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12 gennaio 2010

Mi pare una faccia conosciuta

    A volte le notizie e/o le immagini mostrano sorprendenti correlazioni... O è la mia mente malata che ce li vede, non so.



26 novembre 2009

100 per questo Stato

    La Carta dei 100 per il libero wi-fi: io, con quei nomi, ci farei un bel governo tecnico da sciogliersi a problemi risolti.



17 novembre 2009

Dialogare coi muri: anche basta, grazie!

    Riporto un mio commento (piuttosto incazzato) al post di Alessandro Gilioli su Piovono Rane in cui si dimostra (e si che non ne sentivo il bisogno), ancora una volta, quanto barbari stiamo diventando.  Però, saldamente aggrappati ai simboli del cristianesimo che tanto la sostanza rappresentata da quei simboli ce la siamo fumata.
    Io non ho più la forza di dire niente a ’sti bipedi. I 99 Posse scrissero quanto segue: “mannaggia / ’o sango spierzo e chi non t’è maie muorto emigrato / o t’è muorto e t’ ’o sì pure scurdato” (ed è solo per rispetto del titolare di questo spazio che ometto l’epiteto che costituisce il verso successivo). Ebbene (anzi, male) sono passati più di undici anni da quella canzone ed è solo tutto peggiorato. Ogni cosa che mi viene in mente in proposito non ha più la forza di venire fuori: a che serve parlare coi muri? Magari qualcuno meno fiaccato di me può suggerire qualcosa di efficace. Ah, giusto per non essere frainteso: non è (non può essere!), questa, una dichiarazione di resa; è solo che non ho più la forza di provare a parlare coi muri: coi muri ci si possono fare altre cose (me ne vengono un paio in particolare…) e, chi cerca trova. Magari una solida lingua comune tramite la quale, finalmente, intendersi.
    Ah, qui da me posso essere esplicito e quindi: "coglione" era il verso successivo e i muri si buttano giù o ci si piscia contro (o tutt'e due le cose, in qualsisi ordine).



9 novembre 2009

Ancora una

Alla fine dello scorso gennaio la Camera ha respinto una mozione (presentata da esponenti del Pd, dell’Idv e dell’Udc) per far dimettere il sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino, accusato da sei pentiti – come aveva scritto “L’espresso” – di fiancheggiare il clan camorrista dei Casalesi.

Nella mozione si ricordavano le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, l’inchiesta della Procura di Napoli, i presunti patti elettorali tra l’esponente di Forza Italia e i boss di Casal di Principe. “A prescindere dall’eventuale responsabilità penale dell’onorevole Cosentino, su cui farà piena luce la magistratura”, recitava la mozione, “è evidente come la sua permanenza nelle funzioni di Sottosegretario di Stato leda gravemente non solo il prestigio del Governo italiano, ma anche e soprattutto la dignità del Paese; ragioni di opportunità e di precauzione dovrebbero indurre il Governo ad evitare che una persona sottoposta ad indagini per così gravi delitti, espressivi di una collusione tra politica e sodalizi criminosi, in attesa di dimostrare la sua piena innocenza, possa continuare ad esercitare le proprie funzioni di Governo, peraltro in un ruolo così delicato, concernente tra l’altro la funzionalità del Cipe”.

La mozione impegnava il Governo ad invitare l’onorevole avvocato Nicola Cosentino a rassegnare le dimissioni da Sottosegretario di Stato per l’economia e le finanze.

La mozione non è passata perché, se la maggioranza di centrodestra ha difeso compatta il sottosegretario, molti esponenti del Partito democratico si sono astenuti, mentre altri hanno preferito uscire dall’aula e non votare.

Tra l’altro, date le molte assenze nelle file del Pdl, se il Pd avesse votato compattamente per la sua mozione questa avrebbe avuto ottime possibilità di passare. In 22 erano assenti, altri sette risultavano in missione. Alcuni dei presenti sono addirittura rientrati subito dopo la bocciatura, e hanno ripreso a votare altre risoluzioni.

Hanno votato contro gli onorevoli: Capano e Sposetti.

Si sono astenuti gli onorevoli: Bachelet, Cuperlo, Parisi, La Forgia, Bernardini, Madia, Mantini, Maran, Boccia, Capodicasa, Concia, Coscioni, Ferrari, Giachetti, Ginefra, Marini, Mecacci, Recchia, Sarubbi, Schirru, Tempestini, Turco Maurizio, Vannucci, Viola, Zamparutti Zunino.

Non hanno partecipato al voto, nonostante in giornata fossero presenti in aula, gli onorevoli: Tenaglia (ministro ombra della giustizia), Calearo, Fioroni, Gasbarra, Lanzilotta, Letta Enrico, Morassut, Bobba, Sereni, Vassallo, Merloni, Boffa, Bonavitacola, Bressa, Bucchino, Carra, Castagnetti, Corsini,Cuomo, D’Antona, De Pasquale, De Torre, Fadda, Ferranti, Fiano, Fiorio, Genovese, Giacomelli, Giovannelli, Gozi, Losacco, Lovelli, Lulli, Marantelli, Margiotta, Mosca, Murer, Narducci, Pedoto, Piccolo, Rosato, Russo, Samperi, Scarpetti, Servodio, Testa, Vaccaro, Vassallo, Vernetti, Vico.

Erano assenti gli onorevoli: Veltroni, Bersani, Colannino, D’Alema, Lusetti, Melandri, Pistelli, Touad, Ventura, Gentiloni, Beltrandi, Calvisi, Cenni, Colombo Furio, Damiano, Gaglione, Luongo, Lusetti, Marroccu, Melis, Motta, Portas, Tullo, Calipari.

(Le inchieste de L’espresso su Cosentino & Co: 1, 2, 3, 4).

[Alessandro Gilioli - Piovono Rane]

    Ancora una, compagni (un caz) parlamentari del PD; una sola.  Così, perchè son generoso e stanco e in tv c'è Marco Paolini e non ho voglia di incazzarmi e perdermelo.  Ma, ancora una e la mia tessera torna indietro.  I quindici euri ve li potete tenere.



9 novembre 2009

Giovanardi di oggi (e pure di ieri)

Chi, io?

Non è certo una sorpresa il fatto che secondo il sottosegretario Giovanardi Stefano Cucchi sia «morto di droga». Ci sono dei precedenti, lo conosciamo. La cosa però ci dà l’occasione di ricordare, tra le cause della morte di Stefano Cucchi, quella senza la quale Stefano Cucchi non sarebbe nemmeno stato portato in commissariato, quella sera. È la legge italiana sul consumo di droga e porta la firma di due persone. Una è Gianfranco Fini, applauditissimo all’ultima festa del Partito Democratico. L’altra è Carlo Giovanardi.

[Francesco Costa via Wittgenstein]

    Volendo, ci sarebbe anche il sempre ottimo Gilioli, stavolta, però, penso sia stato fin troppo generoso.



1 novembre 2009

A più tardi, cara

«Portiamo i morti con noi fino a quando moriamo a nostra volta».
Alda Merini , in un incontro con Dario Cresto-Dina
Via Ciwati



22 ottobre 2009

Spezzeremo le reni a feisbù (pota)

    C'è chi le spara grosse per vocazione.
    C'è chi conosce l'aspetto giuridico (quasi quasi mi iscrivo anch'io), chi conosce l'aspetto mediatico, chi conosce il mondo per quello che è (con approfondimenti e aggiunte), chi conosce la rete e affronta la faccenda anche da altri (e più seri) punti di vista, c'è chi la analizza in senso antropologico, chi elenca i fatti nudi e crudi.
    C'era chi disse, semplicemente: «Conoscere per deliberare».
    Ancora una volta, chi ci governa, preferisce buttarla in caciara e con la scusa dell'acqua sporca (sempre quella degli "altri", però) vorrebbe buttare via il bambino.

Update (24/10/2009 13:45)
    C'è anche chi, tanto per cambiare, non ha capito un cazzo.
    Nel frattempo la pagina incriminata è diventata "Berlusconi, ora che abbiamo la tua attenzione... Rispondi alle nostre domande".



18 ottobre 2009

"i soliti comunisti di sempre!"

    O, almeno, è così che se li ricorda lui.

    E poi, proprio al Riformista di Antonio "esticazzi" Polito (cit)?  Mavalà (cit)!



16 ottobre 2009

Che tempismo!

    Ho ricevuto il seguente sms in qualità di iscritto al PD
Oggi dalle ore 15 in diretta su Youdem il confronto tv tra i tre candidadi alla segreteria del PD. www.youdem.tv e canale 813 Sky. La replica stasera alle ore 21
    alle 18:05:05 di oggi. Pure mia moglie: alle 17:57:08
    Famo a capisse: o partiamo dal presupposto che gli iscritti già lo sapessero e allora risparmiamo i soldi degli sms che qualcosina ci costeranno oppure, se davvero vogliamo che il maggior numero di iscritti assista, quegli sms li si manda per tempo.
    E, magari, se davvero vogliamo che il maggior numero di iscritti (e anche non iscritti) assista, certe cose le si potrebbe organizzare di Sabato o di Domenica, quando chi ancora non ha perso il lavoro potrebbe molto più comodamente essere in condizioni di assistere e partecipare.  E infatti prima di allora non riuscirò a guardarlo.  Comunque, meglio tardi che mai.
    Nel frattempo, rifletterei su quanto ha scritto, tra l'altro, Gilioli:
"Marino è chiaramente il leader politico di un altro Paese, assai più moderno del nostro: un Paese dove si parla di Web e di banda larga, di merito e di coerenza, di principi e non di convenienza. Non credo che l’Italia sia pronta per lui, e non è che lo dico con il sorriso sulle labbra."



11 ottobre 2009

I migliori che se ne vanno

    Caro Paul the wine guy,
da qualche giorno sono incazzatissimo.  E per colpa tua.
    Doverosa premessa: ognuno è libero di fare e disfare, nel suo.  Vale per tutti e vale, naturalmente, anche per te.  Però sono incazzato ugualmente.
    Ultimamente mi avevi particolarmente colpito con il tuo post su Wikimedia & co., tanto che lo avevo ripreso pari pari e pubblicato (e, aggiungo oggi, per fortuna.  Se ti avessi solo linkato, oggi sarei ancora più incazzato!).  Quello spunto aveva fatto il paio con l'intervista di Luca Sofri a Jimmy Wales e si era trasformata in qualcosa di più e, garantisco per i tre a cui era (ed è, datevi una mossa!) diretta, di meglio.
    Ora, è brutto da dire e da scrivere, il pensierino che avevo fatto era più o meno che quando uno qualsiasi muore (maledizione: prima o poi arriva!) lascia due vuoti e cioè due "niente".  Un vuoto affettivo e quello riguarda i suoi cari e amen.  E un altro vuoto rappresentato da tutte le sue conoscenze ed esperienze che si porta nella tomba e amen un paio di palle.  Ho pensato, appunto, che quella roba del wiki è in grado di raccogliere anche le conosconze ed esperienze di chi, pur essendo "uno qualsiasi" (come quei tre che conosco io) ne sa un tot di parecchie materie e continua a studiarci su, specie ora che è in pensione ed ha tempo per dedicarsi a quelle cose che una vita di lavoro gli ha proibito (cit), facendoli rimanere "qualsiasi" (e mica tutti hanno il culo di un Federico Moccia, per dire...).
    Poi (e l'avevi pure scritto), hai "chiuso".  E ti sei portato via tutto.  Si, ci saranno le cache e tutte quelle diavolerie che poco conosco e meno so usare, ma non è la stessa cosa.  Il tuo blog è morto e amen.  Magari bastava smettere di aggiornarlo e lasciare a disposizione quello che c'era fino a li. Ripeto, hai fatto (e disfatto) nel tuo e ne avevi tutto il diritto. Però, quel tuo, era pure un pochino di tutti quelli che ci passavano e ci erano affezionati.  E di tutti quelli che, per tua ammissione, contribuivano inviandoti foto, notizie e segnalazioni.
    Vabbè, io, comunque, il link qui a sinistra ce lo lascio.  Hai visto mai che ci dovessi ripensare (se e quando avrai finito di andare a cagare....).
    p.s.: almeno avessi reindirizzato a qualcosa di ameno...
    p.p.s.: e se tutti quelli bravi decidessero di mollare (e in quel modo)...



19 settembre 2009

E con tanti saluti a Biancaneve

    Sarà che faccio parte della "sinistra per male" che mi viene in mente questo post mentre mi accingo ad andare a "morire ammazzato"?

La maldicenza insiste
batte la lingua sul tamburo
fino a dire che un nano
è una carogna di sicuro
perchè ha il cuore troppo
troppo vicino al buco del culo.
[Fabrizio De Andrè]

    [via Piovono Rane]

    Giusto per la cronaca: qui l'inchiesta de L'Espresso che tanto ha fatto infuriare sua (e di chi altri?) eccellenza, qui, qui e qui (ma anche altrove nella rete, e poi dici che gli da fastidio...) il "fattaccio" de quo.



17 settembre 2009

PiangendoLi

    La penso esattamente così.  Ne parlavo al telefono mezz'ora fa' con mio padre più o meno negli stessi termini.  Arrivato a casa ho letto che il mio pensiero coincideva con quanto scritto da Zucconi e Gilioli.  E' inutile che provo a scrivere quello che loro due hanno già scritto (e sicuramente molto meglio).
    Aggiungo solo che quei poveri cristi erano tutti meridionali.  Non è una novità che l'esercito sia spesso l'unica possibilità dignitosa per chi è nato dove il lavoro manca e quel poco che c'è è tranquillamente classificabile alla voce sfruttamento.  E allora si "mette firma".  Se lo ricordino tutti quei signori che continuano a sputare sui terroni e, gentilmente, almeno davanti ai morti, ci risparmino le stronzate sull'eroismo e l'illustrare la Patria.  Che son comunque stronzate, ma dalla loro bocca diventerebbero, irrimediabilmente, odiosi insulti.



28 luglio 2009

Gente che sta male (fin dal nome)!


    Ogni riferimento alle stronzate profferite dal minito 58'08" è puramente volontario.
    Però, volendo, almeno su questo umile blog, non solo è possibile rispondere, ma è davvero bene accetto! Immagino però che tali arche discienza mai si abbasseranno nemmeno soltanto a provarci a discutere con noialtri topi di rete... Pare sia molto pù comodo sproloquiare e pontificare da altrove e senza validi contarddittori.  Curioso atteggiamento, da parte di gente che per ogni e qualsiasi argomento pretende di essere presente e di potere, appunto, contraddire (via Piovono Rane)



16 luglio 2009

Quel che resta del (grande) giorno

    Con un giorno di ritardo per via dell'incazzatura di ieri (oggi è sopportabile, grazie), provo a fare il punto sullo sciopero del 14.
    Da GBlog:
Grazie della partecipazione…e delle critiche.

Siamo al giorno dopo il silenzio rumoroso e forse sarebbe il momento dei bilanci ma, francamente, non voglio farne perché ieri non è stato un punto di arrivo ma di partenza.Il DDL Alfano è ancora li e tutto può accadere in positivo così come in negativo.Mi sembra, piuttosto, necessario, da parte mia, approfittare del blog per un ringraziamento cumulativo a tutti: a quanti hanno appoggiato con insospettabile condivisione di idee e passione l’iniziativa ed a quanti l’hanno duramente criticata sebbene, mi sia consentito scriverlo con la mia consueta schiettezza, con toni decisamente ineleganti e, in taluni casi, dando vita ad un processo di grave mistificazione della realtà.Far nomi non mi piace ma Michele Ficara ha pensato bene di far un elenco dei contrari semplificandomi la vita.A loro, o meglio, anche a loro va il mio convinto ringraziamento: le critiche aiutano a crescere e a far meglio.C’è però una cosa che ritengo, francamente, inaccettabile: che si continui a raccontare che l’approvazione di un ordine del giorno avrebbe risolto i problemi.L’ho già scritto e lo ripeto: quando gli On. Palmieri e Malan si sono dichiarati disponibili a procedere in tal senso era il massimo che si potesse fare perché non c’era - o sembrava non esserci - più spazio per emendare il DDL. In quel momento non si poteva che ringraziarli per la sensibilità dimostrata verso le cose della Rete.La situaizone è poi cambiata e, a quel punto - riaperti i termini per un emendamento - si sarebbe potuto fare di più: loro non l’hanno fatto e qualcun altro si.Non è una questione politica ma più semplicemente storica: la raccontano gli atti parlamentari.L’emendamento presentato, d’altro canto, credo sia - parola più parola meno - quello che io stesso postai sul wiki di MCC con l’obiettivo, all’epoca, di consegnarlo prima alla revisione della Rete e poi alle cure dell’On. Palmieri e del Sen. Malan.Questi i fatti. Il resto è polemica che non mi interessa coltivare oltre.L’importante - credo per tutti - è che quelle previsioni - se non liberticida almeno scritte male da gente che non conosce la Rete - siano corrette o non introdotte nel nostro ordinamento.Qualcuno mi ha chiesto cosa ne sarebbe stato del ning Diritto alla Rete dopo il 14 luglio: l’ho già detto ieri in piazza ma vale la pena ripeterlo: attraverso il ning seguiremo passo passo l’evoluzione dei lavori parlamentari sul ddl alfano pronti, naturalmente, a dar atto a chiunque - quale che sia la bandiera sotto la quale lavora - in Senato si farà portatore di una modifica delle norme sull’obbligo di rettifica e poi - ma magari già prima - apriremo, su quelle pagine una consulta permanente sul diritto alla Rete allo scopo di condividere notizie ed informazioni sugli attenatti alle libertà digitali che si consumano ogni giorno e di difenderne le vittime facendo fronte comune, condividendo il problema, l’obiettivo e, auspicabilmente il risultato.Domani, poi, sulle stesse pagine pubblicheremo una versione 1.0 della Dichiarazione universale dei diritti del cittadino digitale che abbiam letto ieri a piazza navona in modo da poterne poi iniziare a ragionare tutti insieme.Grazie ancora ad amici e nemici (questi ultimi spero solo in senso ideologico!).

    Da Piovono rane:

14 Luglio, e poi altro

Ci sono anche tante altre cose interessanti di cui parlare, ma in coda alla protesta del 14 luglio e del discreto dibattito che ne è scaturito in Rete e altrove, quoto e condivido parola per parola quello che ha scritto Luca De Biase, in modo anche da far piazza pulita da ogni buffo equivoco in merito:«In generale, una forma aggregativa in rete funziona se non diventa una forma di potere. Quindi una volta ok. Ma non si pensi che possa diventare un movimento organizzato e gerarchizzato.Una fiammata di protesta può avere un influenza sull’agenda se ogni volta la sua forma è diversa e fa discutere sia per il contenuto che che il modo in cui il contenuto è proposto.Una protesta è tanto più forte, specialmente in un paese come l’Italia, quanto più è basata su fatti e non su posizioni ideologiche. Perché solo così dimostra di essere qualcosa di diverso dalle solite finzioni politicheggianti. Quindi in generale avrà più bisogno di parole ben scritte che di silenzi.Insomma. Per una volta questa manifestazione può anche essere andata bene. Ma l’aggregazione avrà bisogno di piattaforme che rendano facilissimo per tutti capire come difendersi dall’attacco alla libertà di espressione, favoriscano la manifestazione delle idee, non siano motivata dalla ricerca di un potere - ridicolo in rete - ma da spirito di servizio. E credo che una cosa del genere emergerà. Anche grazie alla controversa - e probabilmente proprio perché controversa - forma di protesta del 14 luglio. Imho».Essendo appunto la sua honest opinion anche la mia, ho salutato qui gli amici di Diritto alla Rete.

    Da Scene digitali:

Non occuparmi la panchina: ovvero, dopo “Diritto alla rete"

Questa giornata di protesta dei blog è andata bene. Però, tolto il bavaglio e tenuto botta con disciplina “unitaria” nel momento della “lotta” (le virgolette isolano il fuoco di parole anni ‘70 usate per il tempo della blogosfera), forse è il momento di pensare e dire un paio di cose.Innanzitutto grazie a Guido Scorza, Alessandro Gilioli e Enzo Di Frenna (i link portano alla pagina dell’iniziativa). Sarò un vecchio bolscevico, ma credo nel ruolo delle avanguardie. Loro hanno avuto l’idea, l’hanno saputa realizzare, ne ricevano il giusto merito. In particolare - e con questo entro in argomento - hanno saputo non far abortire la nostra umile panchina, in piedi sulla quale ha parlato Scorza in un megafono (e ha detto pure che non era abituato, i giovani so’ proprio giovani…), in una passerella per politici di professione.Lo dico un po’ meglio: Antonio Di Pietro ha messo il cappello su questa iniziativa e con i suoi militanti ha contribuito anche al successo numerico della serata. E i tre organizzatori sono stati bravi a far convivere le due componenti della faccenda: i dipietristi e noi cani sciolti. Se penso all’intervento di Scorza, anzi, risento una analisi molto approfondita e perfino tecnica di come questo disegno chiude la rete nei lacci e lacciuoli del contenimento e della deterrenza (più che della censura). Bravo Guido. Niente bullshit retorico, e grande fattualità.Ora non è che io abbia niente in contrario con il mescolarmi alla politica. Credo nella politica, nonostante tutto, come luogo professionale della gestione pubblica e credo che la politica sia cosa da professionisti -  la polemica contro il politico di professione la giudico una mistificazione da lasciare a Berlusconi. Ma…Ma ciò che è successo ieri è importante e va tenuto così com’è: non “apolitico” ma autonomo nel suo pensare politico. Anche, se volete, nella sua trasversalità. E’ grazie alla trasversalità che è stato fatto fuori l’emendamento D’Alia, la trasversalità ha conquistato al voto di cancellazione i deputati del centro destra, grazie anche al lavoro di Roberto Cassinelli, un liberale deputato del Pdl che credo avrebbe aderito (mi illudo?) alla manifestazione di ieri se non si fosse trattato di ritrovarsi in mezzo a Di Pietro e alle magliette “Giorgio, non firmare” (Giorgio essendo il capo dello stato).Nessuno lo ignora: questo attacco viene dal governo di centro destra e all’interno di un disegno di legge - poco ricordato questo aspetto - che mette un bavaglio ancora più grande al giornalismo. Ma anche D’Alia aveva stretto a sé il voto di tutto il centro destra, e però quel blocco si è sciolto. Qui è tutto meno casuale e più “premeditato”. Quindi più duro da intaccare. C’è un establishment che si orienta alla censura. E tuttavia noi che abbiamo rotto la barriera invisibile che c’è tra lo stare in rete e la politica - la stessa che è caduta a Teheran - abbiamo il compito di sventolare la libertà di espressione come un valore in sé e quindi di tutti. La libertà di espressione non è l’antiberlusconismo: “è”.Abbiamo fatto bene a scegliere il silenzio come forma di manifestazione, abbiamo evidenziato che non abbiamo niente a che fare con la politica gridata. Internet è luogo di free speech: il free speech è di tutti. Anche del blogger del Pd, di quello di destra e di quello che non gliene frega niente. E c’è un’altra ragione.Blogging è l’esatto contrario della  politica dell’insulto. Credo che sia felice il termine conversazione, che usiamo per identificarci, per descrivere quella rete di persone che si leggono, discutono, si propongono cose. Noi ieri abbiamo dato un colpo all’agenda della politica, anche se chi la fa, i telegiornali di regime, non hanno dato segno di accorgersene. Continuiamo per questa strada. Se non mi facesse un po’ orrore il termine, direi che siamo società civile - ma è parola in quarantena.Non è una critica a chi ha lavorato e non sto pensando al partito dei blogger, dioliberi, manca solo questo. Ma nessuno metta il cappello sul mio bavaglio. Non passerò da imbavagliato a marionetta.

    Consiglio chi passasse da qui di prendersi un po' di tempo e di fare un giro su tutti i link indicati nei tre post qua sopra (è appassionante...) e una menzione speciale va a Gilioli (amo le persone serie!). Imho è che da "questa parte" siamo stati (e siamo) molto attenti a non buttarla in politica (pro,contro), mi piacerebbe poter dire altrettanto della maggioranza di quelli dell'altra. Senza nessuna voglia di polemica, davvero.  Quando da destra e da sinistra, da sopra e da sotto, da un lato e dall'altro, riusciremo ad usare un minimo di obbiettività, forse sarà l'inizio di un mondo migliore (bum!). Insomma, si può provare (ameno provare) ad essere un minimo oggettivi nel valutare la sostanza delle cose indipendentemente dalla propria appartenenza politica?  O, se una cosa viene dall'area politica di riferimento deve per forza essere buona e giusta?



14 luglio 2009

Oggi sciopero

Questo blog aderisce all'appello di Diritto alla Rete contro il DDl alfano che imbavaglia la Internet italiana"


Trovi altre fotografie come questa su Diritto alla Rete


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L'ALBATRO Sovente, per diletto, i marinai catturano degli albatri, grandi uccelli marini che seguono, indolenti compagni di viaggio, il bastimento scivolante sopra gli abissi amari. Appena li hanno deposti sulle tavole, questi re dell'azzurro, goffi e vergognosi, miseramente trascinano ai loro fianchi le grandi, candide ali, quasi fossero remi. Com'è intrigato, incapace, questo viaggiatore alato! Lui, poco addietro così bello, com'è brutto e ridicolo. Qualcuno irrita il suo becco con una pipa mentre un altro, zoppicando, mima l'infermo che prima volava. E il Poeta, che è avvezzo alle tempeste e ride dell'arciere, assomiglia in tutto al principe delle nubi: esiliato in terra, fra gli scherni, non può per le sue ali di gigante avanzare di un passo. Charles Baudelaire - I fiori del male


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