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20 gennaio 2010

"...un problema tra la politica e la sanità..."

    Già, e il Pd, quel Pd che abbiam provato a cambiare non fa' eccezione.
    Se le cose stanno come si legge nell'articolo di Mario Gerevini sul Corrire della sera di oggi (qui la risosta di Marino), odio doverlo dire ma non vedo come ci possa essere possibilità di cambiamento.  So che, dal canto mio, dovrei solo tacere: ho mollato qualche tempo fa' e per la seconda volta.
    Non posso fare altro che  ammirare i tanti come Giuseppe Civati e lo stesso Ignazio Marino che ancora e ancora e ancora vedono nel Pd la possibilità di diventare qualcosa di diverso dal carrozzone che continua (ancora e ancora e ancora) ad essere.
    D'altronde sia le primarie degli iscritti che quelle aperte a tutti hanno decretato che Bersani doveva essere il segretario.  E Bersani non è solo Bersani ma tutta una serie di persone (molte delle quali anche validissime) con una precisa identità culturale e politica che conosce solo quel modo di fare politica.  Neanche io, credo ai complotti; semmai, credo che ci sia molto di peggio del complotto: c'è un mucchio di gente (ovunque, mica solo nel Pd) più realista del re, quelli che "pagherebbero per vendersi" (cit) e quelli che venderebbero le ceneri della madre per compiacere.
    Al di la del bene e del male, resta il fatto che la politica e la sanità manco dovrebbero vedersi col binocolo: se proprio devo correre il rischio, tendenzialmente mi fido di più di chi ha pronunciato il giuramento di Ippocrate dopo (si spera) regolare corso di laurea piuttosto che di chi, se va bene, ha giurato su una Costituzione che probabilmente manco ha mai letto.



25 ottobre 2009

Dell'inculenza



19 ottobre 2009

Votaignazio votaignazio votaignazio votaignazio


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. pd primarie ignazio marino fromana68

permalink | inviato da albatro reloaded il 19/10/2009 alle 20:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


18 ottobre 2009

Eccoli, infine



16 ottobre 2009

Che tempismo!

    Ho ricevuto il seguente sms in qualità di iscritto al PD
Oggi dalle ore 15 in diretta su Youdem il confronto tv tra i tre candidadi alla segreteria del PD. www.youdem.tv e canale 813 Sky. La replica stasera alle ore 21
    alle 18:05:05 di oggi. Pure mia moglie: alle 17:57:08
    Famo a capisse: o partiamo dal presupposto che gli iscritti già lo sapessero e allora risparmiamo i soldi degli sms che qualcosina ci costeranno oppure, se davvero vogliamo che il maggior numero di iscritti assista, quegli sms li si manda per tempo.
    E, magari, se davvero vogliamo che il maggior numero di iscritti (e anche non iscritti) assista, certe cose le si potrebbe organizzare di Sabato o di Domenica, quando chi ancora non ha perso il lavoro potrebbe molto più comodamente essere in condizioni di assistere e partecipare.  E infatti prima di allora non riuscirò a guardarlo.  Comunque, meglio tardi che mai.
    Nel frattempo, rifletterei su quanto ha scritto, tra l'altro, Gilioli:
"Marino è chiaramente il leader politico di un altro Paese, assai più moderno del nostro: un Paese dove si parla di Web e di banda larga, di merito e di coerenza, di principi e non di convenienza. Non credo che l’Italia sia pronta per lui, e non è che lo dico con il sorriso sulle labbra."



18 settembre 2009

In da party 2

    Andammo e votammo.



17 settembre 2009

In da party

    Alla fine, la convocazione ufficiale era poi arrivata e, diligentemente, c'ero.
    Oggi l'assemblea e domani si vota (e voteremo!).  Si era in parecchi, il presidente si è pure lasciato scappare che erano anni che non vedeva la sala così piena.  Minuto di silenzio per i caduti di Kabul, qualcuno parla all'orecchio del vicino....
    Non conosco nessuno, età media altina, credo di essere uno dei più giovani (sic). Sembran tutte brave persone, facce pulite, qualcuno sembra stanco (pure io, sveglia alle 5, anche domattina, e sono le 21:30).  Niente gnocca, mica siamo di Forza Italia.
    Un momento, una la conosco: è Sonia Masini, presidente in carica della Provincia di Reggio Emilia (ma non le volevamo abolire?).  E che minchia ci fa, Sonia Masini, presidente in carica eccetera alla "assemblea degli iscritti" del circolo Reggio 5?  Mi rispondo che si vede che è iscritta a quella sezione.
    Si passa alla presentazione delle mozioni: tale Vecchi per D'Alema per Bersani, Masini (non Marco, Sonia) per Veltroni per Franceschini, tale Nardi per Marino per Marino.
    Lo so che, fin qui, sto a Ignazio Marino come Fede sta a Berlusconi (solo che Marino non mi paga e manco mi conosce e manco sa che esisto) e mi sarei posto pure il problema dell'obbiettività.  Però, primo questo non è (e non vuole ne' può) essere il verbale dell'assemblea (redatto diligentemente da una signora che è l'archetipo della stenografa!), secondo qui ci vanno le mie opinioni, i miei sentimenti e le mie impressioni e terzo, essendo io qui il signore e padrone, scrivo quel cazzo che mi pare.
    Il primo dei tre faccio fatica a seguirlo.  Mi ci sono applicato, giuro.  Ho pure preso appunti.  E' solo che, quando uno parla (o scrive), dal tono di voce, dalla cadenza, dagli accenti, ti puo emozionare o anche no. Ecco, lui era "anche no".  Tranquillo, compagno (ma si può usare ancora?) Vecchi, ce l'hai messa tutta, ne sono sicuro.  E pure chi ti ha mandato ce l'ha messa tutta nello scegliere proprio te e non un altro.  E questo spiega molte cose: soprattutto molte elezioni perse; ma con intelligenza!  E, senza alcuna passione, ma intelligentemente, parla, nei venti minuti a disposizione, molto a volo d'angelo di: no al nuovismo, radici, autocritica, ascensore sociale (e mi sa che lui l'ha preso...), lavoro (lo cita ma non si sa in che termini, comunque lascia intendere che, nella mozione D'Alema Bersani, se ne parla diffusamente), patto fiscale, ambiente, energie rinnovabili, riforme, riforme interne al partito (soprattutto le primarie che, si capisce, gli stan sul cazzo a Bersani a D'Alema), alleanze sulla base dei programmi, territorio e radicamento.
    Il microfono passa a Masini (sempre Sonia, non Marco).  Mai vista dal vivo prima d'ora e dormivo ugualmente.  Comunque, questa ci sa fare con le parole.  Masini (non Marco, Sonia) ci mette passione, e si vede.  Più o meno come il mio frigorifero quando gli apro la porta e lo saccheggio.  Dalle prime parole ho la netta sensazione che ci metta il cuore (più o meno come me di fronte al frigo; questa è cattiveria pura da parte mia, ma, che volete, mi scappava proprio) e il concetto che mi trasmette (o, almeno, quello che mi arriva) è una specie di "siamo il meglio, siamo fondamentali e siamo degni".  Poi, nell'ordine, parla di: Europa, crisi, valori e ideali, no alla frammentazione con riferimento a "quelli che stanno alla nostra sinistra" (e mi prometto di chiederle se, per esempio, siamo disposti a rinunciare, che so io, ad una Binetti per provare a "deframmentare"), primarie USA (e mi prometto di chiederle se, il suo rappresentato Veltroni Franceschini sa che, da quelle parti, i candidati alle primarie per abitudine consolidata, accettano di confrontarsi pubblicamente con gli altri aspiranti), "imbarbarimento della società" e prospettive per il futuro, no alla socialdemocrazia ché in Europa sta fallendo, no a Bassolino (lo cita per fare un esempio), unità (non nel senso del giornale) e nomina a corollario i "compagni e amici". Le avanza qualche minuto che userà in seguito per dire qualcosa sul candidato regionale della mozione Veltroni Franceschini, Mariangela Bastico (chiiii?!).    
    Tocca ora a Nardi per Marino per Marino.  Subito si incazza perchè, spiega, non capisce la ragione del fatto che gli altri due candidati abbiano schierato dei "pezzi grossi" nella assemblea di circolo (al quale non appartengono) e li critica sul punto visto che parlano della "centralità dei circoli e di radicamento" e gli rinfaccia pure il fatto che rifiutino un confronto pubblico a tre (ok, una domanda in meno a Sonia Masini).  Quindi mi ero sbagliato a proposito di dove fosse iscritta Sonia Masini e, stando alle parole di Nardi, manco Vecchi fa parte del nostro circolo.  Quindi, mi dico, il gioco è sporco.  Forse D'Alema Bersani e Veltroni Franceschini hanno paura?  Nardi per Marino per Marino va un po' meno a volo d'angelo e di passione ce ne mette un bel po'.  Credo sarebbe stato avvincente anche se non fosse il rappresentante della mozione per cui voterò.  Sottolinea quanto tempo e occasioni si siano perse nel non avere voluto organizzare delle ssemblee di circolo in preparazione della assemblea di oggi.  Passa alla lettura della "lettera di Ignazio agli iscritti del Pd" e l'impressione e che ci si risconosca in pieno. Cita Moretti con "i dirigenti con cui on vinceremo mai".  Ribatte sul fatto che gli altri due si sottraggono al confronto pubblico.  Passa in rassegna i punti chiave della mozione: senso civico (e sua mancanza), federalismo e radicamento del partito, coerenza su tutta linea, alleanze sui programmi, partito laico (quasi lo urla), partecipazione, relazioni pericolose tra credito e politica (che si riferisse alla scalata Unipol/Bnl?...), ricerca, qualificazione, contratti di lavoro, ammortizzatori sociali, flessibilità con salario minimo garantito, futuro e scuola, Europa in Italia, e-politica e e-amministrazione (tra me, blasfemo penso: e-sticazzi), regole per l'immigrazione, integrazione, green economy, no al nucleare, energie rinnovabili, trasporto su rotaia, sanità, merito, testamento biologico (e laicità!) casa, scuola (di nuovo).
    Tutti e tre, ognuno nel suo turno, ribadiscono fortemente che, chiunque vinca, sarà anche il suo segretario.  Masini cita "Hillary" (Clinton, ndr) con Obama che dopo essersele date sono una squadra.  Vecchi, sul punto è categorico: "anche nel caso vincesse Marino, perfino"; testuale, giuro.
    Mentre prendo appunti,  scopro che la colonna Nardi/Marino e tre volte più lunga delle altre due...
    La parola passa ai partecipanti e comincia un uomo che parla per sua moglie. Lei è Donatella Chiossi, è malata di sla in stadio avanzato ma è presente. Senza i macchinari che le permettono di comunicare, è lui che legge quello che lei ha pensato e dettato.  Appoggia Marino, parla, tra l'altro, di testamento biologico.  Qualcuno si commuove. Spero che pubblichi il suo intervento sul suo blog.  Qualcuno si commuove e qualcuno no: infatti c'è uno che chiede che gli interventi vengano rigorosamente differenziati (dice proprio così) e c'è chi non capisce e chi non vuole crederci.  Lui si spiega meglio e dice che vorrebbe che gli intervent fossero uno per ogni mozione in ordine (sic).  Viene gentilmente perculeggiato dagli astanti (e dal presidente) che gli fanno notare l'impossibilità (anche statistica) della cosa e torna a sedere visibilmete piccato.
    Si prosegue con altri interventi e qui l'ars oratoria diventa qualcosa di tangibile.  Non scherzo, sanno cosa dicono, ci credono e si fan capire.  Qualcuno comincia a cedere al sonno.  Il presidente propone di andare avanti fino alla mezzanotte.  Alle undici e venti ho mollato (sveglia alle cinque, signori).
    Ho l'impressione che la presenza (straordinaria) di tante persone (il 99,9% tesserati), dipenda proprio da Marino. E da Franceschini che qualche merito dimostra d'averlo.  E allora perchè diavolo tutto puzza di quell'altro?



6 agosto 2009

Condivido e pubblico

    Da Micromega:

Pd: istruzioni dettagliate per estromettere i dirigenti con cui “non vinceremo mai”

di Paolo Flores d'Arcais

Cari amici e compagni, ma soprattutto concittadini, vi chiedo solo alcuni minuti di attenzione. Con questi dirigenti (del Partito democratico) non vinceremo mai. Se non vogliamo tenerci Berlusconi a vita, dunque, questi dirigenti dobbiamo estrometterli tutti. Il meccanismo del congresso e delle primarie lo consente. Oltre ai due candidati di nomenklatura ve ne è un terzo, Ignazio Marino, che viene dalla società civile.
Il regolamento congressuale prevede che ogni candidato possa essere sostenuto da più liste. Propongo di dare vita ad una lista dal nome provvisorio “girotondi per Marino”, per indicare un sostegno che viene da quanti hanno rifiutato con le lotte ogni ipotesi di inciucio, perché giudicano quello di Berlusconi un regime putiniano che sta riducendo l’Italia in macerie (morali, istituzionali, sociali, culturali, economiche…).
Per questa lista propongo undici semplici ma irrinunciabili impegni programmatici, che potrete leggere qui sotto. Un programma esaustivo imporrebbe molti altri temi, ma di programmi chilometrici e puntualmente disattesi ne abbiamo visti fin troppi.
Il meccanismo per presentare una lista impone che si trovino mille candidati per l’Assemblea nazionale (che verrà eletta dalle primarie), divisi nei diversi collegi elettorali. Tali collegi corrispondono in genere alle province, tranne alcune province dove in proporzione alla popolazione vi saranno più collegi. Queste liste di collegio dovranno essere controfirmate da cinquanta iscritti al Pd dello stesso collegio. Grosso modo si dovranno trovare circa 7/8 mila firme. Il tutto entro settembre.
Tutto ciò è difficile ma non è impossibile.
Per questo chiedo a coloro che condividono gli undici punti e sono iscritti al Pd di mandare all’indirizzo girotondipermarino@gmail.com nome, cognome, provincia e città di residenza, circolo del Pd a cui si è iscritti, disponibilità a firmare ma anche ad essere candidati, e altri elementi della propria biografia di impegno politico che ritengano utile comunicare.
A loro, e a coloro che non sono iscritti al Pd, chiedo di far circolare il più possibile questo appello (pubblicato anche su facebook) attraverso tutti i canali di cui dispongono: indirizzari mail e sms, siti web, gruppi di facebook, ecc.
Coinvolgere ottomila persone, senza uno straccio di apparato organizzativo, per pura passione civile, senza prospettive di cariche e prebende, sembra una follia. Ma sono milioni i concittadini democratici che vorrebbero un nuovo partito senza i dirigenti con i quali “non vinceremo mai”. Nell’ultimo anno l’esodo dei voti dal Pd ad altre liste o al non-voto è stato esattamente di quattro milioni. Questa follia è dunque possibile. Possiamo estrometterli dal Pd e fare di questo partito uno strumento per cacciare Berlusconi. Se ciascuno di voi si impegna davvero ci riusciremo. E allora il Palavobis, piazza san Giovanni, piazza Navona, e tante altre manifestazioni, non saranno state inutili. Aspetto con fiducia le vostre mail.

UNDICI PUNTI

1 - Misure anti-Casta: abolizione delle province, una sola Camera legislativa di cento deputati, un Senato di “difensori civici” formato dai sindaci delle prime 50 città e da quelli di altre 50 a sorte e rotazione fra tutti i comuni con più di 5 mila abitanti. Riduzione del numero dei consiglieri nelle assemblee regionali e comunali, e nessuna retribuzione (neanche sotto forma di rimborsi spese). Limitazione o abrogazione delle varie assemblee di circoscrizione o municipio. Proibizione di consulenze, le istituzioni si servono dei loro funzionari. Tetto al numero di impiegati comunali, e soprattutto di dirigenti e manager, in rapporto al numero di abitanti (oggi in Sicilia 5 o 6 volte di più rispetto a comuni “virtuosi” del nord). Abolizione di benefit per gli ex (oggi un ex presidente del consiglio di un’era fa ha ancora diritto all’autista). Legge elettorale con primarie incorporate al primo turno e dunque vincolanti.

2 - Opposizione intransigente e sistematica, senza alcuna tentazione di inciucio anche soft. Utilizzazione di tutti gli strumenti legali, parlamentari e nella società civile (dal filibustering parlamentare alle manifestazioni di piazza, alle campagne telematiche di denuncia, alla creazione di una televisione d’opposizione sul digitale…), per liberare l’Italia dal regime putiniano di Berlusconi, che sta riducendo il paese a un cumulo di macerie sotto il profilo morale, costituzionale, sociale, culturale, economico.

3 - Per il Partito democratico, proposta di tenere primarie di coalizione per la scelta dei candidati già alle prossime regionali (con ciò si apre già all’unità con i potenziali alleati, tra i quali NON può essere l’Udc di Casini e Cuffaro). Impegno generale: sì sì, no no (Mt. 5,37) e mai più “tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare”. Valutare su questo criterio le persone che aspirano a fare politica. Assoluta coerenza rispetto ai valori della Costituzione. Ovviamente nessun candidato che abbia avuto anche solo un rinvio in giudizio (tranne casi clamorosi di persecuzione politica, e per tali eccezioni assumersi la responsabilità con una campagna di denuncia).

4 - La legge eguale per tutti in garantismo e/o in severità. Di conseguenza: abrogazione di tutte le leggi ad personam, abrogazione della prescrizione una volta che ci sia il rinvio a giudizio, riduzione di un grado di giudizio (appello solo in casi “americani”, unificato con Cassazione), reintroduzione per la falsa testimonianza della severità di alcuni anni fa, aggiunta dei reati (da considerare gravi) di oltraggio alla corte e ostruzione di giustizia (manovre dilatorie, ecc.), raddoppio (o almeno incremento del 50%) delle risorse per la giustizia.

5 - Sicurezza per il cittadino comune, abolizione dei tre anni di indulto e della reiterabilità della condizionale, e delle pene ridicole per una serie di reati di violenza, a partire dal teppismo serale di gruppo. Introduzione del reato di riduzione in schiavitù, con ergastolo, per la tratta di prostitute dall’estero con inganno, minacce, violenza, e per il lavoro nei campi (raccolta pomodori, ecc.) in condizioni di ricatto e minacce. Tipologie e pene per i reati economici alla Madoff, a partire dal falso in bilancio. Speciale omicidio colposo per gli omicidi bianchi, con pene di carcere severe per tutta la filiera dei responsabili. Azione contro il lavoro nero e clandestino che colpisca il datore di lavoro al punto da dissuaderlo (unica via per diminuire il flusso di clandestini: è in questa chiave che va presentata, per disinnescare il leghismo).

6 - Azione sistematica contro l’evasione fiscale, presentata come un vero e proprio furto “ai vostri danni”. Patto esplicito di utilizzare metà dell’evasione recuperata per ridurre le tasse per i redditi fino a 40 mila euro annui. Semplificazione delle procedure per la denuncia dei redditi del lavoro non dipendente. Riduzione del 25% delle tasse per il reddito da commercio e piccolissima impresa (rispetto allo stesso reddito da lavoro dipendente o di libero professionista), ma misure semplici e rigorose, e duramente sanzionate, insomma draconiane, per l’evasione. Proibizione di conti e società nei paradisi fiscali. Salvaguardia dei piccoli negozi tradizionali e proibizione di nuovi supermercati (se non fuori dei “raccordi” che delimitano le città). Mercati rionali solo per produttori diretti e biologici (saltando le mediazioni).

7 - Energie rinnovabili e smaltimento rifiuti, applicazione in Italia di esperienze già fatte all’estero (e che alcune ditte italiane propongono senza successo, perché farebbero risparmiare, cioè ridurrebbero costi e relative tangenti per comuni, province, regioni: posso fornire alcuni contatti).

8 - Informazione: principio generale, concorrenza pluralista massima nel settore privato (vero capitalismo e vero mercato!). Servizio pubblico su modello BBC e Bankitalia, sottratto effettivamente alla politica (ma prima va fondato, su basi di imparzialità, abrogando la Rai e sostituendola con un ente completamente nuovo). Riduzione radicale degli spazi pubblicitari, al minimo consentito dalla normativa europea, in modo che molte risorse si trasferiscano al cartaceo. Abrogazione di qualsiasi sostegno pubblico alle pubblicazioni private e politiche, ma incentivazione agli abbonamenti attraverso la quasi-gratuità e la puntualità del recapito.

9 - Contro il lavoro precario, abolizione del lavoro in affitto e delle forme di intermediazione speculativa (oggi un infermiere pagato 10 riceve poco più che 5, il resto va alla sua “agenzia” che lo ha affittato, e così in tutti i subappalti). Realizzazione di una agenzia per trovare e offrire lavoro, pubblica e competitiva rispetto a qualsiasi intermediazione privata.

10 - Diritti civili a partire dal principio che nessun gruppo può imporre la propria morale, e che l’individuo decide in totale autodeterminazione per tutto ciò che lo riguarda, con l’unico limite che non leda analoga autodeterminazione altrui.

11 - Laicità, applicazione della Costituzione per le scuole private (senza oneri per lo Stato, oneri di qualsiasi genere). Abrogazione dell’ora di religione. Introduzione del darwinismo fin dalla più tenera età (vedi articolo di Pievani su MicroMega che riporta esperienze pedagogiche internazionali sull’argomento). Abrogazione della presenza di autorità religiose alle cerimonie pubbliche, e di simboli religiosi in qualsiasi luogo pubblico.

Email: girotondipermarino@gmail.com
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(30 luglio 2009)



17 luglio 2009

Preparazione e attitudine condominiali

    Da La Repubblica del 14 u.s., pag.13, intervsita di Giovanna Casadio a Franco Marini:
«Siamo l'unico partito al mondo a scegliere il segretario con le primarie. Le primarie vanno benissimo per i sindaci, per i presidenti della Provincia, ma eleggere così un segretario è come dire che l' amministratore di un condominio viene deciso da chi abita nel palazzo accanto»
    Dunque, senatore Marini, ci sta dicendo che nessun altro partito al mondo usa lo strumento delle primarie per decidere chi dovrà guidarlo? Sicuro, sicuro, sicuro?
    E ancora, senatore Marini, ci sta dicendo che il segretario del PD, con le primarie, lo scelgono quelli del PDL? No, perchè il paragone, qualora non sia un errore di trascrizione (ma, ad oggi, non risultano Sue smentite) o è infelice (capita, anche ai migliori) e allora una rettifica sarebbe gradita e utile, oppure è calzante e allora sarebbe utile averne conferme e prove per cercare (e trovare!) una soluzione.  Sa, Senatore Marini, se quelli del condominio a fianco si interessano a tal punto del condominio dove abito io, mi preoccupo.  Sappiamo tutti del rischio di inquinamento; però, come si dice, dai nemici mi guardi Dio che agli amici....  E allora mi chiedo se mettere in dubbio come ha fatto Lei in questa intervista, la funzionalità di uno strumento meravigliosamente democratico, pur con tutti gli aggiustamenti necessari a causa di uno statuto a dir poco folle (a proposito, chi l'ha scritto? Forse si potrebbe iniziare a far pulizia anche da li'), non sia ancora pù preoccupante.  Lei dice che Ignazio Marino (alle primarie voterò per lui, si era capito? Ho preso la tessera apposta!) appartiene alla schiera dei «personaggi improbabili, senza preparazione né attitudine»: questo, se permette (e anche se non permette!) lo lasci decidere al tempo. E, di grazia, chi c'era e c'è ancora, quanta preparazione e attitudine ha dimostrato quando è stato il "suo" momento?  Non cadrò, quì e altrove, nella logica del "meno peggio": se le primarie eleggeranno Marino, sarà il "suo" turno, se eleggeranno uno degli altri candidati sarà il loro, di dimostrare preparazione e attitudine.  Sperando che nel frattempo gli siano venute.



12 luglio 2009

Conoscili, evitali (e sputtanali)

    "Se Ignazio Marino dovesse vincere le primarie del Pd (ma il problema non si pone perche' non accadra') e mantenesse le sue attuali posizioni su molti temi i teodem uscirebbero dal Pd" Paola Binetti dixit.
    Insomma, tocca proprio vincerela, la sfida delle primarie!
    E se Ignazio Marino, quest'altra volta, evita di dire cose vere in maniera fin troppo facilmente travisabili e fraudolentemente fraintendibili da un sacco di gente che farebbe bene a guardare la propria storia politica, umana e sociale alla luce della moralità, non dovrebbe essere poi neanche così complicato.
    Ho visto e letto le reazioni degli altri, da Bersani a Zanda a Finocchiaro a Bindi: a giudicare dall'astio e dalla protervia con cui si esprimono hanno una paura fottuta.  E come opposizione, non li ho mai visti o sentiti così cazzuti. Strano! Rimproverano a Marino di fare il gioco del nemico (senti chi parla!) e lo trattano come avrebbero dovuto fare e mai han fatto, loro (i dialoganti), coi nemici politici veri.
    Questi campioni di moralità! Bindi a parte (pero, mamma mia che delusione!), tutti gli altri farebbero bene a leggersi le loro biografie, ma non quelle ufficiali, no: quelle vere e da loro mai smentite (e mai smentibili) tipo "Se li conosci li eviti" di Peter Gomez e Marco Travaglio ed. Chiarelettere.
    Apprendo tra l'altro che Beppe Grillo ha annunziato la sua candidatura alla primarie del PD. A posto, siamo.
    Coraggio Ignazio, che nella vita capita di pestare delle merde (pure belle grosse e fumanti).



11 luglio 2009

Ora ci siamo


    Promessa mantenuta, delega in bianco firmata (anche da mia moglie).

Dal Blog di Giuseppe Civati
All'insegna di un modello partecipativo stiamo costruendo passo passo la nostra rete. Partendo da Piombini e Lingottini, certamente, ma anche dalle tante disponibilità che ci stanno giungendo in queste ore. La mappa si va componendo molto velocemente. Moltissimi di coloro che ci scrivono sembravano non vedere l'ora che emergesse la terza via. Vi prego perciò di inviare una email a piombinidemocratici@gmail.com e indicarci il vostro nome, i vostri recapiti (telefono e posta elettronica) e la vostra disponibilità. Nelle prossime ore sarete contattati e coinvolti, perché noi lavoriamo così. Per quanto riguarda l'adesione al Pd, vi ricordo che è necessario tesserarsi entro il 21 luglio, se si vuole partecipare al Congresso. Il mio consiglio è di farlo presso il proprio circolo territoriale, come già avevamo consigliato di fare al Lingotto. Più siamo, meglio è, perché crediamo molto nell'aumento di capitale umano e politico che ciascuno di voi può portare al nuovo Pd. P.S.: parafrasando una vecchia barzelletta, che raccontò un giorno Moni Ovadia, è il caso di ricordare che per vincere la lotteria il biglietto bisogna comprarlo.

    Il biglietto lo abbiam comprato, ora non resta che vincere la lotteria.
    Appena mi verrà fuori qualcosa di decente, provo a buttar giù qualche sensazione....



6 luglio 2009

Convergenze trasversali

    Venerdi, a lavoro, chissà come, mi ritrovo a parlare di politica con un tizio.  Sappiamo entrambi da che parte stiamo e sappiamo entrambi che per molti versi (forse tutti) le nostre posizioni sono assolutamente inconciliabili.  Ma siamo due brave persone (lui decisamente di più) e ci stimiamo come tali, per cui, muovendoci delicatamente su un tappeto di rispetto reciproco, capita che l'argomento politico non sia tabù.  E capita che, tra contumelie e facezie (le mie, lo ammetto senza alcuna ombra di pentimento, pesantissime) io gli chieda come è possibile che una brava persona, onesta e rispettosa delle regole quale lui è, possa accettare di finire nello stesso partito del papi.  E' incazzatissimo sul punto e, come tanti altri, ha votato Lega (amen).  Chissà mai se troverò qualcuno che mi sappia spiegare la genialata di Fini.  Mi restituisce (secondo lui) la pariglia dell'orgoglio ferito rinfacciandomi che la sinistra ha fatto campagna elettorale su gossip e Noemi e D'Addario e che, se saltasse Berlusconi, non c'è un'alternativa di governo di centro-sinistra.  Poi abbiamo da fare ognuno il nostro e, come spesso capita, i discorsi (ma lo erano?) finiscono un po' dove capita e quasi mai ricomanciano; mai da dove sono stati interrotti.
    Domenica, a casa con ospiti.  Mi ritrovo a parlare di politica con il lui della coppia.  Non abbiamo capito da che parte, rispettivamente, stiamo.  Mi sa che lo destabilizzo parecchio.  Lui dice che è di centro-sinistra. Mi sbaglierò: più verso il centro, ascendente Dio Patria Famiglia Posto fisso Certezze Posizione del missionario (quest'ultima è solo un mio sospetto; su tutto il resto: deduzioni logiche).  E attacca tutta una fillippica a base di "clandestini" e "sicurezza" e "pensioni".  In amicizia e senza contumelie (che 'sto quì è permaloso e un po'!) gliele smonto una per una citando fatti, informandolo (e però, ciccio, una connessione internet ce l'hai) e facendo tutte le ricostruzioni storiche del caso; gli scodello dati, date e cifre.  Si, era parecchio destabilizzato, poverino.  Ma era per il suo bene (?).  A quel punto, forse in seguito alla destabilizzazione e al disorientamento, devo essergli apparso politicamente avverso o non so cosa ma mi parte con "il garantismo della sinistra" e "la campagna elettorale a base di gossip e Noemi"....  Meno male che è venuto pronto in tavola!
    Qualche considerazione (contingente e non), a questo punto mi è venuta fuori (nauseandomi alquanto).
  • Quanto è pervasiva e invasiva la disinformazione in questo paese.  Ed evidentemente non è sufficiente avere una connesione internet se poi la usi per gingillarti con le cazzate (nel caso in questione manco con la gnocca: sicuramente, per lui, sarebbe destabilizzante) o solo per scaricare col mulo.  Di conseguenza, riguardo allo sciopero dei blog del prossimo 14 Luglio, resto convinto della bontà dell'iniziativa e mi fido dell'intuizione di Gilioli, ma hanno indubbiamente ragione gli scettici che si dicono convinti che bisogna, semmai, alzare la voce e cercare di farsi sentire da quanta pù gente possibile, se no è solo parlarsi addosso. Ad ogni modo, credo che le due cose non si annullino, anzi.
  • Su "L'amaca" dello scroso 27 Giugno, Michele Serra scriveva: «In seguito alle note vicissitudini del signor B, la situazione è più o meno questa: le due Italie sono sempre più divise. Si fanno sempre più risoluti e acidi i pro e i contro. Da un lato si spregia e si deride il satrapo vanitoso e scostumato. Dall' altro si difende con foga il martire di un laido complotto. Mai nessuno, nemmeno negli anni non sereni e perfino sanguinari delle ideologie contrapposte, aveva spaccato l' Italia così profondamente, e forse così irrimediabilmente. Comunque la si pensi, il bilancio dell' evo di B è un bilancio di lacerazione. E' come se fosse riuscito a catalizzare il peggio e il meglio (a seconda del punto di vista). Democristiani e comunisti litigavano, ma convivevano. Peppone e don Camillo si bastonavano, ma si rispettavano. A me, con un berlusconiano, non viene neanche più in mente di litigare, e a lui non viene in mente di litigare con me. Domina un silenzio tignoso, una radicale ostilità che non riguarda solo più la politica, riguarda la maniera di intendere la vita, i rapporti con il prossimo, la misura delle cose. Lui è troppo presuntuoso per accorgersene: ma il risultato di vent' anni di sorrisi, vanterie e promesse è un popolo rotto in due.».  Ecco, ho la pessima impressione che la lacerazione sia ancora più profonda e trasversale, e che abbia infiltrato ogni "crepa" disponibile, in maniera subdola e del tutto inconsapevole.  Fuor di metafora: ne ha rincoglioniti veramente parecchi!
  • Mi sovviene che alcuni dei discorsi fatti domenica scorsa, a qualla stessa persona li avevo già fatti non troppo tempo addietro.  Ne era uscito, al solito, destabilizzato ma mi disse che, porca miseria, lo avevano imbarcato di cazzate (parole sue testuali).  Se ne deduce che ri-rincoglionire gli smemorati è operazione assai facile.  Dubito in un qualche vaccino.
  • Ironicamente, ma mica poi tanto, mi chiedo se sono in fondo a un qualche tipo di pendenza che da destra e da sinistra me li fa "rotolare" addosso (giacchè non sono gli unici che mi sono capitati e che continuano a capitarmi) o se davvero siamo circondati.
    E, a proposito, qual'era la campagna elettorale del PD?

P.S.  Secondo entrambi, Ignazio Marino è troppo estremista.  Che sia un segno?



5 luglio 2009

Della coerenza (update)

    Detto (e quasi) fatto.
    Però era chiuso... Se ne riparla per Sabato prossimo.


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5 luglio 2009

Della coerenza

    Più volte detto e scritto: a Ignazio Marino firmerei una delega in bianco (pure a Rosi Bindi, ma dopo la sua decisione di appoggiare Bersani.....).
    Ora l'Uomo è in corsa e dice: "Io ci sono. E voi?" e aggiunge:
E' arrivato il momento. Siamo in molti, moltissimi.  
Sogniamo un'Italia diversa,  
crediamo nella cultura del merito, nella laicità della Stato, nella solidarietà, nel rispetto delle regole,
nei diritti uguali per tutti, 
vogliamo liberare le energie migliori di questo paese e creare una squadra di persone che diano voce, forza, concretezza alle nostre idee. 
Siamo decisi a contrastare democraticamente chi governa l'Italia in maniera ottusa e maldestra:  
per un Paese curato, sicuro, sereno, moderno 
per un Paese che conti, in cui si faccia strada il coraggio, la capacità, la speranza
per un lavoro con un salario degno che valorizzi ogni individuo
per una scuola come principale strumento per la formazione e l'integrazione dei nostri figli  
per uno sviluppo economico, responsabile, che rispetti l'ambiente  
Vogliamo che ognuno possa costruire con fiducia il futuro, realizzare il proprio sogno e vogliamo essere liberi di scegliere. 
Non sono slogan, sono i valori in cui crediamo e che ci uniscono. Ma affinché questi valori diventino azioni positive, ognuno di noi deve fare un passo avanti e assumersi un impegno.     
IO CI SONO
Sono pronto a fare il primo passo per assumermi la responsabilità di dare voce e concretezza a ciò in cui crediamo. Sulla stessa strada siamo in tanti, a partire da un gruppo di democratici liberi nello spirito e visionari, che hanno scelto di impegnarsi e condividere la sfida.     
Non siamo spinti né sostenuti da correnti, siamo un ruscello ma possiamo diventare un fiume se ognuno di noi è disposto a contribuire con la propria goccia d'acqua.
Il fiume deve scorrere dentro gli argini e ogni persona per contare si deve iscrivere al Partito Democratico e partecipare con il proprio voto alla fase congressuale, per scegliere il candidato.  
Facciamoci vedere. Facciamo sentire quanto è forte la nostra voglia di cambiare. 
Entro l'11 luglio iscriviamoci tutti al PD. 
E tra una settimana, se saremo in tanti, il fiume seguirà un nuovo corso. 
Di speranza e fiducia.    
Fai circolare questo appello
Per iscriversi al PD basta presentarsi con un documento al circolo più vicino al luogo in cui abiti
(http://www.partitodemocratico.it/circoli/cerca.aspx). Una volta iscritto invia un'email all'indirizzo ignazio.marino@gmail.com.
    Ok, sarà fatto! E' la delega in bianco promessa! Facciamo però che non fa la fine dell'altra tessera (c'era scritto PDS) di cui ho gia raccontato qualche post indietro.


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3 luglio 2009

Vai che andiamo

    Anche questa l'ho già scritta, ma mi ripeto volentieri: a Ignazio Marino firmerei una delega in bianco! E se c'è anche Giuseppe Civati, ancora meglio.
    Un'effetto, per intanto, l'anno sortito: tornare ad appassionarmi alla questione.  E, signori, vi assicuro che non è poco.
    Alla via così!
    Ovviamente, entro una settimana, tutto questo entusiasmo, sarà stato sciolto nell'acido.  A meno di qualche epidemia nell'attuale insipiente establishment.


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sfoglia     dicembre        giugno

L'ALBATRO Sovente, per diletto, i marinai catturano degli albatri, grandi uccelli marini che seguono, indolenti compagni di viaggio, il bastimento scivolante sopra gli abissi amari. Appena li hanno deposti sulle tavole, questi re dell'azzurro, goffi e vergognosi, miseramente trascinano ai loro fianchi le grandi, candide ali, quasi fossero remi. Com'è intrigato, incapace, questo viaggiatore alato! Lui, poco addietro così bello, com'è brutto e ridicolo. Qualcuno irrita il suo becco con una pipa mentre un altro, zoppicando, mima l'infermo che prima volava. E il Poeta, che è avvezzo alle tempeste e ride dell'arciere, assomiglia in tutto al principe delle nubi: esiliato in terra, fra gli scherni, non può per le sue ali di gigante avanzare di un passo. Charles Baudelaire - I fiori del male


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