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20 gennaio 2010

"...un problema tra la politica e la sanità..."

    Già, e il Pd, quel Pd che abbiam provato a cambiare non fa' eccezione.
    Se le cose stanno come si legge nell'articolo di Mario Gerevini sul Corrire della sera di oggi (qui la risosta di Marino), odio doverlo dire ma non vedo come ci possa essere possibilità di cambiamento.  So che, dal canto mio, dovrei solo tacere: ho mollato qualche tempo fa' e per la seconda volta.
    Non posso fare altro che  ammirare i tanti come Giuseppe Civati e lo stesso Ignazio Marino che ancora e ancora e ancora vedono nel Pd la possibilità di diventare qualcosa di diverso dal carrozzone che continua (ancora e ancora e ancora) ad essere.
    D'altronde sia le primarie degli iscritti che quelle aperte a tutti hanno decretato che Bersani doveva essere il segretario.  E Bersani non è solo Bersani ma tutta una serie di persone (molte delle quali anche validissime) con una precisa identità culturale e politica che conosce solo quel modo di fare politica.  Neanche io, credo ai complotti; semmai, credo che ci sia molto di peggio del complotto: c'è un mucchio di gente (ovunque, mica solo nel Pd) più realista del re, quelli che "pagherebbero per vendersi" (cit) e quelli che venderebbero le ceneri della madre per compiacere.
    Al di la del bene e del male, resta il fatto che la politica e la sanità manco dovrebbero vedersi col binocolo: se proprio devo correre il rischio, tendenzialmente mi fido di più di chi ha pronunciato il giuramento di Ippocrate dopo (si spera) regolare corso di laurea piuttosto che di chi, se va bene, ha giurato su una Costituzione che probabilmente manco ha mai letto.



18 gennaio 2010

Passate parola


    Articolo di Salvatore Bragantini sul Corrire della Sera del 14 Gennaio 2010 .
    Intervista di Augusto Minzolini a Fabrizio Cicchitto su La Stampa del 19 Novembre 1993 .
    "Cick e Minzo, come eravamo" di Marco Travaglio su L'antefatto (da Il Fatto Quotidiano del 16 Gennaio 2010).
    Il Processo SME:  su Wikipedia ; su Corriere della Sera ; su La Repubblica .
    I Decreti Berlusconi su Wikipedia.
    La Crisi di Sigonella su Wikipedia.
    Il " Calendario dei santi laici 2010 "



10 gennaio 2010

La specialità della casa

    Correva l'anno 2008 e il ministro ci disse:

    Per ora stiamo messi così:

ANNUNCI E REALTA'

Calderoli, ministro della complicazione

Dopo il decreto taglia-leggi si è dovuto fare il decreto salva-leggi

di Sergio Rizzo

Il ministro della Lega Roberto Calderoli
Il ministro della Lega Roberto Calderoli
ROMA
- Dal Carroccio aveva giurato battaglia, Alberto DaGiussano-Calderoli, alla burocrazia del Barbarossa romano. Mulinandosopra la testa lo spadone da ministro della Semplificazione Normativa:«Taglierò 50 mila poltrone! 34 mila enti impropri! 39 mila leggiinutili!». Ma di poltrone, finora, manco una. Degli enti impropri, poi,non ne parliamo.

Sulle prime Roberto Calderoli li aveva definiti minacciosamente nel suo Codice delle Autonomie addirittura «enti dannosi» :consorzi di bonifica, bacini imbriferi, comunità montane, difensoricivici, tribunali delle acque, enti parco… Poi, dopo aver cancellatocon un tratto di penna quel termine «dannosi» (troppo crudo?) la listadegli enti da abolire è stata alleggerita fino a svanire completamente.Come neve al sole. Qualche taglietto era rimasto nella manovra del2010? Via anche quello. Secondo Italia Oggi l’abolizione dei difensoricivici (ma solo quelli comunali) e delle circoscrizioni nei Comunislitterà di un anno grazie a un emendamento al decreto milleproroghe,varato dal governo tre giorni dopo la Finanziaria. E slitterà anche laprevista riduzione delle poltrone delle giunte e dei consigli deglienti locali. Mentre anche gli enti pubblici non economici che dovevanofinire sotto la mannaia del cosiddetto taglia-enti hanno ottenuto unascappatoia per la sopravvivenza: gli è stato sufficiente presentare unpiano riordino prima del 31 ottobre 2009. E la semplificazione delleleggi? Almeno quella è andata in porto, come ha orgogliosamenterivendicato il Nostro («Calderoli, missione compiuta, via 39 milaleggi», titolava l’Ansa il 19 ottobre 2009)? Dipende che cosa siintende per semplificazione. Eliminare migliaia di leggi inutili perché«esauste», che cioè hanno esaurito la propria funzione e quindi nonsono più concretamente vigenti, anche se formalmente continuano aessere in vigore, è un’operazione di per sé inutile. Anche la legge che le elimina può quindi essere considerata una legge inutile.

La prova? Siccome lo spadone del ministro era calato all’inizio anche su provvedimenti magari un po’ vecchiotti ma forse non proprio inutili, come la legge che ha abolito la pena dimorte o quella che ha istituito la Corte dei conti, dopo il decretotaglia-leggi si è dovuto fare il decreto salva-leggi. Ben altro èsemplificare. Significa scrivere norme chiare e comprensibili a tutti icittadini. Come evidentemente sa bene anche Calderoli. Lui stesso havoluto che in una legge approvata il 18 giugno dello scorso anno cifosse un articolo intitolato: «Chiarezza dei testi normativi». Unanorma draconiana, con la quale si stabilisce che quando si cambia o sisostituisce una legge, esercizio da noi piuttosto frequente, siaobbligatorio indicare «espressamente» che cosa viene cambiato osostituito. E che quando in una legge c’è un «rinvio ad altre normecontenute in disposizioni legislative», si debba anche indicare «informa integrale, o in forma sintetica e di chiara comprensione» iltesto oppure «la materia alla quale le disposizioni fanno riferimento».Ma si afferma pure il principio che le disposizioni sulla chiarezza deiprovvedimenti «non possono essere derogate, modificate o abrogate senon in modo esplicito». Ebbene, da quando queste norme sono stateapprovate, il governo del Semplificatore ha scritto leggi se possibileancora più indecifrabili e complicate. L’ultima perla scintillante è ilcosiddetto decreto milleproroghe.

Un comma a caso. Il numero 14 dell’articolo 1: «Al comma 14 dell’articolo 19 del decreto legislativo 17 settembre 2007 ,n. 164, le parole: "Fino all’entrata in vigore dei provvedimenti di cuiall’articolo 18 bis del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, ecomunque non oltre il 31 dicembre 2009, la riserva di attività di cuiall’articolo 18 del medesimo decreto" sono sostituite dalle seguenti:"Fino al 31 dicembre 2010, la riserva di attività di cui all’articolo18 del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58..."». Che cosa vuoldire? Che fino a quando non sarà operativo l’Albo dei consulentifinanziari gestito dalla Consob, potrà fare il consulente finanziariosoltanto chi già lo faceva alla data del 31 ottobre 2007. Un’altranorma a caso. Sempre articolo 1, comma 19: «All’articolo 3, comma 112,della legge 24 dicembre 2007, n. 244 e successive modificazioni, leparole: "Per l’anno 2008" sono sostituite dalle seguenti: "Per l’anno2010" e le parole "31 dicembre 2009" sono sostituite dalle seguenti:"31 dicembre 2010"». La traduzione? Il distacco di 21 dipendenti dellePoste presso la pubblica amministrazione viene prorogato di un altroanno. Se questo è il risultato, ministro Calderoli, non sarebbe statomeglio chiamare il suo dicastero in un altro modo? Magari «Ministerodella Complicazione normativa»?

    Curioso che, tra l'altro, tutti i tecnici e i consulenti del ministero in questione (che, non esistendo prima, non possono essere stati "ereditati dal precedente governo") siano stati in grado di collaborare al confezionamento di siffatte porcate che, notoriamente e per sua orgogliosa ammissione, sono la specialità del padrone di casa.



26 ottobre 2009

Passate parola



20 giugno 2009

No, no, si

    Stavolta sono stato diligente, metodico, efficiente (e deficiente!).  Con calma, coraggio e abnegazione, mi sono studiato per bene tutto quello che ho trovato.  Le ragioni di questo, di quello e pure di quell'altro.  Da destra a sinistra e ritorno. Alla fine, condivido le due segnalazioni fatte da Marco Travaglio: ritengo che siano le più esaustive, quindi, chi volesse vada a leggersi Giovanni Sartori sul sito del Corriere e Domenico Gallo da www.sinistracristiana.net via Micromega-online dove, volendo ci sono un bel po' di approfondimenti ulteriori.
    Solo che, tutti quanti si soffermano sui primi due quesiti, che sono poi la stessa cosa (premio di maggioranza) ma divisi per Camera e Senato.  Peraltro, giustamente, visto che sono anche i più insidiosi e pericolosi e quindi, grazie mille, egregi e dotti signori per avere spiegato e chiarito e sviscerato.  Ora so cosa fare coi primi due quesiti: NO e NO.
    E il terzo? Cos'è il terzo, il figlio della serva?  Passi per i politici di mestiere che, da destra e sinistra e ritorno hanno tutto l'interesse che proprio quel terzo quesito venga ignorato quanto più possibile, ma voialtri?  Sento parlare di astensionismo in toto e nessuno (o me li sono persi io?) che provi a fare un distinguo.
    Il terzo quesito riguarda l'"abrogazione della possibilità per uno stesso candidato di presentare la propria candidatura in più di una cisrcoscrizione" che tradotto vuol dire che Berlusconi o Di Pietro (giusto per citare due fulgidi esempi bipartisan) si candidano ovunque in modo da prendere voti ovunque contando sull'"appeal" del loro nome, poi, a scrutinio finito, dovendo scegliere un solo collegio elettorale utile all'elezione, i voti che hanno preso in tutte le altre circoscrizioni li "regalano" ai non eletti che ne dovessero aver bisogno, trasformandoli magicamente da trombati a parlamentari (o europarlamentari).  Alla faccia della volontà popolare e alla faccia della logica delle circoscrizioni per cui chi vota si sceglie chi vuole che lo rappresenti (anche se, va detto, comunque la legge-porcata elettorale vigente se ne fotte in partenza della volontà elettorale, dando voce in capitolo ai partiti anzichè ai cittadini-elettori).
    Conclusioni: andrò a votare, domani.  Ritirerò tutte e tre le schede e metterò no e no su quella blu e su quella marrone; SI su quella verde.
    Tanto non raggiungerà comunque il quorum, forse....

[Foto da http://starwalls.blogspot.com/2009/06/sovranita-popolare.html]


sfoglia     dicembre        giugno

L'ALBATRO Sovente, per diletto, i marinai catturano degli albatri, grandi uccelli marini che seguono, indolenti compagni di viaggio, il bastimento scivolante sopra gli abissi amari. Appena li hanno deposti sulle tavole, questi re dell'azzurro, goffi e vergognosi, miseramente trascinano ai loro fianchi le grandi, candide ali, quasi fossero remi. Com'è intrigato, incapace, questo viaggiatore alato! Lui, poco addietro così bello, com'è brutto e ridicolo. Qualcuno irrita il suo becco con una pipa mentre un altro, zoppicando, mima l'infermo che prima volava. E il Poeta, che è avvezzo alle tempeste e ride dell'arciere, assomiglia in tutto al principe delle nubi: esiliato in terra, fra gli scherni, non può per le sue ali di gigante avanzare di un passo. Charles Baudelaire - I fiori del male


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