| |

|
|
|
20 gennaio 2010
"...un problema tra la politica e la sanità..."
Già, e il Pd, quel Pd che abbiam provato a cambiare non fa' eccezione. Se le cose stanno come si legge nell' articolo di Mario Gerevini sul Corrire della sera di oggi ( qui la risosta di Marino), odio doverlo dire ma non vedo come ci possa essere possibilità di cambiamento. So che, dal canto mio, dovrei solo tacere: ho mollato qualche tempo fa' e per la seconda volta. Non posso fare altro che ammirare i tanti come Giuseppe Civati e lo stesso Ignazio Marino che ancora e ancora e ancora vedono nel Pd la possibilità di diventare qualcosa di diverso dal carrozzone che continua (ancora e ancora e ancora) ad essere. D'altronde sia le primarie degli iscritti che quelle aperte a tutti hanno decretato che Bersani doveva essere il segretario. E Bersani non è solo Bersani ma tutta una serie di persone (molte delle quali anche validissime) con una precisa identità culturale e politica che conosce solo quel modo di fare politica. Neanche io, credo ai complotti; semmai, credo che ci sia molto di peggio del complotto: c'è un mucchio di gente (ovunque, mica solo nel Pd) più realista del re, quelli che "pagherebbero per vendersi" (cit) e quelli che venderebbero le ceneri della madre per compiacere. Al di la del bene e del male, resta il fatto che la politica e la sanità manco dovrebbero vedersi col binocolo: se proprio devo correre il rischio, tendenzialmente mi fido di più di chi ha pronunciato il giuramento di Ippocrate dopo (si spera) regolare corso di laurea piuttosto che di chi, se va bene, ha giurato su una Costituzione che probabilmente manco ha mai letto.
|
|
|
20 gennaio 2010
Già, i miglioristi....
E chi se li ricordava più. Ero al liceo, piena epopea craxista, c'erano pure loro. Purtroppo o per fortuna Peter Gomez e Gianni Barbacetto hanno provveduto a colmare la (credo non soltanto) mia lacunosa memoria. Non è che ne sentissi poi impellente bisogno... Il Presidente e il latitante
Pubblico qui di seguito un pezzo scritto da me e da
Gianni Barbacetto sui rapporti tra Bettino Craxi, il presidente della
Repubblica Giorgio Napolitano e la corrente migliorista del partito
comunista. È un tema storico-politco importante che nessun giornale, a
parte Il Fatto Quotidiano, ha voluto affrontare. Mi piacerebbe
conoscere che cosa sapevate di tutto questo e cosa ne pensate,
soprattutto alla luce della lettera del Presidente alla vedova di
Craxi. PG
Napolitano e i suoi miglioristi, così lontani e così vicini a Craxi
"Non
dimentico il rapporto che fin dagli anni Settanta ebbi con lui... Si
trattò di un rapporto franco e leale, nel dissenso e nel consenso che
segnavano le nostre discussioni e le nostre relazioni”. “Lui” è Bettino
Craxi. E chi “non dimentica” è Giorgio Napolitano, oggi Presidente
della Repubblica. Nella sua lettera inviata alla vedova di Craxi a
dieci anni dalla morte del segretario del Psi, il capo dello Stato
sostiene che, nel “vuoto politico” dei primi anni Novanta, avvenne “un
conseguente brusco spostamento degli equilibri nel rapporto tra
politica e giustizia”. A farne le spese fu soprattutto il leader
socialista, per il peso delle contestazioni giudiziarie, “caduto con
durezza senza eguali sulla sua persona”.
Il rapporto tra Craxi e Napolitano fu lungo, intenso e alterno.
Naufragò nel 1994, quando Bettino inserì Napolitano nella serie
“Bugiardi ed extraterrestri”, un’opera a metà tra la satira politica e
l'arte concettuale. Ma era iniziato, appunto, negli anni Settanta,
quando il futuro capo dello Stato si era proposto di fare da ponte tra
l’ala “riformista” del Pci e il Psi. Negli Ottanta, Napolitano
rappresentò con più forza l’opposizione interna, filo- socialista, al
Pci di Enrico Berlinguer: proprio nel momento in cui questi propose la
centralità della “questione morale”. Intervenne contro il segretario
nella Direzione del 5 febbraio 1981, dedicata ai rapporti con il Psi, e
poi ribadì il suo pensiero in un articolo sull’Unità, in cui criticò
Berlinguer per il modo in cui aveva posto la “questione morale e
l’orgogliosa riaffermazione della nostra diversità”.
È in quel periodo che la vicinanza tra Craxi e Napolitano sembra cominciare a farsi più forte. Tanto che nel 1984, il futuro presidente appoggia, contro il Pci e la sinistra sindacale, la politica del leader socialista sul costo del lavoro.
Il mondo, del resto, sta cambiando. E in Italia, a partire dal 1986,
cambiano anche le modalità di finanziamento utilizzate dai comunisti. I
soldi che arrivano dall’Unione Sovietica sono sempre di meno. E così
una parte del partito – come raccontano le sentenze di Mani pulite e
numerosi testimoni – accetta di entrare nel sistema di spartizione
degli appalti e delle tangenti. La prova generale avviene alla
Metropolitana di Milano (MM), dove la divisione scientifica delle mazzette era
stata ideata da Antonio Natali, il padre politico e spirituale di
Craxi. Da quel momento alla MM un funzionario comunista, Luigi Miyno
Carnevale, ritira come tutti gli altri le bustarelle e poi le gira ai
superiori. In particolare alla cosiddetta “corrente migliorista”,
quella più vicina a Craxi, che “a livello nazionale”, si legge nella
sentenza MM, “fa capo a Giorgio Napolitano”. E ha altri due esponenti
di spicco in Gianni Cervetti ed Emanuele Macaluso. Per i “miglioristi” Mani Pulite è quasi un incubo:
a Milano molti dei loro dirigenti vengono arrestati e processati per
tangenti. Tutto crolla. Anche il loro settimanale, Il Moderno, diretto
da Lodovico Festa e finanziato da alcuni sponsor molto generosi: Silvio
Berlusconi, Salvatore Ligresti, Marcellino Gavio, Angelo Simontacchi
della Torno costruzioni. Imprenditori che sostenevano il giornale –
secondo i giudici – non “per una valutazione imprenditoriale”, ma “per ingraziarsi la componente migliorista del Pci,
che in sede locale aveva influenza politica e poteva tornare utile per
la loro attività economica”. Il processo termina nel 1996 con
un’assoluzione. Ma poi la Cassazione annulla la sentenza e stabilisce:
“Il finanziamento da parte della grande imprenditoria si traduceva in
finanziamento illecito al Pci-Pds milanese, corrente migliorista”. La
prescrizione porrà comunque fine alla vicenda. Più complessa la storia dei “miglioristi” di Napoli,
che anche qui hanno problemi con il metrò. L’imprenditore Vincenzo
Maria Greco, legato al regista dell’operazione, Paolo Cirino Pomicino,
nel dicembre 1993 racconta ai pm che nell’affare è coinvolto anche il
Pci napoletano: il primo stanziamento da 500 miliardi di lire, nella
legge finanziaria, “vide singolarmente l’appoggio anche del Pci”. E
lancia una velenosa stoccata contro il leader dei miglioristi:
“Pomicino ebbe a dirmi che aveva preso l’impegno con il capo-gruppo
alla Camera del Pci dell’epoca, onorevole Giorgio Napolitano, di
permettere un ritorno economico al Pci... Mi spiego: il segretario
provinciale del Pci dell’epoca era il dottor Umberto Ranieri, attuale
deputato e membro della segreteria nazionale del Pds. Costui era il
riferimento a Napoli dell’onorevole Napolitano. Pomicino mi disse che
già riceveva somme di denaro dalla società Metronapoli... e che si era
impegnato con l’onorevole Napolitano a far pervenire una parte di
queste somme da lui ricevute in favore del dottor Ranieri”.
Napolitano, diventato nel frattempo presidente della Camera, viene iscritto nel registro degli indagati: è un atto dovuto, che i pm di Napoli compiono con grande cautela, secretando il nome e chiudendo tutto in cassaforte.
Pomicino, però, smentisce ameno in parte Greco, negando di aver versato
soldi di persona a Ranieri e sostenendo di aver saputo delle mazzette
ai comunisti dall’ingegner Italo Della Morte, della società
Metronapoli, ormai deceduto: “Mi disse che versava contributi anche al
Pci. Tutto ciò venne da me messo in rapporto con quanto accaduto
durante l’approvazione della legge finanziaria... Il gruppo comunista
capitanato da Napolitano ebbe a votare l’approvazione di tale articolo
di legge, pur votando contro l’intera legge finanziaria”.
Napolitano
reagisce con durezza: “Come ormai è chiaro, da qualche tempo sono
bersaglio di ignobili invenzioni e tortuose insinuazioni prive di
qualsiasi fondamento. Esse vengono evidentemente da persone interessate
a colpirmi per il ruolo istituzionale che ho svolto e che in questo
momento sto svolgendo. Valuterò con i miei legali ogni iniziativa a
tutela della mia posizione”.
Alla fine, l’inchiesta finirà con
un’archiviazione per tutti. Anche Craxi, quasi al termine della sua
avventura politica in Italia, aggiungerà una sua personale stoccata a Napolitano.
Nel suo interrogatorio al processo Cusani, il 17 dicembre 1993, dirà,
sotto forma di domanda retorica: “Come credere che il presidente della
Camera, onorevole Giorgio Napolitano, che è stato per molti anni
ministro degli Esteri del Pci e aveva rapporti con tutta la
nomenklatura comunista dell’Est a partire da quella sovietica, non si
fosse mai accorto del grande traffico che avveniva sotto di lui, tra i
vari rappresentanti e amministratori del Pci e i paesi dell’Est? Non se
n’è mai accorto?”. Fu la brusca fine di un dialogo durato due decenni. E riannodato oggi con la lettera inviata da Napolitano alla moglie dell’antico compagno socialista.
|
|
|
19 gennaio 2010
Punto su punto
«Mandiamoli a casa loro»
I luoghi comuni e i pregiudizi. Il prontuario
di risposta immediata è a vostra disposizione nella versione 1.0.
Raccoglieremo altre idee (e altre informazioni), seguiremo le vostre
indicazioni e lo manderemo a tutti i circoli del Pd. Partecipate anche
voi, per noi è importante. Oserei dire: da interiorizzare!
|
|
|
19 gennaio 2010
L'imprenditoria dell'ammore/2
Come scritto ieri: "mi sa che segue". Forse turbati dalle intimidazioni e/o minacce subite e/o ricevute, alcuni dipendenti si stanno ammalando rendendo alquanto complessa la riorganizzazione dei turni già non proprio semplicissima viste le drastiche riduzioni di personale operate. Per ora non è esattamente un Aventino ma promette bene. Mi sa che segue.... Stay tuned.
lavoro
crisi
imprenditoria
| inviato da albatro reloaded il 19/1/2010 alle 22:34 | |
|
|
|
19 gennaio 2010
E noi paghiamo
«... dovremmo avere il coraggio di dire che le tasse sono una cosa bellissima.
È un modo civilissimo di contribuire insieme al pagamento di beni
indispensabili come la sicurezza, come la tutela dell'ambiente [...] »  Sulla seconda parte sono completamente d'accordo (sulla prima, de gustibus). Ora, visto che ci toccherà lavorare per 173 giorni del 2010 pro fisco contro i 172 del 2009 o, se preferite (preferite?) 4 ore al giorno per tutto l'anno e visto che i suddetti (e non solo quelli) beni indispensabili lasciano alquanto a desiderare, sono affatto lieto di segnalare un articolo uscito su "L'Espresso" del 13 Gennaio 2010 (è ancora in edicola). " Silvio, quanto ci costi" di Primo Di Nicola. Cosi, giusto per condividere un po' di spappolamento di fegato. Enjoy...
|
|
|
18 gennaio 2010
L'imprenditoria dell'ammore
Si prenda una azienda del settore ceramico sulla piazza da almeno trent'anni. Si tenga ben presente che produce "made in italy" particolarmente di nicchia e che tendenzialmente, per quei prodotti, la crisi non esiste. La si mandi, vai a capire come e perchè, in vacca senza dimenticare di "piantare chiodi" tra i fornitori e i dipendenti tipo che i tfr ancora li stanno aspettando. Si cominci a fare giochetti tipo scatole cinesi. Mandandola ancora più in vacca. E piantando qualche altro chiodo in giro. Si faccia un bel giro di valzer col tribunale sotto concordato. Si "chieda" ai dipendenti (ridotti in due anni da circa trecento a una settantina scarsa) di compartecipare (con soldi veri) alla suddetta azienda (o quel che ne è rimasto) che si vuol trasformare in cooperativa. Si provveda a intimidire i dipendenti che si dichiarano apertamente contrari all'ipotesi cooperativa e direttamente a minacciare quelli che si dichiarano favorevoli a condizione che l'attuale proprietà sparisca dal nuovo assetto societario. ...Mi sa che segue...
lavoro
imprenditoria
crisi
| inviato da albatro reloaded il 18/1/2010 alle 23:21 | |
|
|
|
18 gennaio 2010
L'unico lato positivo
Ora che quella meravigliosa (letterale: foriera di meraviglie) trasmissione che rispondeva al nome di Condor è stata ottusamente chiusa e ancor più ottusamente rimpiazzata con l'equivalente radiofonico della Corazzata Potemkin secondo Fantozzi, non ho più il problema di dovere combattere con le molteplici (almeno 5 tra Reggio Emilia e Ravenna delle quali almeno tre tra Reggio Emilia e Sassuolo) e tutte tragicamente deboli frequenze di Radio 2 RAI (tanto tragicamente deboli e disturbate che il sistema rds dell'autoradio manca poco che mi scriva 'fanculo tu e radio2, cercatela da solo!). Da incallito pagatore di cosiddetto "Canone RAI" non so se ritenermi fortunato o, ancor più del solito, turlupinato. Complimentoni vivissimi al neodirettore Mucciante. P.s.: Si può essere tristi per la chiusura di un programma radiofonico? Si, cazzo, si può! E pure incazzati! Abbastanza da non essere riuscito a scrivere nulla di decente quando il misfatto è stato consumato.
|
|
|
16 gennaio 2010
United colors of strikers
 Ancora non so dove ma so quando e tanto mi basta per esserci.
|
|
|
15 gennaio 2010
Hai visto mai che poi si immedesimano...
Viste le posizioni della Lega in tema di razza ho il legittimo sospetto che il de cuius abbia avuto la bella pensata che certi testi (scritti da autori di certe razze, poi) è meglio che non vengano fatti leggere. La scusa del sesso, poi, viene sempre buona e trova fin troppo facile sponda negli abbondanti e abboccanti bacchettoni e parrucconi italici. Solo che, magari mi sbaglio e faccio la figura del ciuccio, però io quel libro l'ho letto parecchi anni addietro (almeno venti) e proprio non mi sovviene alcun "passo nel quale Anna Frank descrive in modo minuzioso e
approfondito le proprie parti intime e la descrizione è talmente
dettagliata da suscitare inevitabilmente turbamento in bambini della
scuola elementare". Semmai, mi ricordo un passo in cui si parla dei genitali di una gatta (ma magari era un gatto) con termini tanto ingenui e teneri che mi rimasero impressi proprio per quello: una frase, in particolare, ricordo chiaramente «...e questi sono peli sparsi...». Della gatta. Due bambini (Anna e lui, a spanne, credo si chiamasse Peter) che parlano dei genitali di una gatta negli anni quaranta col senso del pudore di allora. Ma magari mi sbaglio sul "il diario di Anna Frank" . Sul mio leggittimo sospetto, no. Come diceva quell'altro campione, "a pensar male....". L'autrice di quel libro continuava a credere «nell'intima bontà dell'uomo». Io no.
|
|
|
15 gennaio 2010
Località in cui evitare attentamente di metter piede (e spendere)
Così, giusto per provare (almeno provare) a sentirmi meno complice.
|
|
|
15 gennaio 2010
Le comodissime precondizioni
Formigoni ed Errani non possono ricandidarsi?
C’è un clamoroso rimosso dalla discussione politica e giornalistica
sulle elezioni regionali: ed è l’illegittimità delle candidature di
Formigoni ed Errani, in quanto il loro sarebbe un terzo mandato escluso
dalla legge. Una discussione giuridica tra costituzionalisti è rimasta molto occultata. Si scontrano
due diverse interpretazioni che provo a sintetizzare come se parlassi a
un bambino di sei anni (e come se lo fossi io stesso). La legge che
impedisce il terzo mandato è del 2004: secondo alcuni riguarderebbe
quindi nel conteggio solo i mandati successivi a quell’anno, e in base
a questo i prossimi eventuali mandati di Errani e Formigoni sarebbero i
secondi e non i terzi. La logica elementare fa sembrare assurda questa
versione: le questioni di non retroattività riguardano le applicazioni
delle norme, non le loro precondizioni. Si ragionasse così, se domani
si approvasse una legge per il divieto di guida ai ciechi, questa
sarebbe applicabile solo a chi diventi cieco da oggi in poi: i già
ciechi potrebbero guidare.
Ma l’interpretazione della legge non è cosa di logica elementare,
quindi la vicenda è giusto che sia risolta dai costituzionalisti. Anche
se non si può negare la bontà di qualunque strumento che limiti a dieci
anni la continuità in ruoli di questo genere per le stesse persone (che
poi sono già quindici, nel caso di Formigoni: il suo primo mandato di
tre è escluso dal conteggio per diversa tipologia), e l’argomento a
favore dell’illegittimità ha quindi una sua forza etica oltre che
giuridica. Ma soprattutto sarebbe giusto che se ne parlasse, e che la
politica la affrontasse. Invece ciascuno schieramento ha il suo
interesse, vuoi lombardo o emiliano, a rimuoverla. E faranno tutti
finta di niente, a cominciare dai tutori della legalità part time. [Via Wittgenstein]
...Mi sa che il rischio dei ciechi alla guida è piuttosto concreto...
|
|
|
13 gennaio 2010
L'opposizione la trionferà
L'opposizione di governo Per paradosso dissento dalla mappa
di Ilvo Diamanti "Pdl, il non partito senza
opposizione". La mia teoria è che una mente acuta infilata tra
i Bondi si sia inventato l'opposizione di governo. L'idea è questa:
tu hai il potere e vuoi assicurarti che la tua parte politica
prevalga anche alle prossime elezioni. Di fatto questo non è mai
accaduto nella seconda repubblica: né Berlusconi né Prodi sono
successi a se stessi. Cinque (nel caso di Prodi meno) anni di
governo e promesse non mantenute hanno fatto sempre sì che la gente
poi votasse altrove con rinnovata credulità. Votava, pertanto,
l'opposizione.
Bene, hanno creato l'opposizione interna, quella di governo.
L'avversario principale di Berlusconi appare Fini (che non viene da
lontano, è il cofondatore dello stesso partito). Il Giornale di
proprietà di Berlusconi contrabbanda ogni mattina questa (ir)realtà
attaccandolo. La versione cartacea di questa testata se fa un
titolo contro il governo comincia con "Fini:", mica con altri.
Hanno coperto anche gli opposti estremismi contrabbandando la Lega
come "portatrice di istanze sociali, popolari", quindi di sinistra
e offrendo la Destra per quel che è: un rigurgito col
rossetto.
Et voilà. Bersani e Casini? Vanno a farsi i complimenti reciproci
da Fazio. Vi dicono: ma no, è una lotta per la successione, intanto vi
preparate alle esequie per tre anni e nessuno schiatta, poi
qualcuno voterà Fini per opporsi a Berlusconi, Lega perché così
vedranno (non votava Lega pure Veronica?) e Altan sarà sempre lì
con l'ombrello pronto a un centimetro dalle chiappe e il fumetto
che dice: "Cipputi, l'opposizione ha trionfato, cuntent?". E non credo di potere avere altro da aggiungere....
|
|
|
12 gennaio 2010
Mi pare una faccia conosciuta
A volte le notizie e/o le immagini mostrano sorprendenti correlazioni... O è la mia mente malata che ce li vede, non so.
|
|
|
|
|
L'ALBATRO Sovente, per diletto, i marinai catturano degli albatri, grandi uccelli marini che seguono, indolenti compagni di viaggio, il bastimento scivolante sopra gli abissi amari. Appena li hanno deposti sulle tavole, questi re dell'azzurro, goffi e vergognosi, miseramente trascinano ai loro fianchi le grandi, candide ali, quasi fossero remi. Com'è intrigato, incapace, questo viaggiatore alato! Lui, poco addietro così bello, com'è brutto e ridicolo. Qualcuno irrita il suo becco con una pipa mentre un altro, zoppicando, mima l'infermo che prima volava. E il Poeta, che è avvezzo alle tempeste e ride dell'arciere, assomiglia in tutto al principe delle nubi: esiliato in terra, fra gli scherni, non può per le sue ali di gigante avanzare di un passo. Charles Baudelaire - I fiori del male
















 |
|
|