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19 gennaio 2010

Punto su punto

    «Mandiamoli a casa loro»
I luoghi comuni e i pregiudizi. Il prontuario di risposta immediata è a vostra disposizione nella versione 1.0. Raccoglieremo altre idee (e altre informazioni), seguiremo le vostre indicazioni e lo manderemo a tutti i circoli del Pd. Partecipate anche voi, per noi è importante.

    Oserei dire: da interiorizzare!



15 gennaio 2010

Hai visto mai che poi si immedesimano...

    Viste le posizioni della Lega in tema di razza ho il legittimo sospetto che il de cuius abbia avuto la bella pensata che certi testi (scritti da autori di certe razze, poi) è meglio che non vengano fatti leggere.
    La scusa del sesso, poi,  viene sempre buona e trova fin troppo facile sponda negli abbondanti  e abboccanti bacchettoni e parrucconi italici.
    Solo che, magari mi sbaglio e faccio la figura del ciuccio, però io quel libro l'ho letto parecchi anni addietro (almeno venti) e proprio non mi sovviene alcun "passo nel quale Anna Frank descrive in modo minuzioso e approfondito le proprie parti intime e la descrizione è talmente dettagliata da suscitare inevitabilmente turbamento in bambini della scuola elementare".  Semmai, mi ricordo un passo in cui si parla dei genitali di una gatta (ma magari era un gatto) con termini tanto ingenui e teneri che mi rimasero impressi proprio per quello: una frase, in particolare, ricordo chiaramente «...e questi sono peli sparsi...».  Della gatta.  Due bambini (Anna e lui, a spanne, credo si chiamasse Peter) che parlano dei genitali di una gatta negli anni quaranta col senso del pudore di allora.
    Ma magari mi sbaglio sul "il diario di Anna Frank" .  Sul mio leggittimo sospetto, no.  Come diceva quell'altro campione, "a pensar male....".
    L'autrice di quel libro continuava a credere «nell'intima bontà dell'uomo».
    Io no.



15 gennaio 2010

Località in cui evitare attentamente di metter piede (e spendere)

    Così, giusto per provare (almeno provare) a sentirmi meno complice.


    L'autore dell'ottimo lavoro si chiama Gino Selva.  Grazie.



13 gennaio 2010

L'opposizione la trionferà

L'opposizione di governo

    Per paradosso dissento dalla mappa di Ilvo Diamanti "Pdl, il non partito senza opposizione". La mia teoria è che una mente acuta infilata tra i Bondi si sia inventato l'opposizione di governo. L'idea è questa: tu hai il potere e vuoi assicurarti che la tua parte politica prevalga anche alle prossime elezioni. Di fatto questo non è mai accaduto nella seconda repubblica: né Berlusconi né Prodi sono successi a se stessi. Cinque (nel caso di Prodi meno) anni di governo e promesse non mantenute hanno fatto sempre sì che la gente poi votasse altrove con rinnovata credulità. Votava, pertanto, l'opposizione.
     Bene, hanno creato l'opposizione interna, quella di governo. L'avversario principale di Berlusconi appare Fini (che non viene da lontano, è il cofondatore dello stesso partito). Il Giornale di proprietà di Berlusconi contrabbanda ogni mattina questa (ir)realtà attaccandolo. La versione cartacea di questa testata se fa un titolo contro il governo comincia con "Fini:", mica con altri. Hanno coperto anche gli opposti estremismi contrabbandando la Lega come "portatrice di istanze sociali, popolari", quindi di sinistra e offrendo la Destra per quel che è: un rigurgito col rossetto.
    Et voilà. Bersani e Casini? Vanno a farsi i complimenti reciproci da Fazio.
    Vi dicono: ma no, è una lotta per la successione, intanto vi preparate alle esequie per tre anni e nessuno schiatta, poi qualcuno voterà Fini per opporsi a Berlusconi, Lega perché così vedranno (non votava Lega pure Veronica?) e Altan sarà sempre lì con l'ombrello pronto a un centimetro dalle chiappe e il fumetto che dice: "Cipputi, l'opposizione ha trionfato, cuntent?".

    E non credo di potere avere altro da aggiungere....



10 gennaio 2010

La specialità della casa

    Correva l'anno 2008 e il ministro ci disse:

    Per ora stiamo messi così:

ANNUNCI E REALTA'

Calderoli, ministro della complicazione

Dopo il decreto taglia-leggi si è dovuto fare il decreto salva-leggi

di Sergio Rizzo

Il ministro della Lega Roberto Calderoli
Il ministro della Lega Roberto Calderoli
ROMA
- Dal Carroccio aveva giurato battaglia, Alberto DaGiussano-Calderoli, alla burocrazia del Barbarossa romano. Mulinandosopra la testa lo spadone da ministro della Semplificazione Normativa:«Taglierò 50 mila poltrone! 34 mila enti impropri! 39 mila leggiinutili!». Ma di poltrone, finora, manco una. Degli enti impropri, poi,non ne parliamo.

Sulle prime Roberto Calderoli li aveva definiti minacciosamente nel suo Codice delle Autonomie addirittura «enti dannosi» :consorzi di bonifica, bacini imbriferi, comunità montane, difensoricivici, tribunali delle acque, enti parco… Poi, dopo aver cancellatocon un tratto di penna quel termine «dannosi» (troppo crudo?) la listadegli enti da abolire è stata alleggerita fino a svanire completamente.Come neve al sole. Qualche taglietto era rimasto nella manovra del2010? Via anche quello. Secondo Italia Oggi l’abolizione dei difensoricivici (ma solo quelli comunali) e delle circoscrizioni nei Comunislitterà di un anno grazie a un emendamento al decreto milleproroghe,varato dal governo tre giorni dopo la Finanziaria. E slitterà anche laprevista riduzione delle poltrone delle giunte e dei consigli deglienti locali. Mentre anche gli enti pubblici non economici che dovevanofinire sotto la mannaia del cosiddetto taglia-enti hanno ottenuto unascappatoia per la sopravvivenza: gli è stato sufficiente presentare unpiano riordino prima del 31 ottobre 2009. E la semplificazione delleleggi? Almeno quella è andata in porto, come ha orgogliosamenterivendicato il Nostro («Calderoli, missione compiuta, via 39 milaleggi», titolava l’Ansa il 19 ottobre 2009)? Dipende che cosa siintende per semplificazione. Eliminare migliaia di leggi inutili perché«esauste», che cioè hanno esaurito la propria funzione e quindi nonsono più concretamente vigenti, anche se formalmente continuano aessere in vigore, è un’operazione di per sé inutile. Anche la legge che le elimina può quindi essere considerata una legge inutile.

La prova? Siccome lo spadone del ministro era calato all’inizio anche su provvedimenti magari un po’ vecchiotti ma forse non proprio inutili, come la legge che ha abolito la pena dimorte o quella che ha istituito la Corte dei conti, dopo il decretotaglia-leggi si è dovuto fare il decreto salva-leggi. Ben altro èsemplificare. Significa scrivere norme chiare e comprensibili a tutti icittadini. Come evidentemente sa bene anche Calderoli. Lui stesso havoluto che in una legge approvata il 18 giugno dello scorso anno cifosse un articolo intitolato: «Chiarezza dei testi normativi». Unanorma draconiana, con la quale si stabilisce che quando si cambia o sisostituisce una legge, esercizio da noi piuttosto frequente, siaobbligatorio indicare «espressamente» che cosa viene cambiato osostituito. E che quando in una legge c’è un «rinvio ad altre normecontenute in disposizioni legislative», si debba anche indicare «informa integrale, o in forma sintetica e di chiara comprensione» iltesto oppure «la materia alla quale le disposizioni fanno riferimento».Ma si afferma pure il principio che le disposizioni sulla chiarezza deiprovvedimenti «non possono essere derogate, modificate o abrogate senon in modo esplicito». Ebbene, da quando queste norme sono stateapprovate, il governo del Semplificatore ha scritto leggi se possibileancora più indecifrabili e complicate. L’ultima perla scintillante è ilcosiddetto decreto milleproroghe.

Un comma a caso. Il numero 14 dell’articolo 1: «Al comma 14 dell’articolo 19 del decreto legislativo 17 settembre 2007 ,n. 164, le parole: "Fino all’entrata in vigore dei provvedimenti di cuiall’articolo 18 bis del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, ecomunque non oltre il 31 dicembre 2009, la riserva di attività di cuiall’articolo 18 del medesimo decreto" sono sostituite dalle seguenti:"Fino al 31 dicembre 2010, la riserva di attività di cui all’articolo18 del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58..."». Che cosa vuoldire? Che fino a quando non sarà operativo l’Albo dei consulentifinanziari gestito dalla Consob, potrà fare il consulente finanziariosoltanto chi già lo faceva alla data del 31 ottobre 2007. Un’altranorma a caso. Sempre articolo 1, comma 19: «All’articolo 3, comma 112,della legge 24 dicembre 2007, n. 244 e successive modificazioni, leparole: "Per l’anno 2008" sono sostituite dalle seguenti: "Per l’anno2010" e le parole "31 dicembre 2009" sono sostituite dalle seguenti:"31 dicembre 2010"». La traduzione? Il distacco di 21 dipendenti dellePoste presso la pubblica amministrazione viene prorogato di un altroanno. Se questo è il risultato, ministro Calderoli, non sarebbe statomeglio chiamare il suo dicastero in un altro modo? Magari «Ministerodella Complicazione normativa»?

    Curioso che, tra l'altro, tutti i tecnici e i consulenti del ministero in questione (che, non esistendo prima, non possono essere stati "ereditati dal precedente governo") siano stati in grado di collaborare al confezionamento di siffatte porcate che, notoriamente e per sua orgogliosa ammissione, sono la specialità del padrone di casa.



19 ottobre 2009

Questione di paralleli

    Ma guarda un po', si è sempre terroni meridionali di qualcuno (cit)...



14 ottobre 2009

Alla buon ora

    Mentre De Bortoli e Scalfari continuano a suonarsele (defatigante, stucchevole e ormai nauseante disputa; per seguirla non serve essere tesserati del Pd ma aiuta molto, parola di tesserato), le persone di buon senso continuano a restare tali. Non che quei due di cui sopra non lo siano, intendiamoci, dico solo che il mondo reale è un tantino altrove da dove stanno loro;  umilmente aggiungo che potrebbe pure essere la mia ignoranza e/o inadeguatezza a non farmi cogliere l'eventuale senso della dotta disputa ed è solo per questo che non mi affaccio al balcone e mi metto a urlare "telefonatevi!!!".
    Comunque, mi riferisco a Michele Serra che, nella sua Amaca di ieri, ha colto uno dei nodi veri di tutto (società, maggioranza, opposizione: un bel cumulativo!).  Anche uno serio e autorevole lo ha detto come va detto: «troppa puzza sotto il naso» e troppi atteggiamenti di altezzosa superiorità (morale e culturale... maddechè) quando poi, senza neanche grattare troppo...
    Non so se rallegrarmi del fatto che qualcun altro se ne sia accorto visto che lo vado ripetendo da tempi non sospetti o essere triste perchè se ci è arrivato pure lui, mi sa che non ci sono altre possibilità.
    E, d'altronde, che possibilità ci sono (almeno) di dialogare civilmente con certa gente?  Estenderei il concetto anche alle troppe Binetti che continuano a pascolare indisturbate in campi che dovrebbero ospitare altre specie.  E, per rimanere in tema di «budella» e «volgarità», non è tanto che le Binetti pascolino che ci danneggia, quanto le boazze che ammollano.

P.S. Colgo l'occasione, per quel che vale per mandare un abbraccio forte e un sorriso all' Onorevole Paola Concia.  Tenga duro e grazie.  Anche grazie alle battaglie che Lei conduce, forse, spero, mia figlia potrà vivere in un Paese meno schifosamente triste.



17 settembre 2009

PiangendoLi

    La penso esattamente così.  Ne parlavo al telefono mezz'ora fa' con mio padre più o meno negli stessi termini.  Arrivato a casa ho letto che il mio pensiero coincideva con quanto scritto da Zucconi e Gilioli.  E' inutile che provo a scrivere quello che loro due hanno già scritto (e sicuramente molto meglio).
    Aggiungo solo che quei poveri cristi erano tutti meridionali.  Non è una novità che l'esercito sia spesso l'unica possibilità dignitosa per chi è nato dove il lavoro manca e quel poco che c'è è tranquillamente classificabile alla voce sfruttamento.  E allora si "mette firma".  Se lo ricordino tutti quei signori che continuano a sputare sui terroni e, gentilmente, almeno davanti ai morti, ci risparmino le stronzate sull'eroismo e l'illustrare la Patria.  Che son comunque stronzate, ma dalla loro bocca diventerebbero, irrimediabilmente, odiosi insulti.



14 settembre 2009

Si prende un ampolla....



13 settembre 2009

Buona questa katreck....


    [Via LorenzoC]


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8 luglio 2009

Europirlamentare

    C'è chi l'ha buttata sul piano sociale, chi sul piano politico, chi su quello psichiatrico.  E chi, come al solito l'ha buttata in caciara.


    E buttar via la chiave?


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6 luglio 2009

Convergenze trasversali

    Venerdi, a lavoro, chissà come, mi ritrovo a parlare di politica con un tizio.  Sappiamo entrambi da che parte stiamo e sappiamo entrambi che per molti versi (forse tutti) le nostre posizioni sono assolutamente inconciliabili.  Ma siamo due brave persone (lui decisamente di più) e ci stimiamo come tali, per cui, muovendoci delicatamente su un tappeto di rispetto reciproco, capita che l'argomento politico non sia tabù.  E capita che, tra contumelie e facezie (le mie, lo ammetto senza alcuna ombra di pentimento, pesantissime) io gli chieda come è possibile che una brava persona, onesta e rispettosa delle regole quale lui è, possa accettare di finire nello stesso partito del papi.  E' incazzatissimo sul punto e, come tanti altri, ha votato Lega (amen).  Chissà mai se troverò qualcuno che mi sappia spiegare la genialata di Fini.  Mi restituisce (secondo lui) la pariglia dell'orgoglio ferito rinfacciandomi che la sinistra ha fatto campagna elettorale su gossip e Noemi e D'Addario e che, se saltasse Berlusconi, non c'è un'alternativa di governo di centro-sinistra.  Poi abbiamo da fare ognuno il nostro e, come spesso capita, i discorsi (ma lo erano?) finiscono un po' dove capita e quasi mai ricomanciano; mai da dove sono stati interrotti.
    Domenica, a casa con ospiti.  Mi ritrovo a parlare di politica con il lui della coppia.  Non abbiamo capito da che parte, rispettivamente, stiamo.  Mi sa che lo destabilizzo parecchio.  Lui dice che è di centro-sinistra. Mi sbaglierò: più verso il centro, ascendente Dio Patria Famiglia Posto fisso Certezze Posizione del missionario (quest'ultima è solo un mio sospetto; su tutto il resto: deduzioni logiche).  E attacca tutta una fillippica a base di "clandestini" e "sicurezza" e "pensioni".  In amicizia e senza contumelie (che 'sto quì è permaloso e un po'!) gliele smonto una per una citando fatti, informandolo (e però, ciccio, una connessione internet ce l'hai) e facendo tutte le ricostruzioni storiche del caso; gli scodello dati, date e cifre.  Si, era parecchio destabilizzato, poverino.  Ma era per il suo bene (?).  A quel punto, forse in seguito alla destabilizzazione e al disorientamento, devo essergli apparso politicamente avverso o non so cosa ma mi parte con "il garantismo della sinistra" e "la campagna elettorale a base di gossip e Noemi"....  Meno male che è venuto pronto in tavola!
    Qualche considerazione (contingente e non), a questo punto mi è venuta fuori (nauseandomi alquanto).
  • Quanto è pervasiva e invasiva la disinformazione in questo paese.  Ed evidentemente non è sufficiente avere una connesione internet se poi la usi per gingillarti con le cazzate (nel caso in questione manco con la gnocca: sicuramente, per lui, sarebbe destabilizzante) o solo per scaricare col mulo.  Di conseguenza, riguardo allo sciopero dei blog del prossimo 14 Luglio, resto convinto della bontà dell'iniziativa e mi fido dell'intuizione di Gilioli, ma hanno indubbiamente ragione gli scettici che si dicono convinti che bisogna, semmai, alzare la voce e cercare di farsi sentire da quanta pù gente possibile, se no è solo parlarsi addosso. Ad ogni modo, credo che le due cose non si annullino, anzi.
  • Su "L'amaca" dello scroso 27 Giugno, Michele Serra scriveva: «In seguito alle note vicissitudini del signor B, la situazione è più o meno questa: le due Italie sono sempre più divise. Si fanno sempre più risoluti e acidi i pro e i contro. Da un lato si spregia e si deride il satrapo vanitoso e scostumato. Dall' altro si difende con foga il martire di un laido complotto. Mai nessuno, nemmeno negli anni non sereni e perfino sanguinari delle ideologie contrapposte, aveva spaccato l' Italia così profondamente, e forse così irrimediabilmente. Comunque la si pensi, il bilancio dell' evo di B è un bilancio di lacerazione. E' come se fosse riuscito a catalizzare il peggio e il meglio (a seconda del punto di vista). Democristiani e comunisti litigavano, ma convivevano. Peppone e don Camillo si bastonavano, ma si rispettavano. A me, con un berlusconiano, non viene neanche più in mente di litigare, e a lui non viene in mente di litigare con me. Domina un silenzio tignoso, una radicale ostilità che non riguarda solo più la politica, riguarda la maniera di intendere la vita, i rapporti con il prossimo, la misura delle cose. Lui è troppo presuntuoso per accorgersene: ma il risultato di vent' anni di sorrisi, vanterie e promesse è un popolo rotto in due.».  Ecco, ho la pessima impressione che la lacerazione sia ancora più profonda e trasversale, e che abbia infiltrato ogni "crepa" disponibile, in maniera subdola e del tutto inconsapevole.  Fuor di metafora: ne ha rincoglioniti veramente parecchi!
  • Mi sovviene che alcuni dei discorsi fatti domenica scorsa, a qualla stessa persona li avevo già fatti non troppo tempo addietro.  Ne era uscito, al solito, destabilizzato ma mi disse che, porca miseria, lo avevano imbarcato di cazzate (parole sue testuali).  Se ne deduce che ri-rincoglionire gli smemorati è operazione assai facile.  Dubito in un qualche vaccino.
  • Ironicamente, ma mica poi tanto, mi chiedo se sono in fondo a un qualche tipo di pendenza che da destra e da sinistra me li fa "rotolare" addosso (giacchè non sono gli unici che mi sono capitati e che continuano a capitarmi) o se davvero siamo circondati.
    E, a proposito, qual'era la campagna elettorale del PD?

P.S.  Secondo entrambi, Ignazio Marino è troppo estremista.  Che sia un segno?



6 giugno 2009

Qualcuno si è perso qualcosa

    Reggio Emilia, Italia, Sabato mattina.  Ambulatorio della guardia medica (o come accidenti si chiama), per una sciocchezza che necessita di prescrizione medica.  Gente in attesa del suo turno: una signora, una ragazza con un bimbo, qualcun'altro.  Ne arriva un'altra e chiede chi fosse l'ultimo, le rispondiamo che è quel signore che è fuori coi bimbi, al che una donna seduta dice che è suo marito.  Bene, uno in meno nella fila.  Passa un po' di tempo, arriva il nostro turno, il medico è gentile, affabile, prescrive, consiglia, sorride, scherza con nostra figlia e le fa gli auguri di compleanno (ieri, 12).  Usciamo, è una bella giornata.
    Qualcuno, sempre maledettamente troppi, si è perso qualcosa!  L'uomo che giocava fuori coi bimbi era nero (presumo centroafricano), sua moglie, in sala d'attesa, bianca (italiana e fototipo 1) e i tre figli di nuance assortite.  La ragazza col bimbo parla a bassa voce in una qualche lingua del nord europa.  Il medico: nero africano pure lui (ma si sarebbe capito al buio che era straniero: sulla prescizione si capiva perfettamente ciò che aveva scritto!).  Vado in farmacia, e pure la farmacista mi sa straniera. Vado a prendere un caffè al bar di fronte: indovinato? Sudamericana, pure la barista (caffè ottimo, peraltro).
    Si chiama società multirazziale o multietnica?  Fate voi: per me si chiama mondo, umanità, persone.
    Abbraccio idelmente Massimo Cirri di Caterpillar: «Sei di dove paghi le tasse».
    E mi torna in mente la battutaccia che per pudore non ho pubblicato l'altra sera a proposito del fatto che Milano sembra l'Africa.  La battutaccia riguardava la presenza di coyotes (albini?) sul palco del comizio.



15 aprile 2009

6,66

    Se non fosse per quella virgola, qualche credulone potrevve intravedere diaboliche coincidenze. Gli adoratori del maligno e gli appassionati di simbologie sataniche traggano pure le conclusioni che preferiscono. Per me è solo il risultato di una operazione matematica: Soldi buttati via non avendo accorpato il referendum alle elezioni diviso presenti sul territorio nazionale. E cioè: €400.000.000÷60.000.000. Ed è una stima comunque ottimistica! E tutto per volontà di un partito che con l'8% dei voti detta la linea al governo, potendo barattare l'appoggio di cui il capo di quel governo ha bisogno per far passare le leggi ad cazzi suoi (era ad qualcos'altro ma non andavo così bene in latino). Comunque, quella è, più o meno, la cifra che tutti noi, compresi vecchi e bambini, siamo chiamati a buttare nel cesso.
    Ora, volendo rimanere in ambito matematico, chi è che disquisiva addirittura di prezzo delle cartucce quando millantava di stare dalla parte del popolo contro l'establishment? Deve essere cambiato qualcosa dalle parti del carroccio. Mi chiedo se è mai possibile che i loro elettori possano accettare certi atteggiamenti. A meno che, in analogia con Alfio Muschio, il leghista di colore (meraviglioso personaggiodi Bebo Storti) quando urlava: «te sei drogato, te sei comunista: se non eri drogato come cazzo facevi ad essere comunista!»... l'analogia se la faccia ognuno per suo conto, come più gli piace!
    In storia, però,  andavo benino e mi ricordo quella roba dei corsi e ricorsi storici di Gianbattista Vico e mi ricordo pure il 30 Aprile del '93, presso l'hotel Raphael. Ebbene: ho preso un bel biglietto da 50, l'ho cambiato, ne ho tolto 7 euro (ho approssimato, crepi l'avarizia) e tengo pronto il resto, tutte monetine da 50 centesimi. Ottimo rapporto peso/potenza. So aspettare.



14 aprile 2009

Non discuto

    A proposito di election day, di ignobile spreco di denaro pubblico (ancor di più con quello che è successo in Abruzzo), di interessi di bottega, di Bossi-tax, di.... chiamatela un po' come vi pare.
    Avrei da dirne anch'io ma non sono che un fottuto camionaro.
    E poi, penso che, per giocare una partita bisogna che non ci sia il prepotentello di turno che si porta via il pallone o, peggio, che lo buca perchè ha una gran paura di giocare e di correre il rischio di perdere.
    Giustappunto: come da titolo, non discuto.
    E allora cito, semplicemente, un ex-collega ancor più terrone di me (parecchio di più): «Sparat'v c'a mmerd! Accussì si no 'mmurit p'a 'bbotta murit p'a puzz! Quaqquaraqquà! Eppuramente latrin'».
    Per chi avesse necessità di traduzione, chieda al/alla partner. E' molto probabile che il suddetto ex collega gli/le abbia dato almeno qualche ripetizione (bi-partisan: era parecchio versatile).


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permalink | inviato da albatro reloaded il 14/4/2009 alle 21:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

sfoglia     dicembre        giugno

L'ALBATRO Sovente, per diletto, i marinai catturano degli albatri, grandi uccelli marini che seguono, indolenti compagni di viaggio, il bastimento scivolante sopra gli abissi amari. Appena li hanno deposti sulle tavole, questi re dell'azzurro, goffi e vergognosi, miseramente trascinano ai loro fianchi le grandi, candide ali, quasi fossero remi. Com'è intrigato, incapace, questo viaggiatore alato! Lui, poco addietro così bello, com'è brutto e ridicolo. Qualcuno irrita il suo becco con una pipa mentre un altro, zoppicando, mima l'infermo che prima volava. E il Poeta, che è avvezzo alle tempeste e ride dell'arciere, assomiglia in tutto al principe delle nubi: esiliato in terra, fra gli scherni, non può per le sue ali di gigante avanzare di un passo. Charles Baudelaire - I fiori del male


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