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18 gennaio 2010

Passate parola


    Articolo di Salvatore Bragantini sul Corrire della Sera del 14 Gennaio 2010 .
    Intervista di Augusto Minzolini a Fabrizio Cicchitto su La Stampa del 19 Novembre 1993 .
    "Cick e Minzo, come eravamo" di Marco Travaglio su L'antefatto (da Il Fatto Quotidiano del 16 Gennaio 2010).
    Il Processo SME:  su Wikipedia ; su Corriere della Sera ; su La Repubblica .
    I Decreti Berlusconi su Wikipedia.
    La Crisi di Sigonella su Wikipedia.
    Il " Calendario dei santi laici 2010 "



13 gennaio 2010

L'opposizione la trionferà

L'opposizione di governo

    Per paradosso dissento dalla mappa di Ilvo Diamanti "Pdl, il non partito senza opposizione". La mia teoria è che una mente acuta infilata tra i Bondi si sia inventato l'opposizione di governo. L'idea è questa: tu hai il potere e vuoi assicurarti che la tua parte politica prevalga anche alle prossime elezioni. Di fatto questo non è mai accaduto nella seconda repubblica: né Berlusconi né Prodi sono successi a se stessi. Cinque (nel caso di Prodi meno) anni di governo e promesse non mantenute hanno fatto sempre sì che la gente poi votasse altrove con rinnovata credulità. Votava, pertanto, l'opposizione.
     Bene, hanno creato l'opposizione interna, quella di governo. L'avversario principale di Berlusconi appare Fini (che non viene da lontano, è il cofondatore dello stesso partito). Il Giornale di proprietà di Berlusconi contrabbanda ogni mattina questa (ir)realtà attaccandolo. La versione cartacea di questa testata se fa un titolo contro il governo comincia con "Fini:", mica con altri. Hanno coperto anche gli opposti estremismi contrabbandando la Lega come "portatrice di istanze sociali, popolari", quindi di sinistra e offrendo la Destra per quel che è: un rigurgito col rossetto.
    Et voilà. Bersani e Casini? Vanno a farsi i complimenti reciproci da Fazio.
    Vi dicono: ma no, è una lotta per la successione, intanto vi preparate alle esequie per tre anni e nessuno schiatta, poi qualcuno voterà Fini per opporsi a Berlusconi, Lega perché così vedranno (non votava Lega pure Veronica?) e Altan sarà sempre lì con l'ombrello pronto a un centimetro dalle chiappe e il fumetto che dice: "Cipputi, l'opposizione ha trionfato, cuntent?".

    E non credo di potere avere altro da aggiungere....



12 gennaio 2010

Mi pare una faccia conosciuta

    A volte le notizie e/o le immagini mostrano sorprendenti correlazioni... O è la mia mente malata che ce li vede, non so.



11 gennaio 2010

Passate parola



8 gennaio 2010

Ricevo e pubblico

    Illustre signor Presidente della Repubblica,
mi consenta di esprimere pubblicamente la mia perplessità circa il Suo appello a riforme istituzionali condivise, di cui però si ignorano i contenuti. Se le riforme riguardano materie bocciate dal referendum 2006, - senato federale, premierato e Consulta- credo sia legittimo chiedere che non siano riproposte. D'altra parte una riforma prioritaria concerne il conflitto di interessi, che riguarda la libertà e il pluralismo della informazione (art 21 cost), di cui nessuno parla. Mi sarei aspettato che la riforma proposta dalla opposizione riguardasse il superamento del controllo di tutte le TV da parte del Premier. Talune delle coscienze più sensibili del nostro Paese- Paolo Sylos Labini, Giorgio Bocca, Giovanni Sartori e Vito Laterza- fin dal 1994 lamentarono la violazione del decreto presidenziale 30 marzo 1957 n 361 che all'articolo 10 contempla il caso Berlusconi: “Non sono eleggibili coloro che in proprio o in qualità di rappresentanti legali di società o di imprese private, risultino vincolati con lo Stato per concessioni o autorizzazioni amministrative di notevole entità economica...”. Quando Berlusconi fu eletto, il Parlamento concluse per la sua eleggibilità, in base ad un'assurda interpretazione della legge. Sartori ammonì: “io mi rifiuto di giocare a scacchi contro qualcuno che ha due regine perché così lui vince sempre ed io perdo sempre”. Ed è ciò che accade da anni. Non credo che questo si possa tollerare oltre.
    La preoccupazione aumenta perché in base alle ricerche del Censis e dell'Unione Stampa cattolica siamo il Paese in cui la popolazione guarda la TV per tre ore e quaranta minuti al giorno, la media più alta d'Europa. Mentre il consumo di carta stampata si è di molto ridotto. Gli italiani sono videodipendenti. La TV costituisce il mezzo di (dis)informazione fondamentale di questo paese. Si può parlare di dittatura mediatica, nonostante le apparenze di libertà. Cinque delle sei TV sono direttamente o indirettamente controllate dal premier per ragioni di proprietà (mediaset) e di controllo politico (RAI). Al Presidente del Consiglio non può essere consentito di promuovere riforme esiziali per la democrazia solo perché ha subito una aggressione deprecabile le cui conseguenze non devono riflettersi sui cittadini. Albert Einstein, dall'America profetizzò 65 anni fa: “ Le moderne democrazie mascherano regimi tirannici: utilizzano i mezzi di comunicazione di massa come strumenti di disinformazione e di stravolgimento delle coscienze degli uomini”. La stessa analisi vale per l'Italia ove esiste un pensiero unico dominante nella informazione monopolizzata che brilla per la falsificazione delle notizie e i silenzi su questioni cruciali, come i rapporti mafia-politica. Per questo occorre uscire dal vago: democrazia è trasparenza e controllo. E la chiarezza e il controllo mancano nella partita delle riforme.
Firma l'Appello a Giorgio Napolitano di Ferdinando Imposimato [01/01/2010]



4 gennaio 2010

Passate parola



28 dicembre 2009

Passate parola



21 dicembre 2009

Passate parola



Qui il link all'articolo di Edmondo Berselli su La Repubblica di oggi.



17 dicembre 2009

Guardiamo, parliamone

    L'ottimo Paolo Attvissimo, sul suo blog, liquida la faccenda:
Prima che me lo chiediate: no, non indagherò sui vari video che sostengono manipolazioni delle immagini TV e simulazioni di ferite. E non li linkerò, per non regalare pubblicità a queste scemenze totali.
    In tema di bufale (dentro e fuori internet) è un'autorità e penso che sia uno davvero bravo.  Aggiungo immediatamente che pure io penso che sia quantomeno inverosimile pensare a una messinscena.  Peraltro la fantasia spesso supera la realtà.  Peferisco però la posizione assunta da Metilparaben che posta uno dei video in questione e (essendo un blog parecchio frequentato, tipo che ora è al settimo posto nella classifica generale di Wikio e se lo merita tutto) chiede sensatamente che se ne parli: mi pare che la maggior parte dei commenti siano laicamente contrari (e, lo ripeto, pure io) alla tesi del complotto, ma parlandone vengon fuori idee interessanti.
    Comunque, credo che il modo migliore per chiarire se qualcosa che può sembrare una bufala lo sia davvero oppure no, sia proprio quello di analizzarla e "vivisezionarla": molti occhi vedono meglio di pochi.  E da prospettive diverse.  Laicamente.



15 dicembre 2009

Dell'odio e d'altre sciocchezze

    Siccome le parole hanno (avrebbero ancora) un senso, comincio (e che palle, sta diventando una necessità piuttosto fastidiosa) dalla definizione.  Da Wikizionario:
    odio  (Wikipedia approfondimento) m (pl: odii) sentimento di forte inimicizia nei confronti di qualcuno.
    Quindi, come evidentemente sospettavo, io Berlusconi non lo odio.  Né umanamente, né politicamente, né in nessun altro possibile senso.  Pensandoci bene, io non odio proprio nessuno.  Certo, non odiare non necessariamente implica amare.  Ci sono infinite sfumature tra quei due estremi: l'antipatia, il disprezzo, la disistima, il fastidio, l'affetto, la stima (...) e tra ogni grado ce ne sono probabilmente altri infiniti intermedi a seconda della sensibilità di ognuno. Poi c'è pure l'indifferenza che è la negazione di ogni altro possibile sentimento: se uno ti è indifferente, proprio non ce n'è; come due rette parallele, non c'è proprio possibilità di incontrarsi.
    Ecco, il signor Berlusconi Silvio mi è perfettamente indifferente, come la maggior parte degli abitanti del pianeta.  Qualcuno riesce ad essermi indifferente pur conoscendolo, gli altri non li conosco e pace; mi piacerebbe conoscerli tutti e vedere verso quanti riuscirei a restare indifferente ma questa è tutt'altra storia.  Ripeto, il signor Berlusconi Silvio non sono in grado di odiarlo (sarà un mio limite?): mi è indifferente.  Facciam parte di due mondi completamente diversi, lontani e incongruenti, per formazione, carattere, reddito, storia personale, generazione, nascita, censo, idee politiche e chissà quanto e cosa altro.  Poi, il fato può sempre metterci lo zampino e persino due rette all'apparenza così ineluttabilmente parallele potrebbero, a un tratto, convergere fino a toccarsi; ma anche questa sarebbe tutt'altra storia (e alquanto inverosimile oltreché improbabile).
    Il politico Berlusconi Silvio, naturalmente, non può essermi indifferente.  Visto che, da politico (e di quella stazza!) nonché da presidente del consiglio, si occupa anche della mia esistenza e di quelli che (quelli si) io amo (stimo, rispetto, mi sta simpatici, mi stanno antipatici....) mi informo su quello che fa e disfa e dice costruendomi la mia opinione su di lui.  E dalle opinioni nascono (credo sia fisiologico) i sentimenti.  Odio? Ma neanche per sogno.  Sono sempre stato estremamente critico con il suo operato, sono abbonato della prima ora al Fatto Quotidiano, apprezzo moltissimo Marco Travaglio e ciò che fa (il giornalista, maledizione! semplicemente il giornalista!) e, ogni lunedì, in questo blog pubblico il suo "Passaparola", spesso leggo La Repubblica e L'Unità e altrettanto spesso Il Giornale e Libero (che però potrebbero inventarsele meglio, almeno provare a renderle verosimili, le balle)  i link qui a sinistra la dicono lunga su ciò che penso del politico Berlusconi Silvio e del suo operato, penso che la libertà di espressione sia una risorsa fondamentale dell'umanità tutta,  questo stesso blog è nato dal bisogno di confrontarmi con chiunque passi di qua e voglia dire la sua comunque la pensi e dal bisogno di dire la mia visto che non mi sento per nulla rappresentato dalle forze politiche in campo (per usare un'espressione cara al nostro).
    Ebbene, nonostante quanto sopra, nonostante mi abbeveri alle "fabbriche dell'odio" dalle quali, evidentemente godendone, mi faccio quotidianamente sobillare, io, Giuseppe De Punzio, il politico Berlusconi Silvio proprio non lo odio. E manco i suoi sodali, alleati, leccaculi e reggipanza riesco a odiare.
    Direi piuttosto che mi procurano una sensazione di fastidio, lui e gli altri.  Come pestare una merda: magari talvolta bella grossa, diciamo di un elefante con la dissenteria; brutta roba, a prima vista ma poi mi laverei e via, che ci vuoi fare?  Bisogna pur continuare a stare al mondo e allora magari tutti i mammiferi proboscidati mi monterebbero sulle palle ma mica mi verrebe mai in mente di augurarmi la loro estinzione o di ammazzargi il capobranco!  E' "cosa di natura", no?  L'elefante, ancorché diarroico, ammolla in giro le sue boazze di dimesioni bibliche e a che serve odiarlo?  Lui caga, tu ti distrai e plaff...  Magari quest'altra volta fai un'altra strada che non intersechi il percorso dell'immane produttore di merde di dimensioni bibliche oppure provi a stabilire un contatto con il quadrupede proboscidato: una carezza, due noccioline, una decina di scatole di antipropulsivi....
    Già, solo che l'elefante mai si sognerebbe di accusarti di odiarlo perchè uno scimpanzè  è rimasto sommerso dalla sua boazza.  O anche il contrario: mai si sognerebbe di accusare lo scimpanzè di odiarlo perchè ci sei finito tu, sommerso nelle sue enormi deiezioni.  Peraltro, particolare non trascurabile, l'elefante manco si sogna di venirti a cagare sistematicamente davanti alla porta di casa o, chiaramente, sotto l'albero dove alloggia lo scimpanzè.  E non pensa che sei un coglione solo perchè gli preferisci gli scimpanzè (o qualsiasi altro animale). E non pensa che vuoi morto il suo capobranco solo perchè, dopo l'elefantiaco inzaccheramento ti sei un tantino alterato con il suo simile con (grossissimi) problemi intestinali.  E nemmeno per un momento si sognerà mai di tirare giù l'albero degli scimpanzè che ti stan tanto più simpatici di lui.  E non imporrà con la sua (enorme) forza a nessuno, uomo o scimpanzè che sia, cosa debba o non debba più fare,  cosa debba o non debba più dire, cosa debba o non debba più pensare, quale strada debba o non debba più percorrere...
    Solo che con l'elefante cagone, complice un'abbondante scorta di antipropulsivi, magari ci ragioni.  Con il politico Berlusconi Silvio e i suoi tracotanti alleati, complice la loro abbondantissima scorta di purganti, l'impresa pare impraticabile.
    Però resta il fatto che non provo odio per tutti loro.  Certo, se il pachiderma di cui sopra continuasse scientemente a murarmi di merda la porta di casa e mi dicesse pure che lo fa perchè un cretino con cui non ho mai avuto a che fare ha attentato al suo capobranco (a proposito, dove era finito il resto del branco mentre il cretino agiva?), beh, pur riuscendo serenamente a continuare a non odiarlo, posso altrettanto serenamente affermare (e promettere) che la specie dei pachidermi tutti comincerebbe serenamente a diventarmi antipatica.
    Se poi provasse a murare di merda anche la porta di qualcuno che stimo o che amo o a cui voglio bene o che mi è simpatico o che mi è indifferente (ma in quanto nuova vittima dell'elefantiaco merdaiolo, è molto probabile che susciterebbe immediata mia solidarietà) allora comincerei sicuramente a incazzarmi.
    Occhio, elefanti diarroici, non è nemmeno probabile che io vi possa odiare, ma non venite a cercarmi: è garantito che mi troverete.
    Non mi piaciuto nemmeno un po' ciò che ha fatto Massimo Tartaglia, mai avrei voluto accadesse e mai più vorrei che accada ad alcuno.  Però, signori e signore  e politici berlusconi, la canea che state strumentalmente scatenando contro tutto e tutti coloro che dissentono dal vostro operato e dalle vostre idee (qualora ce ne siano e, se ce ne sono, vediamole!), fà semplicemente schifo.  Non so se e quante persone la possano pensare come me ma non odiare non significa essere disponibile a farsi prevaricare.  Cito qui un esempio per tutti ma è solo un esempio, uno dei tanti.  Cicchitto, per dire, oggi ha detto, se possibile, anche di peggio:
    La consigliera provinciale della Lega Nord Francesca Carlotti scrive testualmente nella sua pagina su Facebook, in Internet, che bisogna mandare in galera Di Pietro, Travaglio, Santoro e i giornalisti di Repubblica e dell'Unità. Un suo interlocutore risponde compiaciuto: 'Arriveremo alla guerra civile e tireremo un po' di botte a quei democratici partigiani'. Campanelli d'allarme del clima che si sta diffondendo.
 
    Ecco, senza odio ma a brigante, brigante e mezzo.



14 dicembre 2009

Passate parola



13 dicembre 2009

Preparandomi al peggio

    Che gran regalo gli hai fatto.  Coi sondaggi (quelli veri, non i fantomatici suoi) in calo costante, coi fascisti più neri appena accolti in casa sua, insomma, con l'aria che tira, proprio un gran bel regalo.  Già che non diceva abbastanza di essere vittima e destinatario di odio sociale e politico....
    Però, così, a caldo.  E ovviamente mi sbaglio, eh!  Come diceva quell'altro? A pensar male...  Ecco: a pensar male, i dubbi vengono.
    Un tempo fu il cimicione: fasullissimo e gaglioffisimo.  Poi il cavalletto in testa, altra bella puttanata.  Mo' quest'altro fesso.  Proprio quando la telecamera si gira, proprio dopo le "contestazioni" (chi ci ha provato a contestarlo in piazza negli ultimi mesi racconta che è sempre impossibile avvicinarsi a meno di un isolato di distanza), proprio adesso?
    Io spero di sbagliarmi, però la storia è piena di esempi di violenza più o meno lasciata correre (se non orchestrata ad arte) che hanno fatto sfociare la tensione in qualcosa di più e di peggio.
    Ecco, mentre son tutti li' a solidarizzare, io che penso male e che, mio malgrado, spero sempre di sbagliarmi e di dovermi, un giorno, scusare, mi preparo al peggio.


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permalink | inviato da albatro reloaded il 13/12/2009 alle 20:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


11 dicembre 2009

"Lo stesso effetto": lo schifo

10/12/2009 22:05

Gemelli diversi

Silvio Berlusconi e Fabrizio Corona. Gli appassionati del genere «cosa sta succedendo agli italiani» hanno avuto ieri due show dei campioni della categoria: due uomini che tutti vorrebbero essere, esempio estetico e morale per milioni di uomini, oggetto di desiderio per milioni di donne. Uomini che suscitano invidia, ammirazione, emulazione e che sono premiati dal consenso dei più per via di quel processo collettivo di identificazione di cui si diceva. Non c'è ironia: due modelli.
Silvio Berlusconi si è presentato a Bonn alle assise del Ppe e ad Angela Merkel e diversi altri leader europei ha raccontato in posa da aeroplano - braccia larghe, leggero ondeggiamento del busto - la vecchia barzelletta di quello che scambia lo zaino per il paracadute. Di seguito ha detto che la sinistra in Italia possiede l'80 per cento della stampa, che il paese è ostaggio del partito dei giudici di sinistra (solo quelli di primo grado, però, quelli di secondo e di terzo sono giusti e difatti lo assolvono), che la Corte costituzionale è un altro covo di comunisti perché «purtroppo» abbiamo avuto tre presidenti della Repubblica di sinistra e sono loro che li nominano, che in Italia insomma comanda il partito dei giudici ma che lui è «super» e non si farà mettere sotto, cambierà la Costituzione e sgominerà la Corte perché è uno - ha detto di sé - «forte duro e con le palle». Dell'incredibile sequenza che mescola cifre di assoluta fantasia, attacchi istituzionali e private ossessioni impressiona più di tutto la definizione autobiografica: forte duro e con le palle, non serve scomodare analisti per trovare analogie. Anche Corona ha la stessa idea di sé ma alcuni dettagli lo distinguono da Berlusconi: 1) si presenta in aula 2) non essendo ancora premier può sbottonarsi la camicia fino al quinto bottone per mostrare in pubblico i pettorali tatuati con farfalle (il capo del governo non ha le farfalle tatuate, almeno al momento non risulta: le disegna per farne gioielli da donare alle fan in assembramento spontaneo nei bagni di palazzo Grazioli). Anche Corona sta seduto a braccia larghe, ad aeroplano, anche lui mostra evidente disprezzo della magistratura. Due superman, chiaramente due superdotati. Per quei tre tristi lettori che non lo sapessero Corona è un fotografo del giro Vita Smeralda collezionista di immagini-scandalo utili al ricatto, è stato difatti per questo ieri condannato. Berlusconi invece non fotografa ma riceve sovente in omaggio filmati, foto e file audio del circuito. Quando non li riceve direttamente ne ha notizia e indica alla vittima dove trovarli. Del file con le intercettazioni Fassino-Consorte recapitato ad Arcore alla vigilia di Natale del 2005 il suo avvocato Ghedini dice che non sapeva nulla ma non è vero: vi raccontiamo quando e da chi lo ha saputo, molto tempo fa, e come si è regolato. Infine, i dettagli che distinguono i gemelli diversi: Corona è parecchio più giovane, Berlusconi parecchio più ricco. Entrambi sono impegnati a colmare con ogni mezzo le distanze. Il fotografo dei ricatti ha detto che si vergogna di essere italiano e non si può dargli torto: anche molti di noi se ne vergognano. Il premier delle barzellette ne è invece orgoglioso. Fa lo stesso effetto.



11 dicembre 2009

Ma che strano

    Ora sta a vedere che i collaboratori di giustizia sono tutti inattendibili e i mafiosi (soprattutto se smentiscono i suddetti collaboratori di giustizia) sono i depositari della verità...



8 dicembre 2009

Passate parola


sfoglia     dicembre        giugno

L'ALBATRO Sovente, per diletto, i marinai catturano degli albatri, grandi uccelli marini che seguono, indolenti compagni di viaggio, il bastimento scivolante sopra gli abissi amari. Appena li hanno deposti sulle tavole, questi re dell'azzurro, goffi e vergognosi, miseramente trascinano ai loro fianchi le grandi, candide ali, quasi fossero remi. Com'è intrigato, incapace, questo viaggiatore alato! Lui, poco addietro così bello, com'è brutto e ridicolo. Qualcuno irrita il suo becco con una pipa mentre un altro, zoppicando, mima l'infermo che prima volava. E il Poeta, che è avvezzo alle tempeste e ride dell'arciere, assomiglia in tutto al principe delle nubi: esiliato in terra, fra gli scherni, non può per le sue ali di gigante avanzare di un passo. Charles Baudelaire - I fiori del male


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