell’imbarbarimento della lotta politica e nella campagna di odio contro la Costituzione repubblicana, le sue istituzioni, i cittadini che la difendono.
    Se ci abbassassimo alla mostruosa illogica del disonorevole Cicchitto, dovremmo accusarlo di “terrorismo parlamentare”. Cosa che non faremo. Il suo è solo piduismo, dispiegato e di regime.
    Siamo certi che chi nella maggioranza ha ancora un residuo di rispetto per i valori della democrazia liberale stigmatizzerà “senza se e senza ma” l’inqualificabile gesto che ha disonorato il parlamento italiano. Il resto è complicità.
(15 dicembre 2009)



15 dicembre 2009

Dell'odio e d'altre sciocchezze

    Siccome le parole hanno (avrebbero ancora) un senso, comincio (e che palle, sta diventando una necessità piuttosto fastidiosa) dalla definizione.  Da Wikizionario:
    odio  (Wikipedia approfondimento) m (pl: odii) sentimento di forte inimicizia nei confronti di qualcuno.
    Quindi, come evidentemente sospettavo, io Berlusconi non lo odio.  Né umanamente, né politicamente, né in nessun altro possibile senso.  Pensandoci bene, io non odio proprio nessuno.  Certo, non odiare non necessariamente implica amare.  Ci sono infinite sfumature tra quei due estremi: l'antipatia, il disprezzo, la disistima, il fastidio, l'affetto, la stima (...) e tra ogni grado ce ne sono probabilmente altri infiniti intermedi a seconda della sensibilità di ognuno. Poi c'è pure l'indifferenza che è la negazione di ogni altro possibile sentimento: se uno ti è indifferente, proprio non ce n'è; come due rette parallele, non c'è proprio possibilità di incontrarsi.
    Ecco, il signor Berlusconi Silvio mi è perfettamente indifferente, come la maggior parte degli abitanti del pianeta.  Qualcuno riesce ad essermi indifferente pur conoscendolo, gli altri non li conosco e pace; mi piacerebbe conoscerli tutti e vedere verso quanti riuscirei a restare indifferente ma questa è tutt'altra storia.  Ripeto, il signor Berlusconi Silvio non sono in grado di odiarlo (sarà un mio limite?): mi è indifferente.  Facciam parte di due mondi completamente diversi, lontani e incongruenti, per formazione, carattere, reddito, storia personale, generazione, nascita, censo, idee politiche e chissà quanto e cosa altro.  Poi, il fato può sempre metterci lo zampino e persino due rette all'apparenza così ineluttabilmente parallele potrebbero, a un tratto, convergere fino a toccarsi; ma anche questa sarebbe tutt'altra storia (e alquanto inverosimile oltreché improbabile).
    Il politico Berlusconi Silvio, naturalmente, non può essermi indifferente.  Visto che, da politico (e di quella stazza!) nonché da presidente del consiglio, si occupa anche della mia esistenza e di quelli che (quelli si) io amo (stimo, rispetto, mi sta simpatici, mi stanno antipatici....) mi informo su quello che fa e disfa e dice costruendomi la mia opinione su di lui.  E dalle opinioni nascono (credo sia fisiologico) i sentimenti.  Odio? Ma neanche per sogno.  Sono sempre stato estremamente critico con il suo operato, sono abbonato della prima ora al Fatto Quotidiano, apprezzo moltissimo Marco Travaglio e ciò che fa (il giornalista, maledizione! semplicemente il giornalista!) e, ogni lunedì, in questo blog pubblico il suo "Passaparola", spesso leggo La Repubblica e L'Unità e altrettanto spesso Il Giornale e Libero (che però potrebbero inventarsele meglio, almeno provare a renderle verosimili, le balle)  i link qui a sinistra la dicono lunga su ciò che penso del politico Berlusconi Silvio e del suo operato, penso che la libertà di espressione sia una risorsa fondamentale dell'umanità tutta,  questo stesso blog è nato dal bisogno di confrontarmi con chiunque passi di qua e voglia dire la sua comunque la pensi e dal bisogno di dire la mia visto che non mi sento per nulla rappresentato dalle forze politiche in campo (per usare un'espressione cara al nostro).
    Ebbene, nonostante quanto sopra, nonostante mi abbeveri alle "fabbriche dell'odio" dalle quali, evidentemente godendone, mi faccio quotidianamente sobillare, io, Giuseppe De Punzio, il politico Berlusconi Silvio proprio non lo odio. E manco i suoi sodali, alleati, leccaculi e reggipanza riesco a odiare.
    Direi piuttosto che mi procurano una sensazione di fastidio, lui e gli altri.  Come pestare una merda: magari talvolta bella grossa, diciamo di un elefante con la dissenteria; brutta roba, a prima vista ma poi mi laverei e via, che ci vuoi fare?  Bisogna pur continuare a stare al mondo e allora magari tutti i mammiferi proboscidati mi monterebbero sulle palle ma mica mi verrebe mai in mente di augurarmi la loro estinzione o di ammazzargi il capobranco!  E' "cosa di natura", no?  L'elefante, ancorché diarroico, ammolla in giro le sue boazze di dimesioni bibliche e a che serve odiarlo?  Lui caga, tu ti distrai e plaff...  Magari quest'altra volta fai un'altra strada che non intersechi il percorso dell'immane produttore di merde di dimensioni bibliche oppure provi a stabilire un contatto con il quadrupede proboscidato: una carezza, due noccioline, una decina di scatole di antipropulsivi....
    Già, solo che l'elefante mai si sognerebbe di accusarti di odiarlo perchè uno scimpanzè  è rimasto sommerso dalla sua boazza.  O anche il contrario: mai si sognerebbe di accusare lo scimpanzè di odiarlo perchè ci sei finito tu, sommerso nelle sue enormi deiezioni.  Peraltro, particolare non trascurabile, l'elefante manco si sogna di venirti a cagare sistematicamente davanti alla porta di casa o, chiaramente, sotto l'albero dove alloggia lo scimpanzè.  E non pensa che sei un coglione solo perchè gli preferisci gli scimpanzè (o qualsiasi altro animale). E non pensa che vuoi morto il suo capobranco solo perchè, dopo l'elefantiaco inzaccheramento ti sei un tantino alterato con il suo simile con (grossissimi) problemi intestinali.  E nemmeno per un momento si sognerà mai di tirare giù l'albero degli scimpanzè che ti stan tanto più simpatici di lui.  E non imporrà con la sua (enorme) forza a nessuno, uomo o scimpanzè che sia, cosa debba o non debba più fare,  cosa debba o non debba più dire, cosa debba o non debba più pensare, quale strada debba o non debba più percorrere...
    Solo che con l'elefante cagone, complice un'abbondante scorta di antipropulsivi, magari ci ragioni.  Con il politico Berlusconi Silvio e i suoi tracotanti alleati, complice la loro abbondantissima scorta di purganti, l'impresa pare impraticabile.
    Però resta il fatto che non provo odio per tutti loro.  Certo, se il pachiderma di cui sopra continuasse scientemente a murarmi di merda la porta di casa e mi dicesse pure che lo fa perchè un cretino con cui non ho mai avuto a che fare ha attentato al suo capobranco (a proposito, dove era finito il resto del branco mentre il cretino agiva?), beh, pur riuscendo serenamente a continuare a non odiarlo, posso altrettanto serenamente affermare (e promettere) che la specie dei pachidermi tutti comincerebbe serenamente a diventarmi antipatica.
    Se poi provasse a murare di merda anche la porta di qualcuno che stimo o che amo o a cui voglio bene o che mi è simpatico o che mi è indifferente (ma in quanto nuova vittima dell'elefantiaco merdaiolo, è molto probabile che susciterebbe immediata mia solidarietà) allora comincerei sicuramente a incazzarmi.
    Occhio, elefanti diarroici, non è nemmeno probabile che io vi possa odiare, ma non venite a cercarmi: è garantito che mi troverete.
    Non mi piaciuto nemmeno un po' ciò che ha fatto Massimo Tartaglia, mai avrei voluto accadesse e mai più vorrei che accada ad alcuno.  Però, signori e signore  e politici berlusconi, la canea che state strumentalmente scatenando contro tutto e tutti coloro che dissentono dal vostro operato e dalle vostre idee (qualora ce ne siano e, se ce ne sono, vediamole!), fà semplicemente schifo.  Non so se e quante persone la possano pensare come me ma non odiare non significa essere disponibile a farsi prevaricare.  Cito qui un esempio per tutti ma è solo un esempio, uno dei tanti.  Cicchitto, per dire, oggi ha detto, se possibile, anche di peggio:
    La consigliera provinciale della Lega Nord Francesca Carlotti scrive testualmente nella sua pagina su Facebook, in Internet, che bisogna mandare in galera Di Pietro, Travaglio, Santoro e i giornalisti di Repubblica e dell'Unità. Un suo interlocutore risponde compiaciuto: 'Arriveremo alla guerra civile e tireremo un po' di botte a quei democratici partigiani'. Campanelli d'allarme del clima che si sta diffondendo.
 
    Ecco, senza odio ma a brigante, brigante e mezzo.



14 dicembre 2009

Passate parola



8 dicembre 2009

Passate parola



30 novembre 2009

Passate parola



23 novembre 2009

Passate parola



17 novembre 2009

Pezzi di speranza e pezzi di informazione


    Giusto per rinfrescarsi la memoria su come funzionava la Rai qualche anno addietro.  E' peggiorata.



16 novembre 2009

Passate parola



9 novembre 2009

Passate parola


sfoglia     dicembre        giugno

L'ALBATRO Sovente, per diletto, i marinai catturano degli albatri, grandi uccelli marini che seguono, indolenti compagni di viaggio, il bastimento scivolante sopra gli abissi amari. Appena li hanno deposti sulle tavole, questi re dell'azzurro, goffi e vergognosi, miseramente trascinano ai loro fianchi le grandi, candide ali, quasi fossero remi. Com'è intrigato, incapace, questo viaggiatore alato! Lui, poco addietro così bello, com'è brutto e ridicolo. Qualcuno irrita il suo becco con una pipa mentre un altro, zoppicando, mima l'infermo che prima volava. E il Poeta, che è avvezzo alle tempeste e ride dell'arciere, assomiglia in tutto al principe delle nubi: esiliato in terra, fra gli scherni, non può per le sue ali di gigante avanzare di un passo. Charles Baudelaire - I fiori del male


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