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19 gennaio 2010

E noi paghiamo

    «... dovremmo avere il coraggio di dire che le tasse sono una cosa bellissima.
È un modo civilissimo di contribuire insieme al pagamento di beni indispensabili come la sicurezza, come la tutela dell'ambiente [...] »
Tommaso Padoa Schioppa, 7 Ottobre 2007 durante la trasmissione "in mezz'ora"
   
    Sulla seconda parte sono completamente d'accordo (sulla prima, de gustibus).
    Ora, visto che ci toccherà lavorare per 173 giorni del 2010 pro fisco contro i 172 del 2009 o, se preferite (preferite?) 4 ore al giorno per tutto l'anno e visto che i suddetti (e non solo quelli) beni indispensabili lasciano alquanto a desiderare, sono affatto lieto di segnalare un articolo uscito su "L'Espresso" del 13 Gennaio 2010 (è ancora in edicola).   
    "Silvio, quanto ci costi" di Primo Di Nicola.
    Cosi, giusto per condividere un po' di spappolamento di fegato.
    Enjoy...



16 dicembre 2009

E io pure



   

Io sto con Marco Travaglio, dalla parte dei fatti

    Contro Marco Travaglio è in atto un'aggressione violenta. A un cenno del capogruppo Pdl alla Camera, il piduista Fabrizio Cicchitto, che nel compilare la lista nera comprendente il Fatto, Santoro, Repubblica-Espresso, lo ha definito "terrorista mediatico", subito si è scatenata la canea televisiva. Da Porta a Porta, a Canale 5, a Omnibus il pestaggio di Marco si è sviluppato attraverso la falsificazione e la manipolazione di sue dichiarazioni rese dopo il ferimento di Berlusconi a Milano, in totale assenza di contraddittorio o con interventi tardivi quando ormai la scientifica azione diffamatoria era irrimediabile. I diffamatori e i picchiatori a libro paga sappiano che risponderemo colpo su colpo.
     A difesa della persona di Marco Travaglio a cui tutti i giornalisti del Fatto ribadiscono la loro più totale e affettuosa solidarietà. A difesa del suo diritto di fare giornalismo. A difesa dell'informazione e della democrazia di questo Paese, mai come oggi messa in pericolo dall'assalto dei nuovi squadristi.
Antonio Padellaro   



16 dicembre 2009

Condivido e pubblico

Solidarietà con Travaglio, il Fatto Quotidiano e il gruppo Repubblica-Espresso

Aderisci al testo di Paolo Flores d'Arcais in solidarietà con Marco Travaglio, il Fatto Quotidiano e il gruppo Repubblica-Espresso.

Le parole vili e sciagurate dell'on. Cicchitto

di Paolo Flores d'Arcais

    Facendosi vilmente scudo dell’immunità di casta, l’on. Cicchitto ha accusato Marco Travaglio, uno dei rari giornalisti-giornalisti ancora in piedi in questo paese, di essere un “terrorista mediatico”, e uno dei mandanti morali, insieme a “Il Fatto Quotidiano” e l’intero gruppo Repubblica-Espresso, dell’aggressione di uno psicolabile a Berlusconi.
    Con queste ignobili accuse il disonorevole Cicchitto ha fatto compiere alla maggioranza del malgoverno un ulteriore passo nell’imbarbarimento della lotta politica e nella campagna di odio contro la Costituzione repubblicana, le sue istituzioni, i cittadini che la difendono.
    Se ci abbassassimo alla mostruosa illogica del disonorevole Cicchitto, dovremmo accusarlo di “terrorismo parlamentare”. Cosa che non faremo. Il suo è solo piduismo, dispiegato e di regime.
    Siamo certi che chi nella maggioranza ha ancora un residuo di rispetto per i valori della democrazia liberale stigmatizzerà “senza se e senza ma” l’inqualificabile gesto che ha disonorato il parlamento italiano. Il resto è complicità.
(15 dicembre 2009)



9 novembre 2009

Ancora una

Alla fine dello scorso gennaio la Camera ha respinto una mozione (presentata da esponenti del Pd, dell’Idv e dell’Udc) per far dimettere il sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino, accusato da sei pentiti – come aveva scritto “L’espresso” – di fiancheggiare il clan camorrista dei Casalesi.

Nella mozione si ricordavano le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, l’inchiesta della Procura di Napoli, i presunti patti elettorali tra l’esponente di Forza Italia e i boss di Casal di Principe. “A prescindere dall’eventuale responsabilità penale dell’onorevole Cosentino, su cui farà piena luce la magistratura”, recitava la mozione, “è evidente come la sua permanenza nelle funzioni di Sottosegretario di Stato leda gravemente non solo il prestigio del Governo italiano, ma anche e soprattutto la dignità del Paese; ragioni di opportunità e di precauzione dovrebbero indurre il Governo ad evitare che una persona sottoposta ad indagini per così gravi delitti, espressivi di una collusione tra politica e sodalizi criminosi, in attesa di dimostrare la sua piena innocenza, possa continuare ad esercitare le proprie funzioni di Governo, peraltro in un ruolo così delicato, concernente tra l’altro la funzionalità del Cipe”.

La mozione impegnava il Governo ad invitare l’onorevole avvocato Nicola Cosentino a rassegnare le dimissioni da Sottosegretario di Stato per l’economia e le finanze.

La mozione non è passata perché, se la maggioranza di centrodestra ha difeso compatta il sottosegretario, molti esponenti del Partito democratico si sono astenuti, mentre altri hanno preferito uscire dall’aula e non votare.

Tra l’altro, date le molte assenze nelle file del Pdl, se il Pd avesse votato compattamente per la sua mozione questa avrebbe avuto ottime possibilità di passare. In 22 erano assenti, altri sette risultavano in missione. Alcuni dei presenti sono addirittura rientrati subito dopo la bocciatura, e hanno ripreso a votare altre risoluzioni.

Hanno votato contro gli onorevoli: Capano e Sposetti.

Si sono astenuti gli onorevoli: Bachelet, Cuperlo, Parisi, La Forgia, Bernardini, Madia, Mantini, Maran, Boccia, Capodicasa, Concia, Coscioni, Ferrari, Giachetti, Ginefra, Marini, Mecacci, Recchia, Sarubbi, Schirru, Tempestini, Turco Maurizio, Vannucci, Viola, Zamparutti Zunino.

Non hanno partecipato al voto, nonostante in giornata fossero presenti in aula, gli onorevoli: Tenaglia (ministro ombra della giustizia), Calearo, Fioroni, Gasbarra, Lanzilotta, Letta Enrico, Morassut, Bobba, Sereni, Vassallo, Merloni, Boffa, Bonavitacola, Bressa, Bucchino, Carra, Castagnetti, Corsini,Cuomo, D’Antona, De Pasquale, De Torre, Fadda, Ferranti, Fiano, Fiorio, Genovese, Giacomelli, Giovannelli, Gozi, Losacco, Lovelli, Lulli, Marantelli, Margiotta, Mosca, Murer, Narducci, Pedoto, Piccolo, Rosato, Russo, Samperi, Scarpetti, Servodio, Testa, Vaccaro, Vassallo, Vernetti, Vico.

Erano assenti gli onorevoli: Veltroni, Bersani, Colannino, D’Alema, Lusetti, Melandri, Pistelli, Touad, Ventura, Gentiloni, Beltrandi, Calvisi, Cenni, Colombo Furio, Damiano, Gaglione, Luongo, Lusetti, Marroccu, Melis, Motta, Portas, Tullo, Calipari.

(Le inchieste de L’espresso su Cosentino & Co: 1, 2, 3, 4).

[Alessandro Gilioli - Piovono Rane]

    Ancora una, compagni (un caz) parlamentari del PD; una sola.  Così, perchè son generoso e stanco e in tv c'è Marco Paolini e non ho voglia di incazzarmi e perdermelo.  Ma, ancora una e la mia tessera torna indietro.  I quindici euri ve li potete tenere.



19 settembre 2009

E con tanti saluti a Biancaneve

    Sarà che faccio parte della "sinistra per male" che mi viene in mente questo post mentre mi accingo ad andare a "morire ammazzato"?

La maldicenza insiste
batte la lingua sul tamburo
fino a dire che un nano
è una carogna di sicuro
perchè ha il cuore troppo
troppo vicino al buco del culo.
[Fabrizio De Andrè]

    [via Piovono Rane]

    Giusto per la cronaca: qui l'inchiesta de L'Espresso che tanto ha fatto infuriare sua (e di chi altri?) eccellenza, qui, qui e qui (ma anche altrove nella rete, e poi dici che gli da fastidio...) il "fattaccio" de quo.



8 agosto 2009

Irpinia Vs Abruzzo:

    Nel film Sud di Gabriele Salvatores, il terremotato irpino (interpretato da Silvio Orlando) stremato da tredici anni di attesa senza ancora avere visto un soldo di risarcimento dallo Stato, a un certo punto urla qualcosa del tipo (vado a memoria) "Sessantamila miliardi spesi per la ricostruzione! Se ce li davano direttamente erano duecento milioni a persona!".
    Stando alle cronache (ho detto le cronache, non le notizie ufficiali che piacciono al papi e ai suoi accoliti), sembra che non sia cambiato nulla: i palazzinari (cha hai voglia a chiamarli immobiliaristi: io sono old school e per me restano palazzinari) godono, le varie imprese amiche godono, gli sprechi aumentano e le vittime si attaccano.  L'unica differenza è che a quei tempi, almeno un po', se ne scriveva e parlava.  Oggi, a parte le cronache dai soliti noti, i giornali e le tv tacciono e osannano l'operato di governo e protezione civile.  Di quest'ultima, poi, guai a parlare o scrivere male, pena essere tacciati di disfattismo e mancanza di rispetto per i volontari.  Vagli a spiegare che i volontari il rispetto se lo sono guadagnato tutto e se lo meritano e con loro pure i professionisti (che magari andrebbero pagati per quel che han fatto e invece molti di loro come i Vigli del Fuoco ancora non han visto un soldo), ma non c'entrano un cazzo con i burocrati come Bertolaso.
    A proposito di cronache, avendole seguite, cito Jenner Meletti, Giuseppe Caporale, Alessandra Retico, Antonello Caporale de La Repubblica (si, si, la "gazzetta delle sinistre": ma andeteveneaff...).



13 aprile 2009

Passate parola



    Per chi, laicamente, volesse valutare, la puntata di Annozero in questione è visibile qui o qui .
    L'articolo di Gianluca Di Feo, citato da Marco Travaglio a proposito di San Giuliano di Puglia è qui .


sfoglia     dicembre        giugno

L'ALBATRO Sovente, per diletto, i marinai catturano degli albatri, grandi uccelli marini che seguono, indolenti compagni di viaggio, il bastimento scivolante sopra gli abissi amari. Appena li hanno deposti sulle tavole, questi re dell'azzurro, goffi e vergognosi, miseramente trascinano ai loro fianchi le grandi, candide ali, quasi fossero remi. Com'è intrigato, incapace, questo viaggiatore alato! Lui, poco addietro così bello, com'è brutto e ridicolo. Qualcuno irrita il suo becco con una pipa mentre un altro, zoppicando, mima l'infermo che prima volava. E il Poeta, che è avvezzo alle tempeste e ride dell'arciere, assomiglia in tutto al principe delle nubi: esiliato in terra, fra gli scherni, non può per le sue ali di gigante avanzare di un passo. Charles Baudelaire - I fiori del male


il mattinale

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