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19 gennaio 2010

Punto su punto

    «Mandiamoli a casa loro»
I luoghi comuni e i pregiudizi. Il prontuario di risposta immediata è a vostra disposizione nella versione 1.0. Raccoglieremo altre idee (e altre informazioni), seguiremo le vostre indicazioni e lo manderemo a tutti i circoli del Pd. Partecipate anche voi, per noi è importante.

    Oserei dire: da interiorizzare!



16 gennaio 2010

United colors of strikers


    Ancora non so dove ma so quando e tanto mi basta per esserci.



9 gennaio 2010

30 o 70?

    Ancora una volta mi chiedo se questi ci sono o ci fanno e ancora una volta ammetto che l'eventuale differenza sarebbe solo accademica.  Altrove magari no.  In Italia fa uguale.
    Stavolta mi riferisco al tetto del 30% per gli stranieri in classe di cui ha parlato Gelmini (il ministro Gelmini... ancora non ci credo ma dice che è proprio ministro).
    Peccato che, almeno nelle città, i figli li si manda in una  scuola piuttosto che in un'altra soprattutto in base a motivazioni logistiche: se abito in questo quartiere manderò i miei figli a frequentare la scuola tendenzialmente più comoda e quindi vicina.  Nei piccoli centri il problema dell'eventuale scelta manco esiste visto che di scuola, se va bene ce n'è una sola.  E peccato che nelle nostre città esistono quartieri ad altissima densità di stranieri (i ghetti esistono eccome) e altri in cui manco se di passaggio gli facciamo mettere piede.
    Avrei gradito che qualcuno dell'opposizione (magari però mi è sfuggito), muovendo le sue critiche al ministro, glielo avesse fatto notare e le avesse chiesto se intende far fare un mucchio di strada in più agli studenti stranieri che dovessero restare fuori dal fatidico tetto del 30% o se intende farla fare a quelli italiani eccedenti il restante 70 (perchè se c'è un 30% ci deve essere pure un restante 70%).
    Visto l'atteggiamento fin qui tenuto dall'attuale maggioranza direi che è più che lecito pensare che propenderebbero per la prima ipotesi nel qual caso, ancora una volta, si prende una decisione che sulla carta sembra cosa buona e giusta e nella preatica serve solo a rendere la vita ancor più impossibile agli immigrati.  Che poi si incazzano perchè le corde, a tirare troppo, finisce che si spezzano.  E abbiamo pure la bella faccia di dire che passano dalla parte del torto. Dove noi italiani li mettiano a forza.



8 gennaio 2010

Grazie, signori

    Stavo giusto chiedendomi se lo sfogo dei più disperati tra i disperati non fosse il preludio di ciò a cui stiamo andando incontro.  Mi son risposto sconsolato che a noi Italiani va sempre tutto bene così come è: si sa che siamo i maestri indiscussi del tirare a campare; panem et circenses e via, verso nuovi orizzonti della smemoratezza e dell'oblio.
    Loro, che invece hanno tutto da perdere (si, è pochissimo e perciò ancora più prezioso!), che invece sanno in partenza di essere soli, che sanno di essere sconfitti in partenza, che sono abituati a tenere la testa bassa e ad essere invisibili, si incazzano e lo fanno sul serio.
    Maroni dice che è per troppa tolleranza: si, come no (vedasi post precedente sull'arrampicarsi sugli specchi, non prima di avere guardato come si chiama l'attuale legge che regola l'immigrazione e successivi "pacchetti").
    Poi, Roberto Saviano, iluminante come al solito.



26 agosto 2009

Un pugno nello stomaco

    Abbiamo abbassato il tiro.
    Questi sono (tra gli altri), gli effetti di una legge criminale e assassina.
    Scritta e voluta da un governo che difende la vita che ancora non è, che non potrà mai essere o che non potrà mai più essere, che inasprisce le pene (da chi, come, quando e se potranno mai essere applicate e comminate è tutt'altra storia) per chi maltratta gli "animali senzienti" e che, evidentemente considera animali non senzienti buona parte dell'umanità che è già nata e chiede aiuto e ha tutto il diritto di farlo.  Una legge criminale, assassina e meschina scritta da un governo che si definisce amico di un dittatore con "la divisa da imperatore dei metronotte" (cit) e al quale chiede aiuto per applicarla.  Una legge ancora più schifosa e fallace di quella che l'ha preceduta e alla quale pretende di dare operatività nell'ipocrita convinzione che gli uffici di colocamento che non funzionano in Patria possano funzionare presso le ambasciate di mezzo mondo.  Una legge pure copiata da quelle di quegli altri campioni di umanità dei maltesi a cui riusciamo pure a scaricar la colpa di avere respinto dalle loro acque territoriali i migranti: i "respingimenti" se li sono inventati loro.  E tutto in barba alle convenzioni internazionali.
    Questo reportage mi ha fatto male ma sono convinto che molti ne avran goduto; facessero attenzione ad esser classificati come animali senzienti.  Buona lettura.



16 maggio 2009

Un pugno in faccia

Le mani che pregano e quelle che respingono

QUEI guanti di lattice, che servono a non toccare l' orrore, sono come il nostro pensiero, come i nostri ragionamenti sull' immigrazione-sì e l' immigrazione-no, le quote, i conteggi, i controlli, le leggi. LE GUARDIE di finanza usano guanti di gomma e noi usiamo guanti mentali. Proprio come loro li indossiamo per non entrare in contatto con il male fisico, con la sofferenza dei corpi. Ma bastano una, due, tre foto come queste per farci scoprire la fisicità. Le guardiamo infatti senza più la mediazione della logica, ne percepiamo l' efferatezza e la bruttura. E saltano i ragionamenti, non c' è più bibliografia, spariscono i distinguo del "però questo è un problema complesso". Ecco dunque la banalissima verità che sta dietro ai nostri dibattiti, al nostro accapigliarci sull' identità e sulle frontiere: stiamo buttando fuori a calci in faccia dei poveretti che ci pregano in ginocchio stringendo le mani delle nostre guardie di finanza, mani schifate e dunque inguantate. E ci cade a terra anche la penna perché l' occhio è molto più veloce e diretto dell' intelligenza con la quale siamo abituatia mentalizzare il mondo. Ci cade la penna perché capire e spiegare è già tradire l' orrore, significa infatti infilarsi il guanto dell' orientamento politico, dei libri che abbiamo letto, della nostra battaglia contro la xenofobia, significa parlare dell' esplosione demografica e del deflusso inarrestabile dell' umanità dai paesi dell' infelicità a quelli dell' abbondanza...E invece qui non si tratta né di cultura né di generosità, qui il pensiero si mostra per quel che è: un guanto di lattice, appunto. Qui ci sono da un lato i corpi tozzi, grassi e forti della Legge, la nostra legge,e dall' altro latoi corpi umiliatie maltrattati dei disperati che non vogliamo in casa nostra e che respingiamo. E nella loro sofferenza c' è un surplus di mistero che non si esprime necessariamente nella magrezza e nelle cicatrici perché - guardateli bene - quei corpi avviliti sono ben più vigorosi dei corpi sformati degli aguzzini che ci rappresentano, degli italiani "brava gente" con il manganello. Sembrano addirittura più sani, certamente sono più vivi. Dunque ancora una volta è l' occhio l' organo vincente. Ancora una volta scopriamo che la mente ci abitua a non vedere le cose. E' infatti facile dire che in casa nostra devono entrare solo quelli che hanno un permesso di lavoro e che ci vuole un legge per facilitare le espulsioni dei clandestini. Grazie alle foto dei reporter di Paris Match ora sappiamo che tutto questo significa una scarponata sulle dita di una mano aggrappata alla murate di un' imbarcazione , o un pugno sui denti o... A Porta a Porta o a Ballarò si può trovare una motivazione per tutto, si può spiegare ogni cosa. Ma davantia queste foto ragionare diventa un crampo. Guardate che cosa è la fisicità della politica della dolce e bella Italia: respingere a calci, prendere di peso gli infelici e buttarli fuori dalla ' Bovienzo' che fa servizio da Lampedusa a Tripoli, portarli davanti alle coste libiche e far credere loro che è ancora Italia, trascinarli a terra nudi. E non sono foto di scena, immagini di un film, non sono finzioni. E' davvero questa la nostra politica, con un rapporto stretto tra quello che qui stiamo vedendo e quello che qui non si vede. La nave Bovienzo infattiè come le nostre strade di notte dove piccole creature nere si vendono ai camionisti. La Bovienzo è la violenza sulle donne, anche quella che ci viene restituita in forma di stupro. La Bovienzo sono i soprusi e il disprezzo per i miserabili. La Bovienzo sono le ronde razziste e i barboni bruciati. La Bovienzo è l' Italia dei mille divieti e dei mille egoismi. La Bovienzo è l' Italia generosa che è diventata feroce per paura. La Bovienzo è l' Italia che guardando queste foto si riconosce irriconoscibile: ma davvero siamo noi? - FRANCESCO MERLO


Foto di Enrico Dagnino tratte da Paris Match.



24 aprile 2009

Ricevo e pubblico

Gentili telespettatori,

Vi comunichiamo che Report andra' in onda domenica 26 aprile alle 21.30 su RAI TRE.

La puntata si intitola ''LA CURA'' di  Alberto Nerazzini.

Segue  Sinossi:

Il governo ha deciso di ridurre il finanziamento dello Stato alle Regioni per il Servizio sanitario nazionale. L'ultima manovra finanziaria prevede tagli per 5 miliardi di euro in due anni e questo, secondo i Governatori, rischia di far saltare anche i livelli essenziali di assistenza. Tutto cio' avviene mentre Governo e  Regioni sono impegnati nella discussione del nuovo ''Patto per la Salute''. Ma e' chiaro quale sanita' avremo nei prossimi anni? I servizi assicurati ai cittadini sono destinati a ridursi? Saranno reinseriti i ticket? Quali sono i tagli che il governo ha deciso? E soprattutto: i tagli sono stati fatti dopo un'azione seria di verifica degli sprechi? Nel frattempo, il nostro sistema sanitario e' malconcio e si barcamena tra regioni cosiddette virtuose e regioni sprecone, quelle che piu' semplicemente non ce la fanno e allora sono commissariate oppure sottoposte ai Piani di rientro. Alberto Nerazzini ha girato l'Italia, dalla Calabria, dove e' addirittura difficile quantificare il deficit, alla Lombardia, la prima ad aprire la competizione tra sanita' pubblica e privata, e ha visitato alcune delle realta' che dovrebbero rappresentare il fiore all'occhiello del Servizio sanitario nazionale: gli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, gli Irccs, finanziati dal ministero perche' affiancano la ricerca alla cura dei pazienti. Alla fine del viaggio, la fotografia della nostra Sanita' e' quella di un sistema disomogeneo, pieno di inefficienze e di sprechi.

Per la rubrica L'emendamento andra' in onda  ''LA DENUNCIA'' di Luca Chianca.

Al senato a febbraio e' stato votato il disegno di legge in materia di sicurezza pubblica. Passa un emendamento della Lega Nord che lascerebbe liberta' ai medici di segnalare all'autorita' giudiziaria i pazienti non in regola col permesso di soggiorno, ma siamo sicuri che le cose stanno proprio cosi'? Ad oggi il nuovo testo non e' in vigore perche' deve passare ancora alla Camera.

La GOODNEWS di oggi s'intitola ''LO DICE ANCHE LA NONNA'' di Giuliano Marrucci.

Il 2 dicembre 2008 e' stato inaugurato in Germania il supermercato piu' ecologico del pianeta. Siamo a Muelheim an der Ruhr, sede del gruppo Tengelmann. Parte da qui la rivoluzione verde della grande distribuzione, con un supermercato dotato di 1140 metri quadri di pannelli solari, un efficiente sistema di illuminazione basato su regolatori dinamici e LED, un sistema di refrigerazione a impatto zero basato sull'utilizzo della CO2. E poi ancora una strategia di riduzione del packaging e l'utilizzo di trasporti a basso impatto ambientale.

Vi informiamo inoltre che sono previste le repliche di questa puntata su Raisat Extra canale 121 piattaforma Sky nei seguenti giorni:


Lunedi'     27/04 alle 10.00 e alle 21.00

Giovedi'    30/04 alle 16.45

Venerdi'    01/04 alle 24.00

Vi ricordiamo che sul nostro sito www.report.rai.it potete trovare la trascrizione integrale dei testi ed i video delle nostre inchieste.

Buona Visione! La Redazione.




22 aprile 2009

7 km

    Fermo al semaforo. Poco prima ho sorpassato un uomo a piedi. Sento bussare al finestrino. Lo guardo. Capisco che vorrebbe un passaggio. Mi fido. Gli apro.
    7 km a piedi. Ora non più. Biglietteria chiusa, mi spiega. E se non ha il biglietto del treno, va a piedi. Per 7 km lungo una statale stretta e trafficatissima. Ha un quaderno: mi spiega che viene da scuola.
    In macchina si fa presto. Ci salutiamo e a momenti vorrebbe darli a me i soldi del biglietto.
    Merci, merci.
    Rien...
    Insha'Allah, signor Abdul.


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permalink | inviato da albatro reloaded il 22/4/2009 alle 23:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

sfoglia     dicembre        giugno

L'ALBATRO Sovente, per diletto, i marinai catturano degli albatri, grandi uccelli marini che seguono, indolenti compagni di viaggio, il bastimento scivolante sopra gli abissi amari. Appena li hanno deposti sulle tavole, questi re dell'azzurro, goffi e vergognosi, miseramente trascinano ai loro fianchi le grandi, candide ali, quasi fossero remi. Com'è intrigato, incapace, questo viaggiatore alato! Lui, poco addietro così bello, com'è brutto e ridicolo. Qualcuno irrita il suo becco con una pipa mentre un altro, zoppicando, mima l'infermo che prima volava. E il Poeta, che è avvezzo alle tempeste e ride dell'arciere, assomiglia in tutto al principe delle nubi: esiliato in terra, fra gli scherni, non può per le sue ali di gigante avanzare di un passo. Charles Baudelaire - I fiori del male


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